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"da bambino giocavo con le pentole" convivente con 6 mici: Marx, Takeshi, Paride, Omero, Khalì e Micilla! diffondere conflitto-fare movimento-autonomia-ciclista urbano-militante gattofilo e fondamentalista anticlericale.

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lunedì, 12 maggio 2008, ore 12:33
Giorgio Napolitano ha, in occasione della "giornata della memoria per le vittime del terrorismo", rilasciato un paio di esternazioni che meritano attenzione.

La sintesi di un celebre quotidano è:"Napolitano: voce alle vittime, non tribune tv per i terroristi. Ancora segni dell'ideologismo nazista e comunista".

Ad una prima lettura, l'equiparazione col nazismo parrebbe riferita tout court ai comunisti tutti. Difficile che intendesse ciò, lui, cresciuto a Pravda e stalinismo, e noto sostenitore dei carri armati sovietici.

Leggendo l'intervista, infatti, si capisce che si riferiva a chi, negli anni '70,  ha coltivato il "disegno rivoluzionario": sta in questo, "nell'intolleranza e nell'uso della violenza politica", il parallelo coi nazisti.

Su questo, mi interessa ragionare. Su questa banale rimozione della categoria della "violenza politica". Su questa mistificazione: la violenza politica non viene criticata tatticamente, strategicamente o eticamente, ma di per sè considerato elemento che rende "nazisti".
Come se l'elemento della violenza "politica", quali che siano le scelte fatte nei decenni, non fosse un elemento insito nel DNA del movimento operaio, marxista e comunista , storia dalla quale anche Napolitano proviene. Quanto sia culturalmente poco onesta, da parte di Napolitano, tale rimozione dall'album di famiglia "comunista" della categoria della "violenza" lo dimostra il dibattito congressuale di Rifondazione del 2003. Dibattito ben più appassionato di quello triste e burocratico che quel partito vive in questi giorni. Ora, aldilà degli aspetti strumentali per i quali quel dibattito fu promosso, fu  non banale né scontato, a riprova della centralità di questo elemento  nelle radici della sinistra novecentesca italiana.

Questo "parallelo", ha assai indispettito lo storico comunista Luciano Canfora (candidato nel pdci nel '99). Ma la reazione di Canfora (nella foto) è del tutto speculare delle esternazioni presidenziali.

Innanzi tutto Canfora avoca al PCI, al solo PCI, a quello uscito dal congresso del '26 a quello scioltosi alla bolognina, la legittimità esclusiva alla titolarità del "comunismo" in questo paese. Anche Canfora, insomma,  rimuove.

Canfora interpreta le parole di Napolitano in modo estensivo: per lo storico, l'ex compagno parlava del comunismo tutto, dei comunismi tutti.

Ma non solo.

Per lo storico, Napolitano ha persino esagerato, ha attribuito troppa legittimità all'esperienza lottarmatista:"ma quale ideologismo comunista, ma quale disegno rivoluzionario, eran quattro imbecilli incolti forse prezzolati".
Col comunismo, con il PCI (dal quale la grandissima parte dei BR "storici" proviene) le Brigate Rosse non c'entravano nulla. Non un pezzo del movimento comunista italiano, pur minoritario, non un "disegno" magari condannabile ma nato comunque nel ventre della cultura e dell'immaginario "comunista" italiano.

Imbecilli, incolti. Rimossi.
E dire che pratica e cultura delle BR eran assai più simili a quelle del PCI di quanto non lo fossero quelle del "movimento". Ma questo Canfora lo "espelle". Lui è rimasto alle "sedicenti" Brigate Rosse, come scriveva l'Unità ai tempi.

Quanto al "diritto di parola". Sul piano "politico", che un capo di stato intenda negarlo a chi lo stato voleva abbatterlo, mi pare ovvio, banale, persino legittimo. Lo stato fa il suo mestiere, anche quando reprime.
Eppure, vintala "guerra", lo stato "repubblicano", DC e PCI, dal '48 al '53, furono generosi nel perdonare i reati politici (leggi: fascisti) dei decenni precedenti con una serie di amnistie che liberarono vertici militari del regime, collaborazionisti, torturatori, gerarchi.
D'altra parte, Violante (anticipando Berlusconi) già 10 anni fa rifletteva sul quanto fosse necessario comprendere le ragioni dei ragazzi di Salò.
nel paradigma novecentesco, perlomeno in termini di opzione. Come se riguardasse altri, solo "i nazisti", e non la storia dalla quale anche Napolitano proviene.

