"da bambino giocavo con le pentole" convivente con 6 mici: Marx, Takeshi, Paride, Omero, Khalì e Micilla! diffondere conflitto-fare movimento-autonomia-ciclista urbano-militante gattofilo e fondamentalista anticlericale.
IL TEMPO E I LUOGHI CHE VIVIAMO
(www.dirittinrete.org/ita)
Come dicevo nel precedente post, la scorsa settimana ho passato poco tempo al pc.
Quel poco tempo lo ho utilizzato per contribuire alla presa di posizione pubblica del centro sociale, sia sulla "fase" complessiva che sulle elezioni amministrative genovesi.
Come contorno, la dichiarazione pubblica di rifiuto di ricandidarsi, in occasione delle imminenti elezioni, da parte di Laura Tartarini.
Laura, avvocato di movimento che segue in prima linea le vicende giudiziarie legate al g8, si candidò come indipendente in rifondazione comunista., nel 2002.
Contro ogni previsione, ed aggregando attorno a sè, evidentemente, una soggettivià diffusa, autonoma oltre che esterna a rifondazione, sbaragliò i candidati d'apparato e entrò in consiglio come prima tra gli eletti, tra i mugugni del piccolo ceto di partitino.
Fu una scommessa, forse sbagliata in partenza (pur con presupposti interessanti), ma non essendo malata di poltronismo e prendendo atto di uno scenario che si è rivelato presto sterile, rifiuta di candidarsi.
A questo LINK potete legger l' intervista rilasciata ieri al manifesto. Rifondazione, sempre più alle prese con la novecentesca ricerca di una casa socialdemocatica con i Mussi e i relativi apparati, è sempre più distante, ed anzi,avversa ai movimenti sociali,ed alle istanze che presumeva di rappresentare (su www.dirittinrete.org/ita trovate anche una intervista audio fatta a Laura).. Istanze irrappresentabili.
A questo LINK, invece, trovate il documento (un po' meno duro della versione inziale..) del centro sociale Zapata (invito soprattutto i blogger genovesi a dare una occhiata, anche se la riflessione non è solo legata allo scenario locale).
Per restare...dalle "mie" parti,..vi segnalo anche l'iniziativa prevista a Trento contro lo sombero del cs Bruno, iniziativa alla quale, non potendoci essere, "partecipo" a mio modo, pubblicizzandola qua.
Altre info: centrosocialebruno.blogspot.com
ALTRI DETTAGLI....
Un altro paio di riflessioni. La regione Liguria, sebben in mano all'Unione, grazie ad una convergenza tra pezzi di PD e CDL, aderirà al "clerical day", la manifestazione organizzata dal fondamentalismo cattolico.
Oggi ho ascoltato la radio 5 minuti. In quei 5 minuti, ho sentito Pezzotta -l'ex sindacalista CISL, dire quanto segue, mentre sproloquiava sulle coppie gay:"sia chiaro...io rispetto i gay..rispetto tutti i tipi di persone, figuriamoci che ero anche contro l'esecuzione di Saddam.."
Un genio.
Infine...dopo il successo dell'Unione al senato: cari sinistri, unionisti, rifondaroli e quant'altro..lo avreste mai detto, un anno fa, che vi sareste rallegrati per la proroga (con annesso ODG Calderoli) della missone in Afghanistan?Su questo, bella la vignetta di Vauro di oggi.
Concludo riportando la parte finale del documento del centro sociale.
Partendo dal tempo e dai luoghi che viviamo, maggiore deve esser la capacità di lettura di bisogni e delle trasformazioni, di ricercare e di sperimentare, di imporre l’agenda, di costruire percorsi che facilitino il dispiegarsi del conflitto, più alta la capacità di valorizzare la grande ricchezza che siamo, le soggettività che esprimiamo, riflettendo anche sui limiti espressi negli ultimi tempi così come sulle potenzialità.
Senza “ricetta”, pensiamo ,tuttavia di sapere in che direzione cercarla, dove costruire: nello spazio dell’autonomia delle lotte sociali, nel rifiuto dell’obbedienza, nella costruzione di percorsi che dai territori riescano a mettere in crisi la sovranità imperiale, nel pensare un mondo che davvero contenga tanti mondi, contro i ricatti di chi, delle logiche della "govenance", si è eretto a guardiano.
Rieccomi qui, dopo giorni di assenza. Il poco tempo dedicato al PC lo ho utilizzato per altro.
In ogni caso..direi che aver poco tempo per bloggare è confortante, no?
