"da bambino giocavo con le pentole" convivente con 6 mici: Marx, Takeshi, Paride, Omero, Khalì e Micilla! diffondere conflitto-fare movimento-autonomia-ciclista urbano-militante gattofilo e fondamentalista anticlericale.
con questa foto già nota a chi bazzica qui da un po', e che mi ritrae tamarro come non mai in occasione del capodanno di qualche annetto fa, auguro a tutti un vizioso, divertente e lieto fine d'anno, oltre che un anno nuovo migliore del precedente, .
Propositi non ne faccio, sono gli stessi da sempre, e non li rispetto mai.
Il 25 ed il 26 ho oziato così tanto da farmi schifo e sentirmi quasi in colpa, e dire che aspettavo da mesi la possibilità di poter fare un emerito nulla. Poi, accade così..dormo ore ed ore, e mi assale il senso di colpa dell'inutilità del tempo trascorso a dormire. Poi mi dico.."inutile un cazzo, sono mesi che dormi 5 ore a notte".
I gatti, hanno venato il coperchio del giradischi nuovo, facendo cadere su di esso un oggetto. Credo di sapere ch isia il colpevole.
Ho vagato per blog, perlopiù politici, dibattendomi ancora tra la frustrazione nel confrontarmi inutilmente con chi non la pensa come te, e l'incazzatura verso chi agisce in malafede parlando spesso di ciò che non sa.
Ad alcuni blogger mi sto invece affezionando. E' un melange di stima ed affetto,verso alcuni è ancora solo stima... quella sorta di...comunicazione mentale, del.."ci siamo capiti", una sorta di solidarietà, anche se magari ci si è scambiati al massimo uno o due commenti a vicenda.
Tra simili, è inutile.
Oggi sono tornato in un negozio di dischi dove andavo da ragazzino. Ero certo fosse chiuso. Invece è ancora lì, immutato, col titolare che pare aspettasse da 16 anni, uguale. E, per di più, come allora, vende solo vinili. Pareti stracolme di vinili protetti dal cellophane. Ho comprato, per una cifra vergognosa, i due dischi qui sopra:"adolescent sex" dei Japan (1978) e "unknown pleasures" dei Joy division (di cui ascoltate "disorder", pezzo che mi è sempre parso superbo..quella chitarra...quel basso). sostituito con "unconventional" dei Japan.
Stasera ho visto il nuovo film di cronemberg, history of violence. bello. Meno dei precedenti.
Infingarda e truffaldina la convocazione da parte di Casini del dibattito sull'amnistia in data odierna. E' però anche vero, che almeno i 208 firmatari della mozione un piccolo sforzo per posare i deretani sugli scranni avrebbero potuto farlo, vista la drammaticità del tema.
qui http://www.papillonrebibbia.org/index.php?option=com_content&task=view&id=99&Itemid=29 un bel comunicato di "papillon". Il dato che mi colpisce di più, è quello dell'italico uso della custodia cautelare (a cui siamo oramai avvezzi). Più di 20.000 persone, la metà delle quali statisticamente si rivela innocente, attendono..in attesa di giudizio.
Le tariffe di gas, luce , acqua ed energia, aumentano più del doppio dell'inflazione (5,1% solo nel 2005). Ovviamente, nei settori liberalizzati. Aumentano anche i profitti, rendendo questi aumenti ancor più odiosi. Ma è anche vero che, lo ho scritto alcune settimane fa, il problema di come e quanto consumare, dovremmo pure inizare a porcelo.
Una battaglia già persa di cui si sta un po' parlando in questi giorni. Non nascondo che pur ritenendolo tema importante e che condivido con un po' di fastidio umano prendo atto della partecipazione a tale campagna di soggetti con cui sicuramente non berrei un bicchiere d'acqua al bar. Da parte di altri è una pura speculazione in vista della campagna elettorale.
Per altri ancora, invece, è solo una importante battaglia all'interno di un più ampio muoversi quotidianamente per i diritti globali, per il diritto al reddito, alla casa, ai sogni.