E' però sul piano culturale e intellettuale che questa affermazione viene da me criticata. L'indagine storica, la comprensione politica di quanto è accaduto negli anni '70 non posson esser condotte senza dare la parola a tutti i protagonisti di quegli anni, anni che ancora adesso, chissà come mai, si fa più fatica ad elaborare di quanto non fu facile elaborare (ed amnistiare) dopo 3 anni della vittoria dell'antifascismo.

Certo, sarà sempre una parola "manchevole": perchè le bombe nele piazze e nelle stazioni, i missili contro gli aerei civili, bè, tutto questo..non ha autore, non ha volto, non ha voce, e non intende averne. Nemmeno dobbiam porci  il problema.

GOVERNO/PALAZZO

Tra i primi provvedimenti annunciati, uno grave: il taglio di una buona legge, la legge Gozzini.

Atto probabilmente popolare, ma sbagliato e ingiustificato. L'opposizione, per bocca di Chiamparino..protesta. Nel senso che si chiede se lo faranno veramente, mica ha da dire sul merito: "non sarebbe la prima volta che si fanno grandi annunci".
Unico barlume di protesta seria, quella di Gonnella di Antigone "e' lo spirito illiberale figlio dei tempi in cui viviamo, in cui si cerca esasperatamente la protezione individuale perche' e' scomparsa la sicurezza sociale. Ne tenga conto Veltroni che ha lanciato per primo questa campagna a Roma".

Chi mi conosce sa che non amo né Travaglio né quel furbone di Grillo, che invita nelle piazze per apporre firme inutili sapendo che sono inutili.

Ho ascoltato ciò che ha detto Travaglio da Fazio. Non mi è nemmeno piaciuto. Ma ne risponde lui, ne risponderà se è il caso,  ed ha il diritto di dirlo. La levata di scudi, le ruffiane scuse di Fazio, danno la nausea. Allo stesso modo la gogna bipartisan contro Santoro (altro che non adoro) colpevole di aver trasmesso brandelli di V-day. Quale è il problema? Quella è cronaca, è racconto. E le reazioni bipartisan, da Petruccioli al PDL, si chiamano censura.

Esprimo infine rammarico per moralisti, parrucconi e simili che non hanno avuto dala manifestazione di Torino ciò che tanto avrebbero voluto. Comprendo siano rimasti insoddisfatti.



PRIDE LAICO 17 maggio
Ecco manifesto ed adesioni. Per aderire, pridelaico@dirittinrete.org
Per altre info (programma università, per esempio) cliccate QUI o contattateci (a me privatamente o via mail "pridelaico")
Per vedere manifesto ed adesioni....
giovedì, 08 maggio 2008, ore 14:55
Alle bandiere vien data troppa importanza. Tanto da chi le brucia, quanto da chi si scandalizza perchè vengon bruciate. Per qualcuno, è addirittura più grave che non ammazzare qualcuno a calci e pugni.
Il giorno in cui ci considereremo tutti bastardi, meticci, cosmopoliti, la rivoluzione sarà più vicina. Anzi, sarà già avvenuta.

Poco tempo per cazzeggiare sul mio e sui blog altrui, tra lavoro e il resto, il tempo è dedicato all'organizzazione, allo scrivere, al telefonare e rispondere al telefono, al contattare ed al "pensiero" in vista del 17 maggio.

Domenica scorsa a Marghera. Eravamo tanti (ho fatto qualche foto). Ora, aldilà dei limiti della discussione, sette...ottocento persone, arrivate lì da tutta italia, convocate in un paio di settimane per un meeting in un centro sociale, è un bel segnale.
Prendo atto che Liberazione ha fatto un discreto resoconto (qui in pdf) (sopra quello di Checchino Antonini un articolo sulla "sinistra arcobaleno" (???) e sulle future...alleanze. Eh, vabè.). Sul manifesto, sino a ieri, nessuna traccia.  Tanta gente, a dimostrazione che esiste una rete reale di soggetti che nè aspettano qualcuno che li rappresenti, nè vogliono rappresentare altri: ma che esprimono, che sono.

Come si vede nella foto....c'era...."papà" (leggi QUI) e c'eran tanti fratelli e sorelle...'nsomma, tutta la famiglia. :)
Chi volesse tentar l'impresa di ascoltare gli interventi (alcuni interessanti davvero), o qualche intervento, li trova QUI .




Prosegue l'organizzazione della manifestazione e delle iniziative di sabato 17.