Corre il trentennale del '77. Sebbene tale "ricorrenza" si presti ad una certa commercializzazione (basti guardare in libreria: anche la Annunziata c'ha fatto un libro su), non siamo in ogni caso ai livelli di "celebrazione" (e "celebrazione" per me non può che avere un significato negativo: mi pare che talvolta sia imbalsamazione) che si è soliti fare attorno al '68.
Alcunii giorni fa correva anche il trentennale dall'assassinio di Francesco Lo Russo,. Avrei voluto scriverci un post...ma ho lasciato stare:agli "anniversari" ed alle commemorazioni sono un po' allergico. Sarebbe tuttavia formativo leggere che cosa scriveva in quei giorni, su quei fatti, "l'Unità".
Una delle cose poi che mi è più insopportabile, è leggere oggi interviste ad esponenti del PCI di allora che, facendo coccodrilleschi mea culpa parlando di quell'anno, se ne escono con cose tipo "eh..allora non avevamo capito".
Invece avevano capito benissimo, altro che.
"77" è in realtà un numero, una data che racchiude un qualcosa che va ben aldilà dell'esperienza dei 12 mesi di un anno solare.
C'è un libro che, a mio avviso, resta la migliore operazone editoriale su quegli anni, su quel percorso.
Un libro che ho letto tanti anni fa, nella edizione originale, ossia "Sugarco" (1988), e che è forse il testo che più è stato decisivo nella mia (se possiamo chiamarla così) evoluzione. (Potrebbe esser un motivo per non leggerlo, in effetti).
Lo ho riacquistato due giorni fa, nell'edizione Feltrinelli (uscita nel 1997 e nel 2003).
Parlo de "l'orda d'oro. 1968-1977. La grande ondata rivoluzionaria e creativa, politica ed esistenziale"
Nanni Balestrini, Primo Moroni L'orda d'oro Universale economica Feltrinelli
686 pp; euro 15,50
Scritto da Balestrini e da Primo Moroni (il grande fondatore della libreria Calusca:ero imberbe...ma quando lo conobbi rimasi affascinato) è un testo che, a partire dai fatti del luglio del '60 a Genova, tenta di ripercorrere il filo della memoria di un ciclo di lotte, sia dal punto di vista dei diversi approcci teorici e pratici, che dal punto di vista esistenziale, pur con quella "serietà" che evita quei ritratti caricaturali che vengon fatti sia da "destra" che, sopratutto "da sinistra" .
Un'opera rigorosa dal punto di vista storiografico, enciclopedica ma agile, leggibilissima, con tanti documenti e materiali, ed alcune integrazioni "postume". Un testo, a mio avviso, fondamentale. Non lo si può, insomma, non aver letto. Dovrebbero leggerlo sopratutto alcuni, che, aldilà delle posizioni che assumono, quando parlan di quelle esperienze mostrano davvero di non sapere di che parlano.
Altro libro - comprato anche questo - sicuramente meno "agile" ma non meno interessante, è "perchè il governo. Il laboratorio etico politico di Foucault", di Ottavio Marzocca, ed. manifestolibri, 24 eurini.
E' un testo che si concentra sulla fase del lavoro di Foucault attorno ai temi del "potere come guerra continuata con altri mezzi", della biopolitica, della "governamentalità", dell'autonomia delle pratiche di libertà, le forme di governo, l'autogoverno, eccetera.
Non lo ho ancora letto ma, dopo aver dato un'occhiata "random", mi pare che - tentendo conto del fatto che son temi ostici di per sè - sia un testo relativamente leggibile. Su quanto le intuizioni di Foucault siano incredibilmente attuali e costituiscano utensili straordinari, mi son già espresso più volte.
Ancora due segnalazioni.
Una è dedicata a qualcosa che è espressione di una sensibilità sicuramente diversa della mia, ma con la quale ho anche tanto in comune.
Interessante è l'ultimo numero della rivista "Libertaria, il piacere dell'utopia". (www.libertaria.it)
Belli gli articoli sul "capitalismo di stato negli USA" e il pezzo/conversazione di Castells e Ibanez su "neoanarchismo e società contemporanea" .
