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"da bambino giocavo con le pentole" convivente con 6 mici: Marx, Takeshi, Paride, Omero, Khalì e Micilla! diffondere conflitto-fare movimento-autonomia-ciclista urbano-militante gattofilo e fondamentalista anticlericale.

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giovedì, 26 aprile 2007, ore 14:50
LA TOLLERANZA,
 COS'E'..
UNA DANZA?




La celebrazione del 25 aprile è forse la data che più di altre si presta ad una tronfia retorica patriottarda caratterizzata da una frattura che la separa dal declinare oggi, concretamente, quei valori di libertà e antifascismo che si vorrebbero ricordare.

Bertinotti ha festeggiato, di ritorno da un week end di meditazione tra i frati ortodossi del monte Athos (oramai gli concedo l'attenuante del rincoglionimento senile: il Monte Athos, che si trova in Grecia,  gode di una sorta di extraterritorialità. Infatti, pur essendo a tutti gli effetti Grecia, per accedervi sono sospesi i trattati UE e ci vuole uno speciale permesso. Permesso che vien concesso
solo ad uomini ed animali..maschi. Chissà che ne penserebbe Osho.
E' insomma una
repubblica teocratica monastica cristiano ortodossa...che gode dell'amicizia spirituale del convertito sulla via di montecitorio, Bertinotti ).
Tornato ebbro di spiritualità, ha affermato che l'antifascismo è una religione. A questa stronzata non si può che replicare..beh, la Moratti - che Berty ha scelto come sparring partner sul palco di Milano - allora sarà atea, visto che è stata eletta coi voti di
Forza Nuova.
La sbirraglia del servizio d'rodine del partito di guerra e di governo, rifondazone comunista, ha impedito al centro sociale il Cantiere di accedere in Piazza del Duomo con lo striscione
"bertinot in my name", uno striscione che - come d'altra parte lo stesso Bertinotti faceva sino ad un anno fa - intendeva parlare di antifascismo oggi, declinadolo manifestando contro la sempre più efferata guerra d'Afghanistan, nei giorni che rivelano (agli orbi) la vera natura dell'impegno italiano, anche attraverso la sventura del povero Hanefi ed i pesci in faccia sbattuti addosso a Gino Strada.

Ciò che ha impedito la polizia di rifondazione comunista a Mlilano, è stato possibile farlo a Genova. Cofferati è venuto qui a tenere un comizio celebrativo della resistenza (chiedetevi: perchè viene a tenere un comizio a Genova?).  In modo del tutto pacifico in quanto a mezzi, ma fermo nei contenuti, mentre, a Genova,  parlava il cremonese sindaco di Bologna , è stato esposto uno striscione che diceva" chi sgombera e reprime non parli di resistenza".
Ora, io qui non  voglio tanto soffermarmi sul merito del perchè questa iniziativa contro un sindaco che alle prossime elezioni probabilmente prenderà il 100% (lo voteranno quelli di "sinistra", perchè meno peggio, e-plaudenti- quelli di destra, perchè sarà difficile che un candidato della CDL si differenzi dal cinese con temi di destra). Un po' come nel caso della vicenda Bagnasco, mi colpiscono le reazioni. Cofferati, che cosa dice dei tranquilli espositori dello striscione? (un centinaio, in piazza, i contestatori "dei centri sociali" che si son voltati, in silenzio, mentre lui parlava).
Dice "intolleranti che non conoscono i valori dell'antifascismo, della tolleranza".
Resto basito. A parte che la parola tolleranza mi ha sempre evocato il "sopportare a fatica", quindi non mi convince granchè.

