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"da bambino giocavo con le pentole" convivente con 6 mici: Marx, Takeshi, Paride, Omero, Khalì e Micilla! diffondere conflitto-fare movimento-autonomia-ciclista urbano-militante gattofilo e fondamentalista anticlericale.

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lunedì, 31 dicembre 2007, ore 18:27


Si va. Ci si vede tra qualche giorno. Non fate i buoni, ma siate bravi.
Buon anno.
postato da moltitudini· archiviato in ·permalink · commenti (2)
sabato, 29 dicembre 2007, ore 14:58
Breve post di fine anno caratterizzato da alcune recensioni.
Le prime due, libresche.


a cura di Sergio Bianchi e Lanfranco Caminiti
GLI AUTONOMI, le storie, le lotte, le teorie. volume II.
DeriveApprodi

In modo assai gradito, tra i regali ricevuti c'è stato il secondo volume dell'opera a cura di Banchi e Caminiti,  "gli autonomi".

Per una recensione del primo volume, rimando QUI.

Io mi occupo del secondo.

Tra tutte le principali realtà politiche extraparlamentari, quella che ruota attorno alle esperienze dell'"autonomia" (intesa come area articolata di esperienze politiche antagoniste che ha percorso la penisola negli anni '70) è quella che più di tutte resta misconosciuta, reca su di sé uno stigma, evoca scenari cupi se non rozzi. Lo stereotipo, insomma, dell'autonomo col casco ed il passamontagna.
Insomma, dire che si stava in "lotta continua" fa un po' figo, nell'autonomia...no. Anche le "BR" in alcuni evocano immaginari quasi "bohemien", o esercitano un certo fascino.

Forse ciò è un pregio, e forse  la causa di questa "ombra"  - che è difficilmente spiegabile dati, comunque la si veda,  le dimensioni del fenomeno, la ricchezza dell'analisi teorica e la quantità di giovani, donne e uomini che a questa esperienza hanno partecipato -  sta esattamente nei nodi che quella esperienza ha toccato, nel livello di lettura della società capitalista ( quantomai avanti) , nel protagonismo dato a nuovi bisogni, nella critica dello stato, dei partiti, dei limiti del marxismo ortodosso.
Insomma, causa di questo oblio è, probabilmente, la forza del concetto stesso di "autonomia", la lettura della società che implica, gli elementi di conflitto che introduce.
Il volume II di questa pregevole opera è diviso in tre sezioni. Una prima parte di testi in parte inediti  sull'"autonomia" (a cura di Miliucci, Pifano, Bifo ed altri).
La seconda sezione è una accuratissima cronologia che anno per anno raccoglie i principali fatti sociali e politici del paese, sino agli arresti del 7 aprile 1979, il teorema "calogero", una delle più odiose pagine giudiziarie con le quali Stato, PCI, DC e magistrati stroncarono definitivamente l'ondata antagonista di quegli anni.
In questa sezione è presente anche una ricca antologia di scritti teorici comparsi in quegli anni sui vari giornali dell'area.
La terza sezione, ossia quella "internazionale",  forse la più interessante  sezione, prende in esame la rilfessione internazionale sull'esperienza dell'"autonomia", e come, nel mondo, i suoi spunti teorici di lettura della trasformazione della società capitalista siano punto di riferimento obbligato nella lettura del capitalismo globale e della riflessione sulla liberazione dallo sfruttamento.
Nel libro sono presenti interventi anche interventi di Hardt, Negri, del mai dimenticato Primo Moroni, di Tronti, Paccino, Guattari e tanti altri.

Non so che seguito avrà questa recensione, ma mentre si chiude il trentennale del '77, mentre è sempre più evidente la residualità delle esperienze di partito e delle forme di lotta politica "consentite", il sempre più ampio spazio tra società e compatibilità di palazzo dove solo il capitale è possibile rappresentare, recensire questo libro, ed evocare quell'esperienza, era dovuto.



Roger Fisher, William Ury, Bruce Patton
L'ARTE DEL NEGOZIATO
per chi vuole ottenere il meglio in una trattativa ed evitare lo scontro
ed. Corbaccio


Saggio che sto leggendo per lavoro, e che aldilà delle criticità che gli muoverei, è un testo interessante ed anche utile.
E' un libro sul "negoziato", sulla trattativa, sul confronto, sulla comunicazione e sulla contrattazione.