Ecco un brano dell'introduzione all'articolo: "La diffusione capillare delle nuove tecnologie del World Wide Web offre alle istituzioni un mezzo potente per accrescere il loro dominio. Ma, nello stesso tempo, consente uno sviluppo dell'informazione e della comunicazione indipendenti, ordinate secondo modelli non gerarchici, che aprono la strada a forme inedite di critica e di lotta. Una tecnologia malleabile e svincolata dai fini impone la necessità di una nuova teoria del potere. Allo stesso tempo rivela la vulnerabilità dei sistemi di controllo sociale. Il dominio, oltre che nello stato, si esplica attraverso l'imposizione dei canali della comunicazione. Tra essi, certo, una crescente importanza è occupata dalla rete. Che però, per la sua stessa natura, tende all'eliminazione dello squilibrio di conoscenze tra dominante e dominati, con effetti potenzialmente dirompenti. Da qui sta nascendo un nuovo anarchismo"
INFINE.....BERTI/NOT IN MY NAME
Gustosa la contestazione fatta a Bertinotti stamane a Roma.
Aver visto le immagini al TG, aver notato l'imbarazzo del Fausto passato dalla disobbedienza alla preservazione dell'ordine dei lavori parlamentari campanellino alla mano, dalla ricerca del mondo "altro e possibile" alla costituzione di un partito con Mussi, osservarlo innanzi a quelli stessi che un anno fa blandiva e che ora lo contestano, vederlo irrigidirsi e rispondere "buffone a me? Chiedimi scusa", esattamente come quelli che lui stesso faceva contestare per gli stessi motivi solo 13 mesi fa...bhe, è triste ma divertente allo stesso tempo, veder come nel volger di pochi mesi ruoli e parametri mutino.
Eccoci..finalmente...un piccolo racconto fotografico relativo alla mia bicicletta.
Ho deciso..il suo nome è Siouxsie.
28 pollici,telaio ammortizzato in alluminio, cambio shimano altus, 21 rapporti.
Sia chiaro, non è certo un mezzo di qualità eccelse. Ma ha un ottimo rapporto qualità prezzo. E' assai versatile ed è affidabile. Unico neo, forse...il peso. 17 kg.
la forcella..."odesa"....
E qui...il culo, col portabagagli, al quale ho appoggiato lo zaino.
Da dietro in realtà mi piace un sacco guardarla quando monto la coppia di borse per bici. Praticissime, capientissime. Le danno un aspetto... ramingo.Peccato non averle fotografate.
Queste foto, invece, sono state scattate durante il mio viagetto a Berlino, il mese scorso. Mi piacerebbe se le nostre città....fossero così. A Berlino..bici ovunque..tutti in bici, dai tre ai 90 anni. Faceva effetto.
Leggevo che in Danimarca (o forse in Olanda..anzi, in Olanda) la riparazione delle bici gode di un regime di IVA più basso, in deroga alle norme UE.
La mia bici, come dicevo...era quanto di meglio potessi permettermi. 289 euro. Ehhm....a rate, tra l' altro.
Avessi potuto...avrei preso una bici da corsa. Ne avevo una, da bambino. Spartana, tre rapporti. Mi piace proprio, la bici da corsa...come oggetto. Ma impossibile prenderne una decente a prezzi abbordabili. Avrei potuto cercala usata, aspettando un po'. Ma avevo fretta di smetterla di finanziare l'esosa azienda di trasporti locale (la più cara d'Italia, e tra le peggiori).E ne son felice: sto usando la bici più di quanto avrei pensato. Anche grazie al negozio di cibo per animali sottocasa, che mi presta il magazzino come garage.
Un obiettivo ragionevolmente realizzabile...lo ho. La bici a scatto fisso. Voglio averla. Voglio costruirla. Un telaio, magari vecchio...leggero. Ruote, sellino. Corona,catena, pignone..e movimento fisso: o pedali..o non ti muovi. Niente freni, niente rlassante pausa per le gambe mentre la bici va, per inerzia. Niente freni, dicevo, se non uno davanti, per i neofiti del mezzo (scelta che eventualmente farei..conosco i miei limiti!). Bici urbana e minimalista attorno alla quale ruota un vero e proprio movimento...culturale.
Ecco un paio di immagini:la ruota fissa...
Ed un paio di "fixie":
Infine..alcuni link per il cilcista radicale e militante. http://www.movimentofisso.it/bici.aspx
(il sito dal quale ho tratto le foto).