Qui, siamo innanzi all'ennesimo cortocircuito comunicativo, all'ennesima mistificazione.
Perchè, nell'idea di tolleranza che Cofferati inende spacciare , non si capisce perchè non "tollerare" una critica, una forma di dissenso, per di più espressa con pacatezza.
Verrebbe da pensare che per aderire al valore di "tolleranza" così come è inteso dal cinese, si può solo stare zitti, assentire, tacere, non criticare. Se non ti applaudo, non capisco il valori ell'antifascismo.
Perchè quello striscione , ed è la cosa che più mi manda fuori di testa, non è -da parte della vulgata cofferatiana - contestato per il merito (la denuncia della politica alla Rudolph Giuliani contro gli sfigati di cui Cpfferati è protagonista), ma, bensì, è ritenuto illegittimo. Ciò che viene contestato non è il merito della critica che a Cofferati si rivolge, ma il fatto stesso che la si muova, quindi la sua legittimità. Non si arriva, insomma, nemmeno alla dialettica tra due posizioni. Chi, a torto od a ragione, vuol  evidenziare l'incongruenza tra l'antifascismo dichiarato  le politiche di Cofferati, non trova repliche, ma gli si chiede il silenzio, gli si nega lo spazio stesso della critica (mi critichi, sei intollerante).
Ciò mi pare molto poco tollerante, molto poco antifascista e più specificatamente, assai stalinista.

(8 per) MILLE
non più (8 per) MILLE

Due cose, come ogni anno, sull'otto per mille, perchè ancora trovo sul tema una discreta ignoranza.
E' IMPORTANTE FIRMARE.
Sarebbe anche importante eliminare il meccanismo stesso (legge 222/85), perchè è un improprio modo attraverso il quale lo stato finanzia le religioni.
In ogni caso, non è che- come molti credono - firmando si devolva il proprio gettito al soggetto per il quale si è firmato.
Sulla base delle preferenze dei pochi che firmano, lo stato ripartisce proporzionalmente l'intero fondo accumulato con l'8 per mille di tutti, anche di chi firmato non ha.

Infatti, per la chiesa cattolica firma solo il 35% circa dei contribuenti, ma va a finire che l'80% di tutto il fondo - costiuito coi soldi di tutti i contribuenti - va ai fondamentalisti cattolici poichè a firmare è mediamente solo il 39% degli aventi diritto.  Insomma, è come se venisse indetta una sorta di votazione, e l'intera torta vien spartita proporzionalmente.
Per diminuire la feta di torta che va alla CEI, che già di denaro ne succhia a vario titolo, torta con la quale viene perlo più pagato lo stipendio ai preti, od organizzato il corteo integralista "family day" (benedetto anche dal PD) io consiglio di firmare per la chies
a evangelica valdese, che ha una idea di società aperta, e che quei soldi li utilizza meglio. http://www.chiesavaldese.org
VOTATE AL SONDAGGIO A SINISTRA!


lunedì, 23 aprile 2007, ore 14:12
mistificazioni varie
1) il Piddì
2) sondaggio:
il canone rai (risultati)
3) sondaggio:
come ti definisci/collochi?

paul klee - ancient sound

1) Sul nascente "piddì" non ho volutamente scritto quanto avrei potuto. Tra l'altro, lo ritengo un passaggio del tutto normale, funzionale ed ovvio come tappa di una "evoluzione" che non nasce oggi. Non provo insomma alcun lutto - come pare provino invece alcuni pur non appartenenti  al mondo diessindemocristiano. Ho lasciato in giro alcuni brevi commenti, al riguardo, la settimana scorsa. Ieri, sul manifesto, c'era una intervista a Negri che - molto meglio di me, ovviamente - fa ragionamenti analoghi declinandoli in modo circostanziato. LINK ARTICOLO TONI NEGRI PARTITO DEMOCRATICO.
Mi limito a due osservazioni. Con la solita perversione, ho ascoltato alla radio le due liturgie congressuali. E' buffo come da un lato si sprechi la vuota retorica "nuovista" (va avanti da così tanti anni, che è già vecchia).
Poi uno ascolta il congresso DL e si rende conto che l'intervento di De Mita (altro che pantheon..)viene accolto con un fragore, una standing ovation, un'emozione, un tifo..insomma...tanto per dire con quale gente si va a traguardare il "riformismo" (poi... tutta la retorica sulla democrazia interna e simili, quando è noto come sopratutto il congresso DL sia stato truccato nella più sana tradizione diccì...).
Ancora (mi voglio mle)...ascolto un pezzo della relazione finale di Fassino (ah, straordinario il dibattito macabro sul "pantheon" di due settimane fa). Dentro un discorso assai mistificante su bioetica e temi eticamente sensibili, rivendica come il piddì, al contrario della CDL, su temi come procreazione assistita non legifererà a colpi di maggioranza e" senza cercare il consenso dell'opposizione" . Fassino forse dimentica che la legge 40 è stata approvata- e difesa, poi - grazie ai voti mica solo della CDL, ma anche di molti dei suoi nuovi, democratici e riformisti compagni di partito?