Vi sono esperienze ( insomma..non è che ne parli solo Pannella..il quale è tuttavia meritorio su questo come su altri fronti- perchè se vengono considerati di centro sinistra figuri come Di Pietro e Mastella...beh, ben venga Pannella), che da tempo sono impegnate su questo fronte.
Viviamo in un paese che in pochi anni è stato richiamato più di 100 volte per le condizioni delle sue carceri
quello che segue è invece parte di un comunicato del "forum per la libertà di movimento del veneto" scritto nel mese di ottobre.
Pubblico tutto ciò perchè lo considero doveroso, ma la ritengo davvero una battaglia persa. Nella fase in cui siamo, ahimè, mi sa che posizioni come queste siano quasi...incomprensibli ai più. La strana storia di questo paese ha fatto si che alla "sinistra" venga associato un concetto di giustizia che in realtà è giustizialismo becero (e si è partiti da prima di tangentopoli, ossia dagli anni '70), alla destra viene associato il concetto di garantismo che è in realtà difesa di privilegi e potere, non certo riscoperta sncera degli scritti di Beccaria.
questo è parte del comunicato di novembre, chen invito caldamente a leggere, nel link sopra, lo trovate pubblicato integralmente.
Il ciclo di lotte che affonda le sue radici nelle strade e nelle piazze di Genova 2001 ormai quasi quotidianamente deve confrontarsi con azioni repressive che aggiungono alla funzione poliziesca quella ordinativa delle linee del pensiero unico della modernità. E’ da tempo condivisa quella chiave interpretativa di fondo secondo cui nell’ordine imperiale non è più possibile distinguere un “fuori” in grado di caratterizzare gli scontri tra stati-nazione e un “dentro” in cui vengono riprodotti scenari di guerra interna dove lo scontro si dà tra polizie/esercito e moltitudini in conflitto. Abbiamo condiviso la determinazione ad intendere come gesti di “legittima resistenza” i comportamenti praticati per le strade di Genova (...)Abbiamo attraversato e risolto il dibattito sul tema violenza/non violenza che ha tolto la maschera agli opportunismi che aspirano a incarnare un nuovo potere "democratico" istituzionale. Abbiamo definitivamente in chiaro come il subire le manganellate di poliziotti e carabinieri si tramuti nei reati di violenza e resistenza; (...) come un movimento di lotta per il diritto alla casa divenga associazione per delinquere; come l’occupazione di uno spazio che sia strumento di accesso ai saperi negati possa essere sanzionata con l’aggravante dell’eversione; come il sabotaggio di un Cpt, (...) configuri il reato di devastazione; come lo stesso reato nei processi genovesi sia supportato da nuove fattispecie giuridiche come la compartecipazione psichica; come in ordine agli stessi avvenimenti si possa essere contestualmente testimoni a Genova e imputati a Cosenza per cospirazione politica mediante associazione; come si possa entrare in un supermercato per chiedere sconti sulle merci ed uscirne accusati di rapina aggravata.
Sappiamo bene quanto il legislatore abbia in questi ultimi anni lavorato a senso unico per sottrarre gli uomini politici di potere agli accadimenti giudiziari che competono loro: depenalizzando i reati finanziari, vanificando le rogatorie internazionali, ripristinando l’immunità parlamentare, riformando i tempi di prescrizione. Altrettanto evidente è l’azione criminalizzante nei confronti dei due macrosistemi che fungono da principali veicoli di ingresso in carcere: le contraddizioni legate ai flussi migratori e quelle legate alla circolazione delle droghe. Con il tentativo di ricondurre a reato l’essere in posizione irregolare rispetto al permesso di soggiorno e di equiparare ad un’unica fattispecie, sul piano sia della nocività che della sanzione penale, tutte indifferentemente le sostanze psicotrope. Un arretramento culturale prima ancora che politico e normativo che punta a porre sempre di più il carcere come orizzonte di riferimento per i soggetti protagonisti di queste contraddizioni come per i soggetti che in questi ultimi anni hanno dato vita ad una stagione di lotte sociali in decisa ripresa. Per i quali il “Pacchetto Pisanu”, camuffato da normativa che mira a contrastare il terrorismo internazionale, prevede pesanti sanzioni penali: dall’uso di caschi e passamontagna per proteggersi dalla violenza poliziesca durante le manifestazioni all’estensione delle fattispecie dell’associazione sovversiva. (...)