Ancora, da "movimento fisso", imperdibile qesta parte, quella sulle.."parole": http://www.movimentofisso.it/parole.aspx E poi, se non conoscete, un'occhiata datela qua: http://www.ciclistica.it e http://www.ciclistica.it/archives/002830.html
Infine, per chi volesse addentrarsi nel mondo dei...ruotafissati...qualche minuo, anzi, qualcosa di più, va dedicato a questo sito:
http://204.73.203.34/fisso/vangelo/guida.htm e http://204.73.203.34/fisso/index3.htm. Ciclisti di tutto il mondo...uniamoci!;)
Dopo le uscite clerical-fasciste di Amato e Bindi, roba da osteria sub-leghista di cui abbiam già parlato nel precedente scritto, occupiamoci di cose serie.
Dal ministero del compagno Damiano (ex FIOM-CGIL, ministro DS, quello che ha regalato tramite condono 140 miliardi al finanziatore dell'ulivo, lo sfruttatore Tripi) giunge, per bocca del capo della segreteria del ministero (Giovanni Battafarano, ex senatore DS chiamato al ministero dal governo Berlusconi nel 2005) l'ufficializzazione di quanto in realtà da un po' si sa: verranno rivisti, ovviamente al ribasso, i "coefficienti di trasformazione del montante previdenziale". Eufemismo che, tradotto in italiano, significa che il governo Prodi sta per tagliare le pensioni.
Che sbadati: in campagna elettorale, e nel verboso programma, non fecero menzione di ciò.
Anzi. Votateci, che il demonio forza italiota vuole affamarvi e strapparvi la pensione dalla borsetta. Noi semmai le aumenteremo.
In soldoni, uno come me, che tutto sommato è pure fortunato (lavoro a tempo pieno da qualche anno), andrebbe - con l'attuale sistema - in pensione con circa 520 euro al mese.
E' troppo, per Damiano.
Beh, si dirà, i calcoli van rivisti perchè lo impone la riforma Dini, ministro del governo Berlusconi capo di un governo di centrosinistra (evviva il bipolarismo).
Un'altra mini bastonata fu data da Prodi nel 1997. Trionfo del pensiero unico che annichilisce qualsiasi idea di welfare universalistico come diritto acquisito e conquista di cittadinanza: la pensione non è un diritto, è un bene, un servizio, che si compra.
E deve generare profitti a chi lo eroga. Punto. Varrà anche per la sanità..come accade altrove. perchè no? E lo si pensa anche a "sinistra", tra gli "elettori", intendo. Se le pensioni non generano utile, zac. Non costituiscono un diritto, e l'allungamento dell'età media non è conquista, ma lusso da pagare.
Da far pagare a te, che hai lavorato per mille euro al mese per 40 anni. Certo...se al senato l'unione avesse più voti di maggioranza...sarebbe meglio.
Farebbero, probabilmente, la riforma più in fretta.
Vedevo Bombassei (confindustira) un paio di giorni fa, in tivvì: ma basta con 'sti servizi sugli operai...mica stan tutti tanto male i lavoratori, eh. Semmai..noi imprenditori, che diamine...
La Finocchiaro, annuiva estatica.
Quando nei talk show parlano gli industriali, anzi, i confidnustriali, è' un po' come quando parlano i cardinali ed i preti: ciò che dicono, è ammantato di una legittimità superiore. E' giusto a prescindere. Cioè..questi partecipano al dibattito, ma in un clima nel quale ciò che dicono è più giusto a priori.
Non amo terminologie desuete e in parte logore, ma per questi (i Damiano, i Bombassei, le Finocchiaro e su, su..sino al gran curato) c'è una sola definizione: nemici-di-classe.
MARX STA BENE.
Il mio micio, intendo. Il primogenito. Uno dei felini più belli e sexy del globo. Portato oggi dal veterinario, per il rituale richiamo del vaccino. E' in formissima, è stato buonissimo, come sempre.
Mi piace andare dal veterinario (che ahimè, è genoano)...chiacchierare, chiedere lumi.
Mi sono anche informato relativamente ai costi per un check up completo per Micilla, ultima arrivata ma anche la più anziana del gruppo. Pare godere di ottima salute, ogni indicatore visibile e comportamentale è perfetto...ma dai 10 anni in su, è bene esser scrupolosi.
Il preventivo degli esami da fare in questi casi...mi ha accorciato la vita di un bel po'.
Avrò una pensione bassa, e me la godrò anche poco.
"PUò SEMBRARE UNA COSA IDIOTA, MA ANDREBBE VALUTATA: FACCIAMO L'ANTIDOPING AI RAGAZZI DOPO LE INTERROGAZIONI. SE HANNO FUMATO, GLI TOGLIAMO IL VOTO".
Mmhhh...si, può sembrare una cosa idiota, è vero.