Un testo assai pragmatico -e di facile lettura -che cerca di fornire strumenti per tutte quelle situazioni nella vita nelle quali trattiamo, negoziamo, comunichiamo con gli altri.
Come dire in modo più proficuo la medesima cosa, su quali elementi del "conflitto" concentrarsi, quali tecniche utilizzare, come - in ultima istanza - ottenere dall'altro quel che si vuole, preferibilmente con la massima soddisfazione delle parti.
E' un testo che se letto criticamente, alcuni presupposti del libro non li condivido ed alcune analisi sono secondo me un po' superficiali,  fornisce senza ombra di dubbio un valido aiuto in tutti quegli ambiti (dai rapporti interpersonali al lavoro, dai confronti dialettici alle trattative) nei quali dia-loghiamo con altri.


La promessa dell'assassino
regia di Daivd Cronemberg
Con  Viggo Mortensen, Naomi Watts, Vincent Cassel, Armin Mueller-Stahl, Sinéad Cusack, Jerzy Skolimowski.
A FrancoG lascio l'onere, se lo vedrà, di una recensione approfondita.
Io dico solo che ho trovato per l'ennesima volta un Cronemberg straordinario, un Mortensen bravo ed affascinante come non mai ,ed un ottimo Cassel (secondo me attore sottovalutato e sottoutilizzato).
Un film cupo ed inquieto, un dramma che prende forma nell'incontro tra la normale vita di una levatrice ed il mondo della malavita russa di Londra.
Codici etici,  rapporti di genere, gerarchie e rapporti tra "maschi", dilemmi esistenziali e morali, la famiglia.
Un lavoro da vero "maestro", in ogni particolare, ad ogni livello
.
domenica, 23 dicembre 2007, ore 23:59


...spassatevela, se potete.
postato da moltitudini· archiviato in me e dintorni·permalink · commenti (31)
giovedì, 20 dicembre 2007, ore 14:16




Ancora due parole sulla vicenda racchiusa nel post sottostante e sulla dura polemica che ne è scaturita. Pacatamente, serenamente. L'universo sostanze stupefacenti è  un qualcosa che, discutendone, rimesta nei nostri più profondi sistemi valoriali. Si parla in parte di ciò che è bene o male, di cosa sia legittimo o meno, di libertà e di sino a che punto si può disporre di sé.
Poi, c'è tutto il discorso sempre valoriale ma anche politico, sociale e concreto, sul ruolo delle sostanze nelle nostre società, sulla loro funzione sociale (anni fa in piazza urlavamo "eroina, fascisti e polizia, uno per uno vi spazzeremo via", da lì vengo e addebitarmi certi pensieri è operazione deficiente), su quale messaggio sia più utile per fermare la tossicodipendenza,  sui modeli e sugli approcci terapeutici.
Questo è ciò che mi interessa, e questo -con la provocazione sottostante- volevo toccare, ben conscio che un paio di post qui  non solo non posson risolvere un problema, ma nemmeno basterebbero a parlarne in modo esaustivo.
Dice bene, secondo me, o comunque si pone correttamente, newkid in questo POST.
Si è ovviamente liberi di parlare o no, di rispondere o no, di rispondere in un modo piuttosto che in un altro. Colei che tutto sa e comprende, aldilà del divenire,  del bene o del male, colei che è al contempo così giovane ma anche secolare perchè tutto comprende nella sua saggezza,  (amen), ciò che ha scelto di dire è affermare che le avrei detto di "essere fascista, che è di sinistra drogarsi, che da è stupidi non aver mai provato".
Qualsiasi persona assennata si rende conto che non v'è traccia di ragionamenti analoghi da parte mia qui ed altrove, e che sopratutto sarebbero pensieri così sciocchi, insensati e risibili che addebitarli a qualcuno è cosa  perlomeno audace. Ho chiesto evidenze di queste mie affermazioni. Nulla mi è stato detto, né da lei né dal suo esegeta, se non "anche altri hanno interpretato così". Ottimo argomento. E allora...altri invece han capito come me. Pappappero. Tiè.
Eppure, se davvero ho detto quelle cose, basta poco per dirmi "le hai dette qui e qui".
Per altro, è davero senza snso dire a qualcuno che è stupido a non provare: per vaneggiare non necessariamente ciò serve.