2) canone RAI

Vincon gli..evasori: il 69.44% di voi non paga il canone RAI. Il 30.56%, invece SI.
Come ho scritto già in passato, trovo il canone RAI ingusto. La RAI è una pay tv...obbligatoria, ed il canone un furto. Non è un giudizio di merito, o legato ala qualità del servizio offerto, il mio. E' un giudizio tecnico:la RAI è una TV commerciale che concorre con ad altre emittenti commerciali, sullo stesso medesimo piano. Stanno tutti sul mercato, si contendono - legittimamente, eh - star e inserzioni pubblicitarie (infatti, quando si critica la RAI per gli emolumenti faraonici, rispondono "ma la pubblicità copre la spesa".Appunto).
La RAI non svolge un servizio pubblico più di quanto facciano mediaset, o la 7. Perchè si debba forzosamente pagare un canone, se non per pagare lo stipendio ai proprietari della RAI - i partiti -, quello in efetti..no, non lo copre la pubblicità,  non saprei.

3) nuovo sondaggio:
come ti definisci?

Questo vuole esser a metà tra il serio ed il faceto, da un lato c'è la mia curiosità di veder come si definisce la maggioranza dei pochi che passano di qui, dall'altro anche quella di giocare con queste parole, dissacrandole un po',  smitizzandole, che a ripeterle come una litania, molte di esse, perdon di significato,
Altre vengon utilizzate, anzi..brandite,  dogmaticamente per autocollocarsi in modo del tutto sterile o identitario rispetto ciò che poi si fa o si dice, altre ancora nel nostro vocabolario hanno poca o strana cittadinanza (penso al termine "conservatore", ad esempio).
Un po' su serio, un po' per gioco, insomma...scegliete quella in cui vi riconoscete di più, magari anche "forzandovi" (io stesso ne sceglierei più d'una). Ovvio - ma lo dico lo stesso - che ciò non ha a che vedere con scelte di appartenenza partitica o scelta elettorale, ma con come ci si vede nel mondo, con quali lenti lo si osserva, come ci si percepisce nella geografia del pensiero politoco ed umano.

NE PARLERO' DIFFUSAMENTE NEL PROSSIMO POST, IN OGNI CASO, SINTETICAMENTE:8 PER MILLE. fIRMATE, PERCHE' NON FIRMANDO CONTRIBUITE A INANZIARE LA CEI.PERSONALMENTE, CONSIGLIO DI FIRMARE PER LA CHIESA EVANGLEICA VALDESE.
postato da moltitudini· archiviato in sondaggi, politicamente scrivendo, anticlericalismo, lemmi·permalink · commenti (36)
venerdì, 20 aprile 2007, ore 13:38

PRENDERSI

IL TEMPO

Accantono, per questo ultimo post della settimana, politica e simili (nel caso, leggete il post precedente).

Sino al novembre scorso, guadagnavo circa 100 euro in più al mese.
Poco o tanto, dipende dai punti di vista.

Tuttavia, eran dovuti al fatto che ricoprivo la carica di consigliere di amministrazione della cooperativa sociale per la quale lavoro. I motivi che mi hanno portato a non ricandidarmi, dopo tre anni di mandato, sono tanti.
Mi soffermo su un aspetto, che sto riscoprendo definitivamente in questi giorni.

Una certa...libertà. La libertà di fare cose che mi piacciono di più. Non quanto vorrei, certo.