Detta non da Selva "la belva", dai biechi e reazionari Giovanardi o Gasparri, ma dal sottile, progressista, riformista, di centrosinistra, ed evoluto, ministro Amato.
Questa, la ho letta ieri su televideo..pensavo di aver capito male.
Stamane..ne leggo un'altra, degna del peggior calderoli ubriaco, per contenuto e livello della metafora:
"meglio nascere in Africa, che aver due genitori gay"
La ha detta la Bindi.
Di questo passo non avrò nemmeno più materia per criticare la teoria del "meno peggio".
Questa volta inserisco non un pezzo mio, ma un interessante articolo di Alessandro Dal Lago.
Buona lettura. Ogni tanto qualcuno aiuta a ragionare.
Alessandro Dal lago
È difficile prevedere quanto durerà questo governo. Ma la sua esistenza precaria e variabile è legata all'alleanza di fatto di gran parte delle forze politiche in funzione anti-berlusconiana.
Dunque, un'alleanza moderata, centrista, a cui le cosiddette forze della sinistra radicale sono vincolate per non diventare il capro espiatorio di una crisi al buio. È quindi sicuro che il risultato tangibile del recente sussulto sia il rifinanziamento della missione in Afghanistan (dove la situazione sta degenerando di giorno in giorno), nonché l'affossamento dei Dico (anche se l'opinione pubblica, molto meno conservatrice dei suoi rappresentanti, appare favorevole).
Ma il campo in cui le aspettative pre-elettorali saranno probabilmente più deluse è quello dei diritti degli stranieri: revisione della Bossi-Fini, diritto d'asilo, Cpt. Come le esternazioni del ministro Amato avevano già indicato, su questo terreno il governo attuale, più che prudente, appare del tutto in linea con quelli precedenti. In gioco, infatti, non è tanto una posizione progressista contro una conservatrice, quanto una cultura comune che copre gran parte dell'arco parlamentare. Una cultura, oltretutto, coerente con le linee guida e le disposizioni degli organismi europei.
Sul diritto d'asilo, l'Italia è forse il paese più chiuso di tutti, ma per il resto si conforma alla strategia europea.
LA STRATEGIA EUROPEA:
1)L'immigrazione non è un diritto dei migranti, ma una risorsa dei paesi di immigrazione. Le esigenze del mercato del lavoro (in gran parte sommerso, come in Spagna, Grecia o Italia, o marginale o comunque indispensabile, come nelle economie più sviluppate) sono prioritarie. Vengano dunque badanti, manovali, operai ecc., ma solo alla condizione che la loro presenza sia regolata, controllata e comunque poco visibile.
2)L'immigrazione è un problema di sicurezza. Non si tratta tanto del pericolo di infiltrazioni terroristiche (che comunque è molto gettonato nelle relazioni dei servizi segreti, non solo italiani), quanto dell'assunto incrollabile che gli stranieri minacciano potenzialmente la solidità della compagine sociale. L'assunto è declinato in una varietà di luoghi comuni, di estrema destra (la «purezza» etnica o culturale), di centro («immigrazione uguale insicurezza») e perfino, ogni tanto e per fortuna marginalmente, di sinistra (l'immigrazione contribuisce al degrado della cultura del lavoro).
3)I clandestini minacciano le prerogative della sovranità degli stati e quindi i Cpt non possono essere chiusi. Al limite possono essere resi più efficienti, monitorati e meno «disumani», ma restano indispensabili per filtrare ed espellere persone indesiderate. È la posizione dominante in Europa e corrisponde in tutto e per tutto a quella dell'attuale ministro degli interni. La mia impressione è che quattro quinti del parlamento, se non di più, la sottoscriverebbero.
4) La strategia per affrontare la questione migratoria, oltre che repressiva, è culturale, non giuridico-politica. Si tratta dell'aspetto meno evidente e più ambiguo, ma vale la pena spenderci qualche parola. Per cominciare, i migranti non sono mai considerati soggetti portatori di diritti (attuali e potenziali), ma esseri bisognosi e soprattutto omogenei alla propria cultura. Solo integrando la loro cultura nella nostra, limiteremo i danni della loro presenza. Apparentemente, questa posizione «multiculturale» si contrappone a quelle xenofobe (per cui le «culture» dei migranti inquinano la nostra). Ma in comune hanno il fatto che il migrante non è un soggetto autonomo e soprattutto pari a noi, gli ospitanti. Da qui il rifiuto - ahimé, anche in questo caso, diffusissimo - di considerare lo straniero come cittadino. Minaccia e ospite tollerato per lo più, soggetto giuridico-politico mai.