Certamente gli ultimi dodici mesi non sono trascorsi invano. L’analisi e il confronto attorno a queste tematiche hanno finalmente assunto il carattere dell’orizzontalità, trovando nei movimenti una sede naturale di discussione e sedimentando nuove eterogenee aggregazioni. In questo senso l’esperienza più significativa concerne la costituzione del Forum Libertà di Movimento, composto da attivisti dei movimenti, avvocati, giuristi, magistrati, reti associative democratiche, rappresentanze della popolazione detenuta, studiosi del diritto: realtà che ha dato vita a tre convegni-dibattiti molto partecipati a Roma, Bologna e Napoli, in cui si è spaziato dalle restrizioni al diritto di sciopero all’urgenza dell’amnistia e indulto per i reati sociali. Guardando a queste iniziative e a questa composizione si è formalizzata, nel mese di luglio scorso, la costituzione del Forum Libertà di Movimento del Veneto. Senz’altro da indicare come decisiva è l’esperienza dell’incursione nei territori delle “primarie” del senza volto, che ha posto al vertice della propria campagna la problematica dell’amnistia e della sottrazione delle lotte sociali all’azione penale, raccogliendo i voti di detenuti, migranti, emarginati. Andando a rappresentare concretamente i propri obiettivi fuori da numerosi istituti penitenziari e in ciò raccogliendo il consenso di tutte le aree del movimento e delle rappresentanze dei detenuti: prima tra tutte “Papillon”, che in pochi giorni ha raccolto più di 4.000 firme di sostegno nelle carceri.
(...)
E’ per questi motivi che una campagna ancora più energica e fattiva attorno ai temi dell’amnistia e indulto e della depenalizzazione dei reati sociali non va posta come marginale rispetto alle tematiche di conflitto che in questo periodo attraversano i nostri territori, ma al contrario deve essere intesa come elemento fondante di una fase politica che giorno per giorno va acquistando forma e identità. (...)
Ripresa di iniziativa attorno a queste tematiche quindi in ordine allo stato del pianeta carcere, mai così in sofferenza con i suoi 60.000 soggetti detenuti a fronte di una capienza di 41.000 posti, con l’altissima incidenza di suicidi e patologie. Per il quale va invocato un provvedimento che sia non di clemenza, ma di riequilibrio. (...)
Ripresa di iniziativa perché un provvedimento relativo alle lotte sociali di questi ultimi anni non resti un orizzonte utopico verso il quale esercitare battaglia politica, ma si ponga come traguardo concreto e sostanziale da raggiungersi attraverso il supporto fattivo di tutte le anime che oggi danno vita alla moltitudine in movimento di cui facciamo parte. Poniamo pertanto all’attenzione di tutti la necessità di confrontarsi con i seguenti obiettivi.
L’adozione di un provvedimento di modifica dell’articolo 79 della Costituzione in materia di amnistia e indulto laddove prevede che gli stessi siano concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera. L’unica proposta di legge in questo senso è la cosiddetta Legge Boato, presentata nel maggio 2002 e mai discussa.
L’adozione di un provvedimento di amnistia e indulto generalizzato che riporti a capienza lo stato dell’affollamento del circuito penitenziario e sia associato alla riformulazione dei diritti e dei percorsi di reinserimento.
L’adozione di un provvedimento di amnistia e indulto riferito ai reati connessi alle lotte sociali ...
L’adozione di un provvedimento di amnistia e indulto riferito ai reati motivati dalla volontà di esercitare i diritti di riunione e di associazione nel perseguimento dei valori contemplati dall’art. 11 della Costituzione (l’Italia ripudia la guerra…) e dalla volontà di reagire o resistere alle violenze arbitrarie attuate dalla pubblica autorità nei confronti dei soggetti che esercitano questi diritti.