Essere tornato infatti ad una "militanza" quasi a tempo pieno, mi da una enorme soddisfazione. Avere più tempo per soffermarmi a riflettere ed a scriver per il sito del centro sociale,
drittinrete.org, poter stare sino alle 5 del mattino a pensare, coi miei compagni, al volantino, al documento. Aver più tempo per parlare con quello e quell'altro giornalista, o per fare mente locale su come introdurre una iniziativa. Rispondere alle telefonate dei compagni. Qui...lo ammetto, c'è del patologico. Sino a qualche tempo fa, conscio di non aver le risorse per esser d'aiuto, talvolta volutamente non rispondevo alle telefonate. Mentre, se suonava il cellulare del lavoro..ansia..tachicardia.
Quel cellulare, non lo ho più. Alle telefonate (dei compagni. Ai numeri anonimi..o sconosciuti, no) rispondo e ci sto delle mezzore.
Il tempo non è comunque abbastanza, ed il lavoro mi assorbe ancora tanto e ben oltre l'orario effettivo.
Ma non è come prima. Non lo è sia materialmente, perchè avevo più impegni, ma sopratutto...mentalmente, perchè anche di testa lo spazio non c'era, quand'anche fossi stato libero.
Ho meno responsabilità di prima, ho anche gettato via la possibilità di una psueudocarriera nella cooperazione sociale (qualcuno ci puntava), ed ho 100 euro in mese al meno, che su uno stipendio basso sono mica pochi.


Ma fanculo.

p.s. In questi giorni "il manifesto" lo ho letto di striscio e poco. Tuttavia da altre fonti mi risulta che i direttori Ciotta e Polo siano stati sfiduciati (nello scorso week end)  dall'assemblea, la loro linea sarebbe stata respinta dal collettivo. Se fosse, mi dispiace, perchè significa che la crisi continua. Se sul giornale ne han parlato, m'è sfuggito. Se non ne hanno parlato, la cosa mi pare grave e scorretta nei confronti dei lettori.

postato da moltitudini· archiviato in politicamente scrivendo, me e dintorni·permalink · commenti (11)
mercoledì, 18 aprile 2007, ore 18:44


RIECCHIME....




Tornato.
E’ ragionevole ritenere la comparsa di una scritta su un muro, la più importante notizia “nazionale” (notizia seconda, come importanza, solo agli afgani scenari di guerra globale)?
E’, in secondo luogo, altrettanto ragionevole ritenere che la stella che firma le frasi rivolte contro il presidente della CEI riveli una concreta “minaccia lottarmatista” alla sua incolumità fisica?...


Stop. Mi fermo qui, E' l'inizio di un pezzo che potrei anche aver scritto nel blog, ma che invece vi invito ad andare a leggere nella sua...attuale collocazione, luogo per il quale il testo è stato pensato (basta cliccare sulle righe sopra...).

Su "dirittinrete.org/ita",trovate anche racconti e voci dal porto di Genova, colpito dall'ennesima tragedia della quale è colpevole uno dei più grandi assassini e terroristi della storia: il lavoro...

Tornando alla vicenda delle scritte... mi è capitato di osservare e notare negli atteggiamenti dei media al riguardo (non da lettore, ma per aver gestito coi miei compagni del centro sociale i rapporti con giornali e tv su questa cosa) elementi sui quali ci sarebbe da scriver una tesi.

Basti pensare che la locandina che vedete sopra (fatta stanotte, ben dopo la chiusura del giornale) ancor prima di esser materialmente composta..ha guadagnato la prima pagina nazionale del secolo XIX di oggi.
Mah.

ORESTE SCALZONE


Due parole le dedico invece alla bella serata trascorsa allo Zapata, la settimana scorsa, con Oreste Scalzone.
Chi mi conosce oramai lo sa: l'agiografia e la mitizzazione, magari caricaturale, di "certi" personaggi non mi appartiene...Ma sono rimasto estremamente colpito dall'umiltà, dalla lucidità e dalla disponibilità con le quali Oreste ha partecipato alla serata di giovedì scorso, mettendosi al servizio della nostra iniziativa per come la avevamo pensata.

Essendo lui stesso ben conscio di poter parlare 3 ore di fila, riuscendo magari ad esaurire solo le premesse, è stato molto attento a limitarsi.
Inoltre, si è riusciti- seppur nei limiti di tempo, che è comunque sempre poco -  a parlare tanto di oggi, di Francia, di Europa, di periferie, di movimenti.
E di esodo (la parte finale della serata, quella che mi è piaciuta di più).