Ripeto, le linee guida della strategia in materia di immigrazione sono europee (da Schengen in poi).
Quindi, non c'è da illudersi che il nostro governo - a parte le considerazioni di schieramento richiamate qui all'inizio - adotti una posizione autonoma. D'altra parte, basta vedere come il «mite» Zapatero ha agito a Ceuta e Melilla per comprendere che una politica progressista sulle questioni migratorie in Europa non c'è. L'agenzia per il controllo delle frontiere Frontex e i pattugliamenti congiunti nel Mediterraneo e in Atlantico (di fatto iniziative simil-Nato) spiegano a sufficienza la strategia europea. Su questo terreno l'Italia è autonoma dall'Europa, quanto lo è stata dagli Usa sulla base di Vicenza e lo oggi è in Afghanistan.
Se quanto precede ha un senso, ne discendono un paio di conseguenze, in particolare per le forze impegnate contro i Cpt e per i diritti dei migranti. La prima è sicuramente che una strategia esclusivamente nazionale in questo campo non paga. Purtroppo, l'evidente declino del movimento anti-globalizzazione non fa sperare. Eppure, una robusta ripresa trans-nazionale (se non altro in termini di comunicazione, diffusione e sensibilizzazione) appare come la sola condizione per riaprire il discorso sui diritti globali, almeno in Europa. Il che significa anche monitorare il sistema dei controlli che l'Europa ha subappaltato ai paesi rivieraschi della riva sud del Mediterraneo e dell'Africa occidentale. Oggi, la repressione del diritto di migrazione comincia nei deserti e nelle acque delle Canarie, di Gibilterra e del canale di Sicilia.
La seconda ha a che fare con la cambiale in bianco che alcuni hanno pagato all'attuale governo, forse nell'illusione che la presenza di forze radicali avrebbe dato impulso a un reale cambiamento di strategia. La delusione mi sembra evidente. Dove sono finiti i governatori anti Cpt? Qui non si tratta di fare generici proclami né di invocare secessioni parlamentari, ma di riflettere sull'inevitabile accomodamento alla «realtà» che ogni alleanza governativa impone alle minoranze di sinistra.
Sarà anche banale ripetere che è solo la forza dei movimenti a fermare o modificare le strategie politiche moderate. Meno banale è ricordare che tale forza si disperde inevitabilmente quando alimenta quella che Foucault avrebbe chiamato la «governamentalità».
Forse è il caso di cominciare a chiedersi se, soprattutto in materia di diritti fondamentali, l'autonomia dai governi non sia più produttiva della partecipazione.
Sarò ingenuo.
Mi sorprende però la naturale propensione di molti ad esser leccaculi e ruffiani, nel momento in cui si relazionano a qualcuno che ritengono importante. C'è bisogno di idoli, incriticabili.
Che si collocano nell'iperuranio. Accade, solitamente, nei blog delle celebrità. Ti danno del.."te", amichevolmente, ma l'atteggiamento che si deve avere è quello dei cortigiani, non vale la discussione orizzontale. E la gente è contenta di fare il cortigiano. Un po' come quando saluta il divo del rock che, dal palco, pare farti un cenno: si, ha salutato proprio me!
Accade che nel suo blog, Franca Rame si flagella per il suo possibile SI senatoriale alla missione in Afghanistan.
E condivide con noi il suo dolooore.
Chiede ai suoi "fans", dimostrando quanto sia aperta, trasparente e democratica..(perchè lei, Franca, lo ascolta il suo elettorato) che deve fare, in quel caso: dimettersi per protesta..o no, in modo da potersi impegnare per la pace?
Siamo seri: demagogia, visto che posta in quel modo e a quella platea ruffiana, le risposte non potranno che essere, al 143%: "no..Franca..ti prego...vota SI, fa quel che ti pare, sta lì a votare qualsiasi cosa, non importa....ma resisti..per favore..grazie di esistere". Un finto rispondere del proprio operato. Una domanda retorica.
Già solo il sondaggio posto in quel modo al proprio..pubblico, è indice di malafede e della necessità di essere blanditi. Non certo quella di discutere. Di rafforzare la scelta già presa.
Insomma..un sondaggio messo bello e apposta per farsi dare pacche sulle spalle mentre ci si lava, contriti, la coscienza dai sensi di colpa. (Quando accettò la candidatura, era impossibile prevedere che scegliendo quel ruolo avrebbe dovuto affrontare queste responsabilità?)