L’adozione di un provvedimento di abrogazione delle aggravanti per finalità eversiva, dei reati associativi e di opinione: lungo elenco capeggiato dall’art. 270 c.p. (associazioni sovversive) diversificato in ben sei determinazioni.
(...)Contestualmente vanno messi a segno i criteri utili ad elaborare una valutazione politicamente e tecnicamente credibile in ordine alla fattibilità della traduzione di queste proposte in un’ipotesi di legge di iniziativa popolare che sia in grado di raccogliere il consenso di tutti coloro che credono in un paradigma di modello globale di democrazia assoluta. Conclusa la discussione si apre l’iniziativa e il contributo di ognuno è indispensabile. Non esistono addetti ai lavori, siamo tutti sotto attacco.
Nella blogsfera vi sono spazi animati da intenti assai diversi tra loro. I Blog autocentrati mi mettono in difficoltà, perchè quasi mai ho da commentare. Ci sono poi blog che apparentemente non parlano di nulla, o di cose assai frivole, ma scritti così bene da avere un senso ed invitarti al commento.
Ci sono poi blog fatti molto bene dal taglio informativo, ma non avrei nè il tempo nè la perizia per redigere un simile lavoro.
Ho aperto questo blog 10 mesi fa con l'intenzione di non creare uno spazio dove raccontare gli inutili fatti miei (su cui per altro dovrei censurare assai) ma intendendolo come uno spazio dialogico, aperto, con una impronta sopratutto politica, o tuttavia legata alle cose che ci circondano, per sublimare le mie frustrazioni da opinionista ...frustrato, appunto..
Però poi ti pare che: 1) con il 99% di quelli che non sono d'accordo con te, il confronto è quasi sempre sterile, ed il 99% di quelli che non sono d'accordo, sono assolutamente privi di onestà intellettuale o, peggio, parlano di cose pur non sapendone nulla 2) quelli che ti dan ragione, fanno piacere (per cui continuate pure!), ma a che serve darsi sulle spalle pacche tra simili che si incoraggiano a vicenda? Questi due punti, rendono alla lunga il bloggare politico assai frustrante 3) E' anche vero che il blog "intimista" o introspettivo non sarei in grado di scriverlo, anche perchè non credo di aver da dire su di me cose particolarmente originali.
Sorge quindi un dubbio...
CONTINUARE A SPARARE LE MIE PSEUDOINUTILITA' POLITICHE CON I PROBLEMI DI CUI AI PUNTI 1 E 2, O PARLARE PIU SPESSO DEGLI INUTILI E ASSOLUTAMENTE POCO INTERESSANTI FATTI MIEI?
in onore al mio giradischi nuovo, "we hate it when our friend become successful", di Morrisey, 1992.
Oggi finalmente sono riuscito a farmi l'autoregalo a cui da un po' di tempo stavo dando la caccia. il GIRADISCHI!!!
E' un kenwood analogo a quelo della foto. Ora posso ascoltare vinili su cui non posavo le orecchie da, credo, almeno una decina d'anni, i dischi con cui sono cresciuto, il primo disco acquistato (non credo capireste mai quale sia). Sono felicissimo, aldilà del calore e della profondità di suono che solo il vinile sa restituire, per me è un gradito ritorno all'adolescenza. I dischi di Morrisey, dei Japan, di Nick Cave, degli Smiths, dei Velvet Underground, dei litfiba, di Tom Waits, degli Iron Maiden, 45 giri di gruppi sconosciuti, il primo album dei Suede,il "barbiere di siviglia"...che goduria....non è esattamente, o perlomeno non è tutta, la musica che ascolto attualmente, ma tornare alle medie ed alle superiori...mi elettrizza assai.
Il problema è solo uno: appena ho avviato il nuovo strumento di casa....il disco sento che si ferma. Abbasso gli occhi...e scopro che ben due dei miei mici , attratti dal ruotare del disco, si divertono a fare "scratching". Urge trovare rimedio.