Il rischio, sopratutto in città come Genova, è quello che serate così si trasformino nel..palcoscenico di scazzi di trent'anni fa tra canuti protagonisti di allora. Non è avvenuto.
Poche ma significative battute, sull'amnistia.

A questo LINK (grazie a radio radicale) trovate i file audio dell'incontro con Oreste. Consiglio sopratutto l'ascolto delle ultime battute, dall'ultima parte in poi (dalle domande ), a chi, spesso sterilmente - chiede "si, vabbè, ma tu,che proponi?".


giovedì, 12 aprile 2007, ore 01:11

SALUTINO...

mentre attaverso la polemica governo/collaborazionisti versus Gino Strada l'Unione ed i suoi amici (le "franche rame" già si indignano, poi chineranno il capo alla bisagna) danno il peggio più di quanto io stesso mi aspettassi (oggi ascoltavo Migliore-prc-rivendicarsi la continuità col precedente esecutivo...siamo al paradosso. Poi 'sti qui li voglio vedere alle iniziative per "la pace"), mentre ingenuamente mi stupisco che una banale scritta (vedi post precedente e sito CSOA zapata) su un muro contro Bagnasco possa guadagnare le prime pagine ed i titoli di quotidiani e tiggì....vi mando un affettuoso salutino.


Sparisco qualche giorno, qualcuno di voi spero di vederlo domani sera (giovedì) allo Zapata (
www.dirittinrete.org/ita) e ci si legge la settimana prossima, coin maggior calma e frequenza.

Baci!

lunedì, 09 aprile 2007, ore 20:34
CIAO MATTEO

Avrei voluto scriver prima, non mi è stato possibile.
Parlo di Matteo, il giovane suicida di Torino.
Un suicidio è gesto che probabilmente sarebbe riduttivo imputare solo alla violenza omofobica:è chiaro che quella persecuzione si innescava su difficoltà personali e psicologiche assai complesse.

Allo stesso tempo però, non possiamo non dirci che forse , quelle persecuzioni, nel caso di Matteo, sono state miccia, catalizzatore.
Di conseguenza, non possiamo non prender atto che la violenza di cui Matteo è vittima, è legittimata e sostanziata dall'operato quotidiano di chiesa, CEI, e fondamentalisti vari di destra e sinistra (lo stesso minostro dell'istruzione, è tra le fila di questi soldati di Dio).

Con vari accenti, con diverse sfumature, quotidianamente - si parli di omosesualità come malattia , come devianza e anomalia, si faccia l'equazione con la pedofilia o, nella migliore dei casi, si ritenga l'omosessualità "vizio" legittimo da esercitare nel privato ma senza alcun riconoscimento o, semplicemente, come affetto di "serie B"- l'omosessualità viene additata e condannata.

Lo stereotipo di genere e di orientamento sessuale viene indicato come valore che la scuola dovrebbe inculcare: ancora Giovanardi sosteneva, un paio di giorni fa, che la scuola dovrebbe insegnare ad esser eterosessuali. 
L'ayatollah Bagnasco può tranquillamente sostenere che il blando e minimalista ddl sui Di.Co legittima la pedofilia.

Una cultura ed una caccia alle streghe che sostanziano e legittimano la violenza omofobica.

Due scritte contro Bagnasco fatte la notte da chissà chi, invece, destan più allarme di una costante e quotidiana battaglia fatta da scranni ritenuti prestigiosi e moralmente autorevoli. Quanto è vicino, culturalmente, Bagnasco, a chi quotidianamente irrideva Matteo? Son  solo colpevoli quei "piccoli carnefici"...o forse facevano diligentemente il compitino, difendendo la scuola e le loro "identità" da un "deviante"?
http://www.dirittinrete.org/zapata

SCALZONE ALLO ZAPATA

ITALIA '77 EUROPA '07
dall'assalto al cielo
al conflitto nella
metropoli globale.