Aldilà dell'iniziativa in sé (fondamentale comunque essere in tanti) è ottimo che persone vere e diverse tra loro stiano lavorando in questi giorni fianco a fianco, costruendo qualcosa che un paio di mesi fa sembrava impensabile tanto da far apparire impossibile anche solo organizzare un banchetto informativo in centro.
Una rete che è nodo di una rete.

Da un lato, la manifestazione (alle 15.30 in Piazza Montano) dall'altro un fitto programma di iniziative in università, ma mattina a notte ( lo invio via pvt a chi lo desidera).
QUI l'appello.
Le adesioni vanno a pridelaico@dirittinrete.org
Ecco le adesioni giunte sin ora:


Rete laica genova (Le Ninfe-Arcilesbica Genova, Azione Trans, Città Partecipata, ass. Usciamo dal Silenzio, LILA Genova), Humpty Dumpty, Assemblea Antifascista, CSOA ZAPATA, CSOA Terra di Nessuno, Lab.Buridda,
 
Sinistra Critica - Genova, RdB Genova, Gruppo genovese contro la violenza alle donne, Confederazione COBAS Genova, Redazione Italialaica, Redazione Resistenza laica,

Docenti Universitari, professori: Gianni Vattimo (Torino), Nicolò Pasero, Giuliana Franchini, Antonio Gibelli, Gilda Della Ragione, Giacomo Casarino , Federico Pastore, Marco Aime, Piero Conti, Sergio Morra, Rita Caprini (Genova),  Yuri Brunello Universidade Federal da Bahia (Brasile), Márcio Pereira, Universidade Católica di Salvador da Bahia (Brasile), Marcos del Roio, Universidade Estadual de São Paulo (Brasile), Giulio Palermo (Brescia). Bruno Demartinis (Liceo Pertini)Esteve Morera
Department of Philosophy and Department of Political Science (York University, Canada),

Aurelio Macciò, Norma Bertullacelli, Franco Grillini (presidente onorario Arcigay) Luca Casarini (centri sociali del nord est) Vladimir Luxuria, Giovanna Caviglione, Piero Zucaro (v.presidente di OTTAVOMIGLIO Laboratorio), Mike Ballini (segretario federeazione giovani socialisti Firenze), Ottavio Herbstritt  (segretario federazione giovanile socialista Livorno) Marcos Del Roio, Arnaldo Demetrio (Milano), Rudy M. Leonelli, Edoardo Magnone, Federico Persico (educatore - cooperazione sociale),Eleonora Chiesa, Elena Picco, Graziella Gaggero, Mirella Sartori (italialaica), Dario Rossi, SDtefano Boero (FLC CGIL) Gaetano Apicella,Rita Guglielmetti (sindacalista CGIL), Donatella Rizzo (sindacalista CGIL)
giovedì, 01 maggio 2008, ore 00:04

PER UN PRIDE LAICO, DEI DIRITTI, LA LIBERTA' DEI CORPI E DEGLI AFFETTI.

Qualcuno di voi già lo sa, un po' vi ho alluso io...adesso vuoto il sacco.
Ci lavoriamo da un po', inizialmente non ci credevamo nemmeno tanto..ma ora che siamo in ballo, si balli.

Il 17 maggio, a Genova, organizzeremo un grande momento di piazza e visibilità, durante la due giorni di visita del papa.

Le adesioni sono già ampie e plurali. Oltre a quelle delle realtà che leggerete in calce all'appello, iniziano a giungere le firme di docenti genovesi (Pasero, Gibelli, Casarino, ed altri) e, tra quelle non genovesi,  di Gianni Vattimo.

L'appello...
IL PAPA A GENOVA: COSTRUIAMO UNA DUE GIORNI DI MOBILITAZIONE PER I DIRITTI, LE LIBERTA' E CONTRO L'INTEGRALISMO VATICANO


Il 18 maggio Genova sarà visitata dal massimo esponente del potere vaticano: Joseph Ratzinger.

Da alcuni anni a questa parte assistiamo ad un'offensiva clericale ed integralista contro i diritti della persona che vede in campo tutte le strutture politico-istituzionali della chiesa e le sue articolazioni associazionistiche.

In particolar modo, come era facile aspettarsi dopo l'esito del referendum sulla legge 40, l'autodeterminazione della donna e la legge 194 sono oggi violentemente sotto attacco....

Per leggerlo tutto, cliccate QUI.

Un "brandello" di conferenza stampa, invece, lo potete ascoltare cliccando QUI.

Per adesioni, pridelaico@dirittirete.org

Che fate...ci siete?

fainotizia

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