Ora, lo dico anche qua: la storia ed il valore di Franca Rame, sono fuori discussione.
Detto ciò, si può criticare? No, è lesa maestà. E' più rispettoso esser schietti, o mostrare supina e leccalulesca deferenza?
Santa subito.
Lavati la bocca, prima di criticare, qualsiasi cosa faccia e dica la "Franca", per la sua storia...è incriticabile.
Anche se vota una schifezza, non hai diritto. Puoi solo stringerti attorno a lei, piangere con lei, e incoraggiarla.
Si deve esser deferenti...per rispettarne la "storia". un corno: proprio per la storia che ha, proprio per il ruolo che ha scelto (ruolo sicuramente....scomodo. Sto travaglio..ci giochi un po' meno, per favore:diciamo che non sta peggio di noi, vah), è doveroso-a mio avviso- esser duri senza leccaculismi/paraculismi.
Invece no. Porta rispetto, eh, sbarbato. Chi sei, che diritto hai..te..che critichi...da anonimo!! (!!!)
Perchè, e cito testualmente, lei è "Una senatrice che si rivolge agli elettori firmandosi semplicemente "franca". Capito?
Ah beh, se si firma semplicemente Franca, ritiro tutto.
Non siam più capaci a discutere, a gestire il confronto magari anche duro, a incassare i pareri che non siano standing ovation. Che massa di frustrati.
Me compreso, ma, francamente..non me per primo.
C'è spazio solo per dirsi "ohh...quanto sei brav@, come son d'accord@", o, che poi è speculare, per mandarsi a fare in culo, sproloquiando.
Insomma, tranne rare eccezioni, o ci si lecca il culo a vicenda, o si litiga sfogandosi senza spostare in avanti di una virgola il confronto dialettico, il ragionamento.
Per fortuna, qualche blogger che non se la prende se non sei sempre d'accordo con lui, con il quale posso confrontarmi anche lasciandomi andare un po', tanto lo so che non si offende perchè dall'altra parte c'è la stessa voglia di dialettica, e che so mi risponderà da par suo, lo ho trovato.
Altrimenti, bloggare davvero non avrebbe alcun senso.
In generale, una massa di fideisti leccaculo, tendenzialmente abbastanza ignoranti.
Queste sono alcune foto (tratte dal giornale danese "politiken") del poco tranquillo week end danese.
Il centro sociale UngdomsHuset, storico punto di riferimento per l'antagonismo autonomo e libertario nordico, è stato sgomberato (poichè venduto dall'amministrazione socialdemocratica ad una setta cristiana vicina all'ultradestra) niente di meno che dai nuclei antiterrorismo, con una irruzione militare che ha visto i reparti speciali calarsi dentro il centro sociale con gli elicotteri. Ci hanno provato anche nei mesi scorsi, ma gli occupanti avevano avuto la meglio. Ci son riusciti, invece, giovedì. Centinaia di arresti in poche ore danno la dimensione del conflitto che è in corso a Copenaghen, della radicalità dello scontro e del livello di radicamento di quella esperienza di autogestione, numeri che forse lasciano anche presagire quanto avverrà nei prossimi mesi, a Giugno, quando in Germania si terrà il G8 in occasione del quale, da tempo, si stanno organizzando le iniziative ed i blocchi.
BOLOGNA
Eravamo 5000, 6000 direi.
10 000, il numero "politico" annunciato dal furgone che guidava il corteo (QUI cronaca, foto e audio a cura di global.project). Chi ha letto ieri "il manifesto" ha avuto modo di leggere un resoconto abbastanza onesto. L'episodio che ci ha riguardato come genovesi, raccontato sinteticamente dal "manifesto" di ieri (come ha notato Viga), è andato come segue.
Usciti dal casello di Bologna, una volante ci ha fatto accostare (eravamo in furgone, in 9).
Controllati i primi nominativi, ci si è chiesto di scendere:"eh, avete alcuni precedenti in circostanze simili..dobbiamo controllare". Parte la perquisizione di zaini e furgone (sopratutto la seconda, abbastanza approfondita).
Nel frattempo, vien fuori non tanto che uno degli equadoriani - come dice il giornale di ieri - fosse senza permesso di soggiorno....la poliziotta in realtà è stata abbastanza vaga. Ci ha tenuto fermi lì quasi un'ora per poi parlare di una...."dicitura" comparsa sul terminale relativa al nostro amico, per poi consegnargli un foglio che lo invita a presentarsi alla questura genovese quanto prima.