Mi raccomando, genovesi..govedì, voglio vedervi allo Zapata!
Alle 20 c'è..l'assalto al buffet, poi..il dibattito, che spero non cada nel solito e sterile discorso sugli anni '70 ma  che mi auguro possa farci chiacchierare un paio d'ore, o più,  alla ricerca di utensili per le lotte e gli spazi di conflitto di oggi, capendo qualcosa di più di quello di ieri, ragionando su analogie e fratture, su lemmi e categorie a cavallo di un trentennio.

www.dirittinrete.org/ita

postato da moltitudini· archiviato in anticlericalismo, moltitudine e impero·permalink · commenti (10)
giovedì, 05 aprile 2007, ore 14:26

DI GUERRA E DI GOVERNO

Gino Strada è, giustamente, incazzato come una iena: se Rahmatullah non viene liberato, emergency potrebbe lasciare l'Afghanistan.

Il comportamento del governo è davvero infame.
Ma sappiamo che Strada non si stupisce di certo.
E, anche se credo che davvero Emergency ci penserà 999 volte prima di lasciare l'Afghanistan, penso anche che una "minaccia" di questo tipo, poco tocchi Prodi e la sua compagine di guerra e di governo.

Intendo dire: che vuoi che gliene freghi a 'sto governo, ed ai suoi sostenitori collaborazionisti (definizione che può apparir cruda, ma è ciò che letteralmente e concretamente sono, nel senso più proprio del termine), se emergency lascia quei luoghi, quando proprio l'Italia - oggi più che mai -è tra i principali attori della guerra globale permanente in salsa multipolare nella sua versione Afghana?


Pragmaticamente...che potrebbe mai fare un governo, cosa potremmo aspettarci,  che, proprio in questi giorni, sta tenendo sulle "rendition" la stessa posizione che teneva e terrebbe Berlusconi?

Vicenda, quella del rapimento del sequestro di emergency, invero curiosa (ricordando che Rahmatullah non è stato rapito dai cattivi talebani, ma "arrestato" dal governo amico Karzai- italebani almeno mandano un video..) se ci ricordiamo che l'amministrazione della "giustizia" e del riassetto carcerario afghano sono condotti proprio sotto la guida del governo Prodi, cui l'intera macchina giudiziaria afghana è stata "appaltata", nella logica con la quale i vari settori dello "stato" afghano sono stati affidati ai vari paesi coinvolti. (il cosiddetto "programma giustizia". In questo senso, per altro, l'Italia tutt'ora svolge operazioni analoghe in Iraq).

Siamo sicuri che Russo Spena manterrà intatto il suo impegno per la pace, e ci farà una dura interrogazione parlamentare, e che cazzo.

 

QUI per aderire all'appello di emergency.

E qui, la missione di "pace", ecco che fanno i soldati italiani col beneplacito e disciplinato voto dei rifondaroli:LINK

In modo poco aulico: rifondaroli, per favore, non lamentate l'assenza di movimenti: se è impossibile dire NO alla guerra dentro il palazzo, che pretendete dagli altri, davvero, non so.
E perchè si chiedesse a Berlusconi di non partecipare alla guerra, allo stesso modo, non lo capisco. E' stato disciplinato, e collaborazionista, tanto quanto voi.

martedì, 03 aprile 2007, ore 21:17
NON C'E'
SPOSTAMENTO
SENZA MOVIMENTO



Di che parliamo?
Della partecipazione in gran segreto al progetto di "scudo antimissile" in funzione di guerra fredda e riarmo contro la Russia? (politica iniziata da Prodi, nel '96, con il prc in maggioranza, e che coerentemente, ma segretamente, prosegue oggi).
Parliamo della tanto sbandierata tassazione delle rendite (in europa al 23%, in italia al 12,5%), promessa espressamente da Podi & C durante la campagna elettorale, ribadita a settembre e poi misteriosamente rimandata al dpef venturo, ma nuovamente cancellata dall'agenda, con gioia dei furbetti del quartierino? (
paga più tasse sul suo stipendio uno che pecepisca 800 euro al mese di uno che speculando ne guadagni 100.000): ma l'importante è che berlusconi litighi con casini. Parliam del feroce riarmo dei "nostri" in Afghanistan, cui stanno arrivando mezzi tutt'altro che di difesa (ma non è una missione di pace?)
Parliamo del vergognoso comportamento del governo in merito al rapimento di Rahmatullah? (pare più facile tratare coi talebani che con il buono  amico Karzai).
Parliam del fatto che da gennaio ad oggi, in Italia, son morti in 500, sul luogo di lavoro? 500 in tre mesi.
  Quanta gente hanno ucciso, secondo voi, in 30 anni, i gruppi della lotta armata?