(blogger "musicisti"..ovviamente mentre acquistavo..ti ho pensato. Dopo il gentile invito alla fellatio che mi hai rivolto nel post precedente..io non fo altro. Credo di amarti.Non illudermi però...;)
(dedicato al blogger "musicisti").E' curioso come l'Unità (a meno che non si usi la lente di ingrandimento) ed il tg3 (stasera non ne ha parlato per nulla) non dedichino lo spazio che merita alla vicenda BNL-UNIPOL.
Ognuno ha i suoi emilio fede, come è evidente.
Tutti i riflettori puntati , come merita, sulla vicenda Fiorani (banchiere lombardo vicino a pezzi di Lega e di FI)/Fazio (monarca clericale ai tempi corteggiato dal centrosinistra come possibile premier). Nessun cenno a Consorte, manager cresciuto all'ombra delle rosse quercia e lega delle cooperative, indagato per aggiotaggio nell'ambito della scalata alla BNL. Una vicenda analoga, anche se diversa, a quella che vede protagonista Fiorani. Strano. il PCI PDs Ds, è spesso stato un partito amico dei giudici: quando per esempio si trattava di mandare in galera o denunciare migliaia di innocenti negli anni '70 assieme a Kossiga e Andreotti,, o quando si trattava di sostenere l'orgia giudiziaria ai tempi di tangentopoli. Allo stesso modo si plaude all'operato dei giudici nei conronti di Fiorani e Fazio. Se però le indagini toccano i compagni della Unipol (come li ha chiamati D'Alema) allora no. E' un attacco alla sinistra, è un attacco al mondo della cooperazione, e via dicendo (come ha detto al "messaggero").E la fiducia nei giudici?
Do per scontato che si sappia cosa siano(o che dovrebbero essere) il mondo della cooperazione e la lega delle cooperative (che firmò il patto per l'italia..ndr). Do, magari mi sbaglio, meno per scontato che si sappia cosa sia Unipol, poichè si è abituati a ritenerla una normale compagnia assicurativa ed una banca.
Non è una normale compagnia assicurativa e , da alcuni anni, una normale banca. E' un'emanazione del mondo della cooperazione, per cui dovrebbe animare il suo agire secondo i valori del mutualismo, della solidarietà, dentro il mercato ma con regole diverse.Aldilà degli aspetti penali, quindi, non è così ovvio che Unipol tenti una scalata ad una delle maggiori banche europee, la BNL. Non si tratta di astratti e romantici valori legati agli albori della cooperazione, ma di ciò che dice il suo statuto, e la legge entro la quale opera la cooperazione. Sarebbe ancor più grave , proprio per i valori che unipol dovrebbe perorare, se vi fosse anche un risvolto penale, come parrebbe esserci.
Ha ragione D'Alema, quando dice che è in atto un attacco al mondo della cooperazione (settore in cui lavoro): è in atto da tempo da parte dei suoi amici che hanno trovato un facile modo per creare profitti, sostenere una lobby speculatrice amica, traendo vantaggio dalle regole della cooperazione, operando come qualsiasi spregiudicato manager "normale", dentro il mercato e fieramente squalo, tra i Ricucci ed i Fioroni (ah, il tunnel in val di susa lo dovrebbe scavare una cooperativa rossa, ovviamente), arrivando a firmare, come LegaCoop fece assieme a confindustria e CISL , il famoso "patto per l'Italia" contro cui credo molti di noi sono scesi in piazza.
Chissà perchè però per baffino ed i suoi accoliti (e gli schiavetti di Unità e TG3) gli "avvisi di garanzia" abbiano valenza diversa a seconda di chi li riceva.
Basta piagnucolare sulla mia..giovinezza pseudopolitica.
Ho ricevuto già due regali di natale (non credo che ne riceverò molti di più, invero) . Graditissimi ed a sorpresa.
