Chi sono

"da bambino giocavo con le pentole" convivente con 6 mici: Marx, Takeshi, Paride, Omero, Khalì e Micilla! diffondere conflitto-fare movimento-autonomia-ciclista urbano-militante gattofilo e fondamentalista anticlericale.

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami
segnalo





 

Free Image Hosting at www.ImageShack.us
USA LA BICI
commenti recenti
categorie
archivio
links

[AAA] POSSE *NUOVO LINK*
[blog] Aimfor
[blog] Alex321
[Blog] amosgitai
[blog] anelli di fumo
[Blog] Arpia
[blog] ARRABBIATO
[Blog] Biscotti allo Zenzero
[Blog] cecipi lenticchia
[blog] centaura marziale
[blog] chat reveur
[blog] cloroalclero
[Blog] ComunitĂ ProletarieResistenti
[blog] cuentosdevelaenvela
[blog] da0a10
[blog] Devil trainers
[blog] Dolcisussurri
[blog] donvitaliano
[Blog] Eccezziunale veramente
[Blog] emiliana
[blog] fotografico sui gatti
[blog] FrancoG
[Blog] fronesis82
[Blog] gianluca222
[Blog] GIUSTIZIA PER FEDERICO
[Blog] Guccia
[Blog] Guevina
[blog] LaMpiDiPensiero
[Blog] lunetta
[blog] maldimare
[blog] Malgoverno Viga
[Blog] Maxbevilacqua
[Blog] maya
[blog] Memento
[blog] missweb sognozeta
[Blog] NeroAssenso
[blog] ninna-nanna
[blog] no al carbone
[Blog] NO TAV
[Blog] Nuoce gravemente
[blog] Pena e Panico
[Blog] PensareInProfondo
[blog] pensatoio
[blog] ramonmantovani
[blog] Riboeri
[blog] RosaNervosa
[blog] Sahishin
[Blog] SenzaLaTv
[blog] squittoinindia
[blog] taddeo 17
[blog] Talib-colui che cerca
[blog] Terzo Occhio
[Blog] The Prof 71
[blog] titollo
[Blog] Ucalcabari
[blog] Ulysses
[blog] ventodigrecale
[blog] Vera
[Blog] VioletCar5on
[forum] micimiao
[forum] liberigatti
[forum] vivere etico
[Media] AltreNotizie
[media] Derive Approdi
[media] global project
[media] il manifesto
[media] indymedia
[media] lettera 22
[media] nuovimondimedia
[media] radio onda rossa
[media] radio popolare
[media] radio radicale
[media] Radio Sherwood!
[sito] Action
[sito] ATEISMO
[sito] COBAS
[sito] Coopsse (il mio lavoro)
[sito] CUB
[SITO] decrescita
[sito] Diritti in Rete
[sito] osservatorio israeliano sui diritti umani
[sito] politicultura-devilsrainers
[sito] precariato
[sito] sanbenedetto
[sito] WIKIPEDIA
[Sito]OdioILcarcere

Sto leggendo
P. Watzlawick-Il linguaggio del cambiamento AA.VV - l'arte del negoziato Y. Khadra- l'attentatrice S. Mezzadra- la condizione postcoloniale
Sondaggio
Foto
www.flickr.com
This is a Flickr badge showing public photos from moltitudini. Make your own badge here.
feed
  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder
Hanno disobbedito
hanno disobbedito *loading* volte
Add to Technorati Favorites
martedì, 25 marzo 2008, ore 19:06
Fine settimana pasquale (con intermezzo lavorativo il sabato) perfetto.
Dormito tanto, letto, mangiato, sole, mare...e tutto il resto.
Durissima riprender il lavoro dopo due giorni di totale stacco. Mi pare sia passata una vita. E tutto il bello delle ultime 72 ore pare altrettanto lontano nell'impotenza e insensatezza di un lavoro che a volte ti sembra davvero inutile.
Prima di passare ad altre amenità, segnalo due visioni.
Non avevo mai (colpevolmente) visto HAIR, il musical. Ho felicemente rimediato.