IN DECRETVM...
QUI(LINK) parlai del decreto 181, il decreto "antirumeni"  voluto da Veltroni (eh? Il sindaco? Ma no..il sindaco di Roma è Ruini, ignoranti) e Amato. Un decreto che in buona parte estende la bossi-fini ai comunitari. E meno male che la bossi-fini l'unione voleva superarla.
Come è andata, lo sappiamo: il decreto stava per esser convertito in legge. La "sinistra" lo ha votato pur non apprezzandolo, per lealtà alla coalizione. Le viene concesso un contentino: un riferimento alla punibilità del'omofobia, riferimento scritto da qualche analfabeta giuridico, poichè sbagliato è il riferimento normativo europeo citato. Al contempo, la Binetti strepita: si punisce l'omofobia? Non voto la fiducia.
Risultato: il decreto verrà lasciato decadere e non sarà convertito in legge.
Qualche giorno fa, quando ancora sembrava plausibile una modifica del testo e la conversione in legge, la "sinistra" minacciò: se salta il riferimento all'omofobia, noi non votiamo.
Bè, vedremo: il governo varerà un nuovo decreto, simile a questo che sta per decadere.
Intanto, che stiano attenti: hano già dimostrato di non saperci fare con gli aspetti tecnico giuridici, io auguro loro di ricordarsi che la consulta nel '96 con una sentenza molto chiara sancì che è illegittimo che un governo reiteri un d.l. o ne presenti un altro che scopiazza il precedente non convertito.
Lo afferma in modo netto e chiaro:
non è data facoltà al governo di riprodurre, con un nuovo decreto, il contenuto normativo dell'intero testo o di singole disposizioni del decreto non convertito, ove il nuovo decreto non risulti fondato su autonomi (e pur sempre straordinari) motivi di necessità ed urgenza, motivi che in ogni caso non potranno essere ricondotti al solo fatto del ritardo derivante dalla mancata conversione del precedente decreto.
Il nuovo testo, tuttavia, non conterrà il riferimento all'omofobia.
Stando alle parole, la sinistra non dovrebbe votarlo: che faccio, scommetto?

IL MONOLOGO CENSURATO
Volete legger parte del testo dei monologhi della puntata di "decameron" che mai vedrete?
Leggerli è ben diverso dal vederli recitati, tuttavia (da il manifesto) se continuate a leggere, ecco uno stralcio
lunedì, 17 dicembre 2007, ore 17:31


Qui sopra il link a "la paura genera censura", una conversazione con Luttazzi e Toscani andata in onda la settimana scorsa su "radioradicale".
Se vi va, dura una mezz'oretta.
In queste ore una iniziativa ha catturato la mia attenzione.
Si tratta di una sorta di catena tra blogger, una catena "contro la droga" intitolata" la vita è l'unica droga di cui non posso fare a meno". Curioso notare l'assonanza con svariati manifesti di Alleanza Nazionale corredati da slogan simili (ne ho trovati tanti, in rete).
Il "taglio" dell'iniziativa è già chiaro dal titolo, tanto è vero che alcuni blog riprendono nel post dedicato a questa iniziativa il celebre slogan francese di qualche lustro fa "la drogue c'est de la merde".
Insomma, una iniziativa "tagliata" male. Un assaggino? Lo trovate QUI(link al post di tisbe)
Non dubito della buona fede di alcuni dei protagonisti di questa "campagna", ma in una iniziativa il cui riassunto può essere "la droga è cacca, ama la vita" vedo solo tanto pressapochismo, paternalismo e moralismo: probabilmente il tutto è armato da "buone" intenzioni, ma questo ci vedo.
Mi sfugge il senso, l'obiettivo, il soggetto cui si rivolge e se la finalità è dare un piccolo ed onesto contributo contro la "tossicodipendenza" l'atteggiamento culturale che anima una iniziativa simile è inappropriato, tanto politicamente, quanto con l'ottica dell'"operatore".
Invidio, anzi no, chi ha la "modestia" - perchè io che non ho mai preso niente, sono superiore a te che non conosci la vita - di affermare che sin dalla culla ha scopero il mistero "della vita e della morte" (e beata lei: millenni che l'umanità affronta questi nodi, e c'è chi li scopre in fasce. Che culo).
Non ho certo la presunzione di saper fornire una ricetta che con uno schiocco di dita faccia scomparire questa o quell'altra piaga sociale, ivi compresa la tossicodipendenza.
Quello che so è la storia delle sostanze psicotrope compare grossomodo assieme alla storia della civiltà.
Con varie modalità, in contesti ambientali e sociali diversi, l'uomo si è sempre "drogato", e lo ha fatto trasversalmente alla condizione sociale d'appartenenza. L'Oppio lo usavano gli assiro babilonesi, i romani e gli arabi, la coca 5000 anni fa era in uso tra gli andini, e così via. Chiaro che le varie sostanze hanno assunto funzioni diverse, in epoche diverse, insomma...ci sarebbe materiale per una enciclopedia.