Marisa, una mia amica gattofila di Reggio Emilia, mi ha spedito per posta un libretto satirico dal titolo "il tuo gatto è di destra o di sinistra?" corredato da simpaticissimo biglietto. Gesto che mi ha davvero colpito, perchè lo ho trovato pensato e sincero.
Una coppia di amici e colleghi, invece, mi ha regalato Lunar Park, di B.E. Ellis. (gli struzzi di einaudi hanno da secoli la stessa veste grafica un po' vintage che mi fa impazzire). Mi sono sempre volutamente tenuto alla larga da questo autore, perchè certi racconti su di me possono avere un effetto sgradevole, questa volta...non mi tiro indietro. Vedremo.
Ieri sera, per lavoro, ho visto "harry potter ed il calice di fuoco". Harry Potter, altro fenomeno di massa da cui mi ero sempre tenuto alla larga, abbastanza colpevolmente, visto il lavoro che faccio. Devo dire..il film mi è piaciuto, credo che inizierò a leggere uno ad uno tutti i libri.
Aldilà delle facili polemiche anticlericali, non comprendo perchè il vaticano, ed anche il vescovo della mia città, abbiano messo all'indice tale libro, ed i relativi film. Pur sforzandomi, non capisco. Altri deliri s'oltre tevere, pur folli, li comprendo inserendoli nella loro cornice, l'anatema contro Harry Potter invece no. Non mi pare possa traviare giovani menti più di quanto possa fare ad esempio...il signore degli anelli, tanto per rimanere alla bibliografia/filmografia magico fantasy.
Bello, sopratutto la seconda parte. E bravi i giovani attori.
(rileggendolo..lo ammetto..è un post un po' giovanilista)
Uno dei primi a sinistra sono io...
Pur essendo da sempre iper politicizzato ed aver avuto a lungo la maggior parte delle mie frequentazioni all'interno del "movimento" genovese, oltre ad esser stato per alcuni anni uno dei militanti più conosciuti in città (ora ahimè ho anche altro da fare)sono sempre stato considerato un "atipico", nell'area. Per i modi, per l'abbigliamento..per i gusti musicali. La musica è fascinazione estetica e ammetto di non aver mai amato, e di non mare tutt'ora in particolar modo, tutto il repertorio da "centro socale", ivi compresi i gruppi "militanti", per non parlare dello ska (a Genova non si ascolta altro, nel giro) e del reggae.
L'unico disco "politico" che amo, è "conflitto" degli assalti frontali. Il lirismo e l'angoscia che esprime mi corrobora, mi carica, mi rispecchia, e mi fa tornare alla mente tanti bei momenti passati con le mie compagne ed i miei compagni.
E' un disco che trovo assai bello musicalmente, ma di cui amo i testi, che aldilà dell'indescrivibile empatia che mi muovono, e che solo chi ha calcato gli stessi marciapiedi miei può capire sino in fondo, sono tutti veri e propri...documenti politici ed esistenziali, come nessun altro gruppo è secondo me stato in grado di fare, anche più dei 99 posse, secondo me, ovviamente.
Un misto..di spleen militante ed incazzatura che prenderei a calci in lacrime rabbiose qualsiasi cosa.
Avrei voluto una rivoluzione..per il momento...Faccio movimento per il movimento...poche parole con dentro un mondo di significato.
La foto qui sopra è del celebre corteo di milano del 10 settembre 1994, la prima vera grande manifestazione a cui ho partecipato, perchè la sfilata sotto la pioggia del 25 aprile dello stesso anno non la conto, il corteo a cui sono più affezionato, la prima volta in cui mi sono veramente cagato sotto, una data che ha segnato un punto di svolta, e di uscita dal ghetto, per l'area sgangherata a cui credo di appartenere.
Uno di quelli, sebben irriconoscibile, sono io (la terza testa da sinistra,la prima senza casco, si vede un po' di ciuffo, avevo i capelli lunghi allora). Quella giornata si concluse con una fuga verso via Watteau (alcuni finirono al Garibaldi) con la polizia dietro che inseguiva...coi miei compagni genovesi mi persi, li rividi poi a genova. Chissà quanti chilometri ho fatto, di corsa.