Altra chicca vista negli ultimi giorni: sleuth - gli insospettabili.
Film del 2007, unici interpreti Micheal Caine e Jude Law, regia di Branagh ed opera a cui ha messo mano Pinter. Ho poi scoperto trattasi del remake di un film del '72, a sua volta tratto da una piece teatrale.
Le critiche parlano di film sull'egocentrismo maschile. Che roba è? ;)

E' un film (un thriller surreale) che sa davvero di "teatro", grazie all'interpretazione ed alla corporeità  dei due bravissimi attori. i quali sembrano stare più su di un palco che dentro ad un set.

Non sono bravo con le recensioni, lo penso davvero, ma ci ho provato.

Evito, come mi ha detto qualcuno, di ciurlare torbidamente nel manico, come usualmente faccio, quindi salto a piè pari la politica e pago un piccolo pegno accettando la catena passatami da da0a10 e tytty.

Che sia chiaro: è l'ultima catena cui mi annodo, caschi il mondo..non provateci più!
Dovrei raccontarvi sette cose che non sapete di me.

Evito di dire cose davvero succose, che restan segrete proprio perchè sono tali.
(p.s. pingue nana, prendi nota, eh)

1) gran parte della mia sconfinata cultura è frutto del furto. Ebbene: tra i 17 ed i 20 anni, pochi soldi in tasca ma miglior lettore di quanto sia adesso, saccheggiavo (ma con discrezione) una nota libreria del centro che ora non c'è più, acquistando ogni tanto per non destare troppi sospetti. Ho sempre pensato, forse per autoassolvermi, che i commessi sapessero (anche perchè mi conoscevano) cosa stessi facendo.

2) Qualche anno fa mi fu proposto di partecipare ad una specie di reality, ma rifiutai.

3) Ho qualche piccola condanna di natura penale.

4) Tanti anni fa ho provato, per errore e pensando fosse altro, l'eroina. Un tirino solo, eh.

5) Una decina di anni fa, sul treno Milano-Genova, conobbi una persona facendo (o facendomi fare) piedino.
Scesi dal treno e fatte le presentazioni di rito, scoprimmo di esser vicini di casa.
Ora c'è internet, queste cose non si fanno più.
Sulla stessa linea, in quel periodo, me ne son successe di ogni, alcune se me le raccontassero non ci crederei...ma taccio, sennò racconterei più di 7 "segreti".

6) Da piccolo trovavo sexy la Laurito. Lo so, è inquietante. Ma ero piccolo.

7) A 14 anni andavo a veder le partite contro la Juve con la sciarpa del Liverpool inneggiando alla tragedia dell'Heysel.

ok..sono arrivato a 7 prima di dover dire cose peggiori.




postato da moltitudini· archiviato in me e dintorni, canzoni aforismi brani·permalink · commenti (50)
lunedì, 03 marzo 2008, ore 13:20

Un noto filosofo, psicoterapeuta e studioso della comunicazione, in un suo libro afferma che chi va a cercare aiuto dallo psicoterapeuta in qualche modo " soffre del suo rapporto con il mondo, soffre per la sua immagine del mondo e per la contraddizione irrisolta tra il modo in cui le cose sono e come, secondo la sua immagine del mondo,  dovrebbero essere. Davanti a lui si aprono due possibilità: o un intervento attivo che assimili il mondo all'immagine che ha di esso oppure l'adattamento della sua immagine ai dati immutabili".


Tutti, più o meno, in misura diversa, hanno ragioni per trovare brutto il mondo così com'è, perlopiù poi si sceglie la seconda delle due opzioni, facendosi assimilare, più o meno controvoglia, più o meno consapevolmente.

I pochi che si collocano in un orizzonte culturale come il mio sono destinati ad una depressione ontologica  inguaribile, vittime anche della pochezza e insufficienza delle proprie risposte e delle risorse a disposizione per prefigurare il cambiamento.

Sconfitti da un avversario troppo forte e dall'analfabetismo politico dilagante, dalla consapevolezza di...veder "giusto" nel pessimismo tanto della volontà quanto della ragione.

Rifluire, adattarsi, accettare. Si starebbe meglio.