Il punto non è quindi dire come si fa ai bimbi "droga cacca", ma analizzare un fenomeno complesso ed inserito in un contesto storico e sociale, con tutte le specifiche del caso in quanto a tipo di sostanze, modalità di consumo, legislazione, e via dicendo.
L'insipienza colpevole con la quale chi - più o meno esplicitamente - nel polemizzare con me su questa posizione qualcuno pare accusarmi di "sminuire", ad esempio, il dramma della diffusione dell'eroina o altre e nuove sostanze, con i danni che ne conseguono, nemmeno merita risposta. Quasi come se nel sostenere ciò che affermo dicessi che va tutto bene così.
Dubito che ciò venga capito, perchè una risposta geniale e comica a rilievi simili è stata "non riuscirai a convincermi che drogarmi è bello!!!". E che diamine c'entra? Ma che diavolo di risposta è ? Ho detto forse questo? Mah. E' chiaro che se nel dire queste cose ti viene risposto così, tanto vale lasciare stare.
Non è coi giochini retorici all'insegna del "non drogarti, fai come me che mi drogo di vita" che si affronta con maturità il problema. In modo altrettanto retorico e vano, potrei dire che chi sprofonda nel dramma dell'eroina magari lo fa proprio perchè ama troppo la vita, e che se l'alternativa è la merda di vita che gli è stata donata, ha più di un motivo per continuare a farsi.
Ma, appunto, la retorica ed i giochini di parole ad effetto non servono.
E cosa serve? Cosa è che fai tu? Che alternativa hai? Ecco le domande che alcuni probabilmente mi farebbero.
Serve la politica, intesa come azione collettiva per fare, agire e trasformare.
Servono, ad esempio, campagne come quelle riportate QUI (link a global).
Altro link utile: http://www.fuoriluogo.it
p.s. è del tutto evidente che difendo anche la mia dignità di consumatore occasionale.
E giuro che se non mi date ragione non avrò una crisi isterica da astinenza di applausi ed abbracci .




giovedì, 13 dicembre 2007, ore 10:18
Il 28 novembre mi chiedevo, in questo POST, che senso avesse la richiesta di verifica da parte del PRc, dopo la sconfitta sul protocollo. Il 2 dicembre, in QUESTO, affermavo che aldilà delle ciance tale richiesta puntava ad un unico risultato: subordinare ogni altra vertenza e questione (cazzate tipo la guerra, la base di Vicenza, il pacchetto sicurezza, i diritti degli individui, reddito , questione sociale ed ambientale) all'unica cosa che interessa davvero al PRC, la legge elettorale.
Poteva sembrare una accusa ingrata, eccessiva. Suvvia, affermare che a rifondazione preme più la legge elettorale che ostacolare le guerre o difendere le pensioni è davvero troppo.
Sabato 8 dicembre, Bertinotti....
martedì, 11 dicembre 2007, ore 09:39






"pensate se Gesù Cristo fosse stato masochista, ci sarebbero dei crocefissi tutti in erezione."