Dopo questa ora di...pausa, abbiamo raggiunto il corteo.
Per rispondere ad emiliana, mi pare che nella parte di centro attraversata sabato i negozi fossero tutti aperti.
Poi, non so da quale clima sia stata preceduta la manifestazione.
Certo, sotto questo punto di vista, la presenza alla guida dela città da parte dello sceriffo Cofferati rende gli spazi di agibilità di piazza paradossalmente (?) più limitati di quanto non fosse col precedente sindaco di centrodestra.
Fatto sta che la possibilità di giungere davanti al CPT ( nell'inacettabilità di questi lager, inventati dal primo governo Prodi sostenuto dal PRC, quello di Bologna è uno dei peggiori. Non serve essere sbandati dell'estremismo politico come noi, per denunciare l'inumanità di quei luoghi, come da più parti oramai viene fatto notare, persino dalla commissione De Mistura) è stata negata, tanto nei giorni precedenti il sabato, quanto sabato stesso. Si è tentato blandamente di oltrepassare il limite, gli scontri son durati poco (ma qualcuno si è fatto male davvero). I denunciati per resistenza aggravata, ad ora, sono sette.
5000 persone posson non sembrare molte.
Non sono nemmeno poche, se si considera questa giornata come tappa di un percorso che riparte dopo che si è chiarito - se qualcuno ne avesse ancora bisogno - chi sta da una parte, e chi sta dall'altra. Alcuni, sarà più facile vederli a braccetto con Follini, che non a lottare per la chiusura dei CPT.
O votare a favore della permanenza in Afghanistan, dove altri civili oggi sono morti (5 donne e due bambini) sotto le bombe di un raid "alleato", bombe che recano la firma di tutti quelli cui bastan due spiccioli stanziati per organizzare, forse, un giorno, chissà, una conferenza in cambio del sostegno politico alla campagna di guerra imperiale permanente in corso in Afghanistan. Complici.
Si sta di qua, o di là. Non sarà facile, ma l'aria è più pulita, finalmente.
La crisi è oggi, per chi ha occhi per vedere, l’espressione della reciproca estraneità tra governo e movimenti, tra comando e moltitudine, tra potere ed esodo costituente. Ecco perché la discussione astratta sullo sbocco governativo della crisi è del tutto ininfluente per il destino dei movimenti, mentre non è vero il contrario. Ingovernabili sono i processi dell’autonomia, ingovernabili sono i beni comuni, ingovernabili sono le moltitudini. Questo è il tempo che viviamo.
La Voltapagine, di Denis Dercourt (credo sia la sua opera prima. Esordio strabiliante . Bravissima Deborah Francois).
Come dico sempre..tra le poche cose che non son capace a fare (FrancoG invece ha un talento naturale) vi sono le recensioni, soprattutto se cinematografiche.
Dico solo che questo è senza ombra di dubbio il più bel film della stagione. Assoluto, superbo, lirico. Da alzarsi in piedi alla fine ed applaudire un quarto d'ora.
Correte a vederlo.
SABATO 3 MARZO
Altra tappa, sabato, a Bologna.
Da Genova, partiremo in discreto numero. Con noi, anche un manipolo di giovani equadoriani, coi quali devo dire che il centro sociale sta facendo un grande lavoro, negli ultimi mesi.
A questo LINK, appello ed adesioni per la giornata di sabato (leggete entrambi, siate buoni).
Questi, orari treni e pulman speciali:
Milano - "No CPT Express" ore 10.30 Stazione Centrale Parma - ore 11.50 Stazione ferroviaria Reggio Emilia - ore 12.15 Rimini - ore 11.30 Stazione Ferroviaria Forlì - ore 12.15 Imola - ore 12.45 Ferrara - ore 13.15 Firenze - ore 11.30 Stazione Santa Maria Novella Nord-Est-"No Border Train" Marche - "No CPT Express" Bari (Pullman) - ore 01:30 da Largo Sorrentino Napoli (Pullman) - ore 07.00 vicino Hotel Terminus (presso stazione centrale di Napoli).
Avrei avuto in animo di fare anche un post sull'utilizzo..."disinvolto" di alcune parole, definizioni...che ogni tanto noto letteralmente violentate, in giro per la rete... Ma difficilmente terrei a freno una certa perfidia evitando di sfociare nel cattivo gusto.