Prendere parte,appassionarsi davvero alle false alternative proposte dai partiti, accettarne le palesi e goffe contraddizioni, fingere che non sia finita la funzione di mediazione della rappresentanza parlamentare, esser persuasi fortemente che sia davvero "normale" e "nuovo" il progetto di Veltroni ( un po' invidio chi lo crede davvero), che la falsa competizione tra i due sia qualcosa di importante nell'ambito di cui prender parte, che ci sia un'anima ed un senso dietro il fatto che Bertinotti possa portare 3 parlamentari in più o in meno. Fingere di non vedere che quel voto al limite serve al più per non lasciare disoccupati Folena  o altri, impegnati nella rappresentazione di sé stessi, nel grande gioco di ruolo elettorale.

Un gioco nel quale si può promettere il contrario di ciò che si è votato un mese fa.

Oppure...ancora...sarebbe meglio...
...non curarsi del dramma senza soluzione di Gaza, o rifugiarsi nelle proprie sterili certezze.
Che risposte vuoi dare, di fronte a una tragedia così?
Cosa scrivere su un blog e perchè, se non per farsi dare ragione dagli uni, o torto dagli altri, o fare/ricevere invettive?

Qualsiasi cosa scrivessimo, anche animati dalla più grossa buona fede, sarebbe  strumentalizzare la concreta possibilità che migliaia di persone hanno di non arrivare a questa sera, o di arrivarci senza una casa, utilizzare per partigianeria un dramma più grosso di noi tutti. In poche ore, in queste ore, ho letto un bel libro. Lucido e drammatico. L'attentatrice, di Yasmina Khadra. Ne esci peggio di come stavi quando lo hai iniziato. Era forse meglio non accettarlo, questo regalo. In ogni caso, grazie.

Stamane ho comprato "la condizione post coloniale. Storia e politica nel presente globale". (edizioni Ombre Corte), di Sandro Mezzadra.

Mezzadra è un intellettuale - di ortodossa fede blucerchiata - la cui ricerca possiamo -senza fargli torto - situare nel solco dell'operaismo.

"La condizione post coloniale" è un volume sull'impero, un percorso di ricerca sui paradigmi contemporanei dell'accumulazone capitalistica, sul controllo delle migrazioni e sulla produzione di soggettività nel conflitto globale, un testo nel quale il concetto di confine e la ridefinizione dello stesso gioca un ruolo fondamentale, anche alla luce del contributo degli studi "postcoloniali": qualche coordinata per orientarsi nel mare agitato della trasformazione globale,  per una teoria critica radicale della globalizzazione, del conflitto e del capitalismo contemporaneo.
Per leggere le trasformazioni, per seminare critica e conflitto, servono strumenti adeguati, bagagli aggiornati, attrezzi all'altezza della complessità che ci circonda. Questo libro occupa sicuramente un posto importante, in questa cassetta degli attrezzi.

Sarà  un libro che troverò utile, che luciderà le lenti con le quali guardo il mondo.
Avrò qualche strumento in più di cui però poi non saprò che fare.


Segnalo questi due blog:
http://planbbureau.splinder.com/
http://quetzalcoatl.splinder.com/



sabato, 29 dicembre 2007, ore 14:58
Breve post di fine anno caratterizzato da alcune recensioni.
Le prime due, libresche.


a cura di Sergio Bianchi e Lanfranco Caminiti
GLI AUTONOMI, le storie, le lotte, le teorie. volume II.
DeriveApprodi

In modo assai gradito, tra i regali ricevuti c'è stato il secondo volume dell'opera a cura di Banchi e Caminiti,  "gli autonomi".

Per una recensione del primo volume, rimando QUI.

Io mi occupo del secondo.

Tra tutte le principali realtà politiche extraparlamentari, quella che ruota attorno alle esperienze dell'"autonomia" (intesa come area articolata di esperienze politiche antagoniste che ha percorso la penisola negli anni '70) è quella che più di tutte resta misconosciuta, reca su di sé uno stigma, evoca scenari cupi se non rozzi. Lo stereotipo, insomma, dell'autonomo col casco ed il passamontagna.
Insomma, dire che si stava in "lotta continua" fa un po' figo, nell'autonomia...no. Anche le "BR" in alcuni evocano immaginari quasi "bohemien", o esercitano un certo fascino.