Più che sulla censura in sè, mi soffermo sulle reazioni che ho letto in giro da parte di molta gente "normale", reazioni che fondamentalmente mi convincono che una censura di quel tipo è possibile perchè è profondamente legittimata dal senso comune. Una reazione frutto di un mischiume di  cattiva coscienza, profonda intolleranza, analfabetismo  culturale e relazionale e, in ultima istanza, di mancanza totale di cultura dell'autodeterminazione.
Girando per forum e blog la prima cosa che ho notato è una sorta di "soddisfazione" da parte di chi plaude a tale iniziativa.....
postato da moltitudini· archiviato in politicamente scrivendo, me e dintorni, tv , biopolitica·permalink · commenti (36)
venerdì, 07 dicembre 2007, ore 20:55


Appuntamenti genovesi in vista di Vicenza:
MARTEDI’ 11 DICEMBRE: ASSEMBLEA CITTADINA
ore 21.00 Teatro degli Zingari c/o Comunità San Benedetto al Porto Genova
Da Genova a Vicenza: No alle politiche che saccheggiano i nostri territori, No alle guerre che devastano il pianeta! (parteciperà Cinzia Bottene del presidio permanente).
SABATO 15 DICEMBRE: TUTTI A VICENZA!
Appuntamento ore 8.00 Stazione Genova Principe, l'appello genovese  (leggetelo!!!) lo trovate QUI

Altra segnalazione: QUESTO  è il blog dedicato all'assurda vicenda di Aldo Bianzino, morto nel carcere di Capanne non si sa come, non si sa perchè...o forse si sa come e perchè. QUI un riassunto della storia di Aldo.

...Sempre a proposito di morti assurde. Mentre scrivo continua a morire gente sul lavoro. Si sprecano in momenti come questo indignazione e retorica. Le cose però hanno un nome ed un cognome. I lavoratori della
Thyssen Krupp erano costretti anche a 8 ore di straordinario . Le cose hanno un nome ed un cognome, dicevo: il protocollo votato alcuni giorni fa, tra le altre cose, gli straordinari li incentiva detassandoli.
LA DOMANDA
Ed ora veniamo al vero tema che volevo trattare in questo post, e sul quale mi piacerebbe leggere la vostra.
Avevo una domanda, dicevo:mi è venuto in mente di farvela dopo veloce dibattito su altro blog.

Secondo voi, in un sistema come il nostro, ossia, in una "democrazia liberale" (la chiamiamo così per capirci) è giusto perseguire penalmente un' idea, un' opinione, un'affermazione, per quanto questa sia irricevibile, contro la dignità umana e fuori da qualsiasi logica di convivenza civile?


Sebben anche sulla mia stessa idea io eserciti il beneficio del dubbio, io un'opinione la avrei.
Ma per il beneficio del dubbio di cui sopra, perchè davvero mi ci interrogo su, mi interessa leggere cosa ne pensiate voi.

Sinceramente curioso, attendo.


mercoledì, 05 dicembre 2007, ore 15:26

Non ho voglia di dedicare altro spazio alla politica di palazzo (ne ho dedicato troppo in questi giorni), non ho tempo ed energia per preparare un post più impegnativo od analitico (ho poche ore a disposizione, tra qualche ora torno a lavorare,  e scriverei  con quella fretta che non aiuta), non ho nulla di particolare da raccontare relativamente agli affari miei e, in ultima istanza,  ho bisogno di andare a sdraiarmi, leggere e dormire un poco.
Quindi, ricordo solo che il 15 dicembre è vicino, prendo i giornali, e vado a coricarmi.
Buon riposo a me.
postato da moltitudini· archiviato in politicamente scrivendo, me e dintorni·permalink · commenti (21)
domenica, 02 dicembre 2007, ore 14:11


In questo SCRITTO mi/vi domandavo che senso avesse la richiesta di una verifica da parte di rifondazione comunista dopo la sconfitta sul protocollo, argomentando che la vicenda stessa conclusasi pochi giorni fa è, in quanto tale, una verifica (negativa, per il PRC) su quegli stessi temi che si vorrebbero verificare tra un mesetto.
In realtà, io una risposta la ho.