Viro di qualche grado, ma non tanto, rispondendo ad un tema che spesso tocca il blogger Andreij83.
Dice, lui rifondarolo di "governo": eh, ma dove cavolo sono i movimenti?
Lungi da me fare mitopoiesi sui movimenti.
E' pur vero che storicamente quando governa la cd. "sinistra", lottare per i medesimi obiettivi per i quali ci si mobilitava il mese prima è sempre più difficile.
Anche perchè questi movimenti, proseguissero nelle loro lotte, sarebbero movimenti contro il governo. Quindi..."ma poi torna berlusconi", no? Insomma..tanti di quelli che stavano nei movimenti prima, ora son spariti per non disturbare gli amici.
Nel '99, mentre questa maggioranza bombardava il Kossovo, eravamo quattro gatti a scender in piazza contro la guerra. Erano i tempi dell'omicidio D'Antona. Contestare il governo significava esser filo BR, tout court.
D'altra parte, tutt'ora, chi contesta la guerra, dal presidente della camera vien  definito "antipolitico". Vecchio vizio della sinistra di regime. I milioni che si autorganizzavano fuori dal PCi negli anni '70 eran tutti antipolitici, o "servi della reazione", se si leggeva l'Unità.


Però, Andreij..un attimo. Non è che non ci sia nulla nulla, eh.
Cito anche situazioni con le quali il mio ambito non c'entra, non vorrei sembare autoreferenziale.
A Vicenza, non solo per i 150000 di febbraio, non è che non stia accadendo,quotidianamente, nulla, eh. Certo, difficile tornar da quelle parti, per il PRC.
Sabato, nel silenzio dei media di regime, ad un corteo assolutamente locale in Val di Susa han partecpato 20 mila persone. Persone reali, non di apparato. C'è un dibattito vivace sull'acqua e sui beni comuni, così come c'è il movimento della decrescita. I precari, tutti autorganizzati, dei vari call center (primi su tutti quelli del gruppo COS, il gruppo condonato da questo governo). Lo scorso week end, in un centro sociale di Venezia, in più di milleduecento han partecipato al global meeting.
E poi..mille piccoli movimenti locali: domani a Genova c'è un corteo sui temi ambientali, spontaneo, di cittadini che voglion riappropriarsi del potere di dire e incidere. C'è anche qualcuno del prc, dentro. Che poi sta però nella giunta che vuol far ciò conro cui il comitato si batte.
Insomma, Andreij, non è che non vi sia nulla nulla, non è che la  vividezza di mille intrecci, (eterogenei, spontanei, locali o glocali, che dalla guerra al territorio tentano di metter in discussione i nodi della compatibilità, nodi ai quali il tuo partito - ora rivolto verso Mussi - ha scelto di piegarsi) non esista, o che per darne prova si debba esser in 300mila tutti i dì.

Poi..non capisco: se ci fosse un fortissimo movimento contro la guerra..sarebbe tutta gente in relazione alla quale tu voteresti "l'allontanamento", eh.... Ma capisco: questo si chiama "autonomia del politico", quella che piace tanto a Nicola Fratoianni, che ha dismesso i panni del govinastro estremista che indossava sino a ieri l'altro.



Il titolo di questo post è anche uno dei "motti" del movimento per la bici a ruota fissa, il movimento dei uotafissati.
Inciso: ho forse trovato il telaio con il quale costruire la mia fixie, Banshee, che farà compagnia alla primogenita, Siouxsie.
Qui..un paio di link, che nella loro lucida follia, metton in evidenza le implicazioni...politiche e militanti della scelta della bici (sopratutto fissa!) come mezzo di spostamento urbano.
date un'occhiata qua....
http://204.73.203.34/fisso/chaingang.htm

e anche qua
http://204.73.203.34/fisso/vangelo/decrescita.htm
postato da moltitudini· archiviato in me e dintorni, bici, moltitudine e impero·permalink · commenti (20)