La comparsa delle "tute bianche", degli invisibili, dei senzavolto.
Ricordo la polizia sui tetti dei palazzoni che stanno di fronte al Leo, ricordo che non si poteva uscire, ricordo gli immensi e bellisimi spazi del Leo (anche se preferisco il Pedro di Padova), non ricordo quanto rimasi rinchiuso li. Ricordo che in nottata raggiunsi la casa di una mia amica milanese di allora (io avevo 20 anni, lei 15,la conobbi in campeggio pochi mesi prima..Ljuba, era il suo primo corteo..poverina!), sua madre, giornalista "di sinistra" , spaventata e arrabbiata.."voi e la vostra cultura di morte" ci diceva...io tentavo di tranquillizzarla...credo anche di esservi riuscito.
Ricordo i giorni prima, gli attacchinaggi notturni di enormi manifesti 100 per 70. "per l'opposizione sociale", recitavano, con foto di casseurs parigini.
Ho ancora i brividi, se ci penso, più di quanto non li abbia pensando al luglio del 2001.
In sottofondo, "in movimento".Leggete il testo, ed ascoltatela.
E' un disco del '95, l'anno in cui finalmente dopo due anni di sgomberi riuscimmo a genova a difendere uno spazio occupato.
Un abbraccio agli uomini ed alle donne della Val di Susa.
Un bacio a tutte le mie compagne ed ai miei compagni, con cui ne ho fatte di tutti i colori, ed a cui voglio un sacco di bene.
l'insoddisfazione che mi assale non mi lascia così cerco le risposte alle domande della vita e va a finire che una sera dietro l'altra con questa storia che continua con quest'anima inquieta è capace che si aprono orizzonti nuovi (una passione) una passione che mi strappa sonno e cuore magari avrei voluto una rivoluzione per il momento faccio movimento per il movimento
metro fermata Bologna col manifesto in tasca in faccia una ventata fredda io e NCOT dispersi nei cambiamenti della notte camminiamo senza fretta
controllo e consapevolezza
controllo e consapevolezza mi ripeto in testa vivere è difficile e qui si sbrocca facile piove piove odore di strada bagnata nell'aria il clima di una piazza di una città razzista e indifferente come Roma sa essere nel volto molto familiare dei miei concittadini è conflitto per noi che non vorremmo confini né una parola falsa come "tolleranza" potremmo essere più ricchi tutti ma chi non pensa a sé e al suo piccolo tranquillo idillio una svolta ci vuole qualcosa di forte ci vuole
in movimento
un movimento serio con un vivaio pieno no alla giornata non una guerra privata la gente in attesa legge sport sui quotidiani vari la radio dentro al bar manda solo assurda musica italiana tipo "Edipo e i suoi animali" è lunga ma una guerra si combatte una battaglia alla volta come l'anima di un gioco che a volte non ha un logico filo il futuro oggi arriva addosso di continuo tutto cambia ma queste tasche vuote e la stressante mancanza di denaro non mi lasciano mai solo mentre mi muovo in un quartiere come questo e per questo quartiere un po' di sani scontri
fanno sempre bene un movimento spinge avanti sempre anche se a volte sembra quasi che possiamo stare tutti quanti dentro una stanza come Visone e i suoi durante la Resistenza
avrei voluto una rivoluzione per il momento faccio movimento per il movimento.
Vi confesso che nello scrivere, nel rileggerlo, e nell'ascoltare, mi sono intristito tantissimo. Sto quasi per piangere. Che strano. Mi manca. Mi manca tutto ciò che potevo fare in quegli anni e che ora non posso più fare allo stesso modo. che palle. Un calcio nel culo a chi so io.
AGGIORNAMENTO DEL DI' 8 DICEMBRE ORE 23 CIRCA:AI MIEI CARI COMPAGNUCCI CHE STANNO DI FRONTE AL PC...NON ISCHERZATEMI TROPPO , SIATE BUONI, SENNO' QUEST'ANNO NIENTE STELLINA...OK?