Forse ciò è un pregio, e forse  la causa di questa "ombra"  - che è difficilmente spiegabile dati, comunque la si veda,  le dimensioni del fenomeno, la ricchezza dell'analisi teorica e la quantità di giovani, donne e uomini che a questa esperienza hanno partecipato -  sta esattamente nei nodi che quella esperienza ha toccato, nel livello di lettura della società capitalista ( quantomai avanti) , nel protagonismo dato a nuovi bisogni, nella critica dello stato, dei partiti, dei limiti del marxismo ortodosso.
Insomma, causa di questo oblio è, probabilmente, la forza del concetto stesso di "autonomia", la lettura della società che implica, gli elementi di conflitto che introduce.
Il volume II di questa pregevole opera è diviso in tre sezioni. Una prima parte di testi in parte inediti  sull'"autonomia" (a cura di Miliucci, Pifano, Bifo ed altri).
La seconda sezione è una accuratissima cronologia che anno per anno raccoglie i principali fatti sociali e politici del paese, sino agli arresti del 7 aprile 1979, il teorema "calogero", una delle più odiose pagine giudiziarie con le quali Stato, PCI, DC e magistrati stroncarono definitivamente l'ondata antagonista di quegli anni.
In questa sezione è presente anche una ricca antologia di scritti teorici comparsi in quegli anni sui vari giornali dell'area.
La terza sezione, ossia quella "internazionale",  forse la più interessante  sezione, prende in esame la rilfessione internazionale sull'esperienza dell'"autonomia", e come, nel mondo, i suoi spunti teorici di lettura della trasformazione della società capitalista siano punto di riferimento obbligato nella lettura del capitalismo globale e della riflessione sulla liberazione dallo sfruttamento.
Nel libro sono presenti interventi anche interventi di Hardt, Negri, del mai dimenticato Primo Moroni, di Tronti, Paccino, Guattari e tanti altri.

Non so che seguito avrà questa recensione, ma mentre si chiude il trentennale del '77, mentre è sempre più evidente la residualità delle esperienze di partito e delle forme di lotta politica "consentite", il sempre più ampio spazio tra società e compatibilità di palazzo dove solo il capitale è possibile rappresentare, recensire questo libro, ed evocare quell'esperienza, era dovuto.



Roger Fisher, William Ury, Bruce Patton
L'ARTE DEL NEGOZIATO
per chi vuole ottenere il meglio in una trattativa ed evitare lo scontro
ed. Corbaccio


Saggio che sto leggendo per lavoro, e che aldilà delle criticità che gli muoverei, è un testo interessante ed anche utile.
E' un libro sul "negoziato", sulla trattativa, sul confronto, sulla comunicazione e sulla contrattazione.

Un testo assai pragmatico -e di facile lettura -che cerca di fornire strumenti per tutte quelle situazioni nella vita nelle quali trattiamo, negoziamo, comunichiamo con gli altri.
Come dire in modo più proficuo la medesima cosa, su quali elementi del "conflitto" concentrarsi, quali tecniche utilizzare, come - in ultima istanza - ottenere dall'altro quel che si vuole, preferibilmente con la massima soddisfazione delle parti.
E' un testo che se letto criticamente, alcuni presupposti del libro non li condivido ed alcune analisi sono secondo me un po' superficiali,  fornisce senza ombra di dubbio un valido aiuto in tutti quegli ambiti (dai rapporti interpersonali al lavoro, dai confronti dialettici alle trattative) nei quali dia-loghiamo con altri.


La promessa dell'assassino
regia di Daivd Cronemberg
Con  Viggo Mortensen, Naomi Watts, Vincent Cassel, Armin Mueller-Stahl, Sinéad Cusack, Jerzy Skolimowski.
A FrancoG lascio l'onere, se lo vedrà, di una recensione approfondita.
Io dico solo che ho trovato per l'ennesima volta un Cronemberg straordinario, un Mortensen bravo ed affascinante come non mai ,ed un ottimo Cassel (secondo me attore sottovalutato e sottoutilizzato).
Un film cupo ed inquieto, un dramma che prende forma nell'incontro tra la normale vita di una levatrice ed il mondo della malavita russa di Londra.
Codici etici,  rapporti di genere, gerarchie e rapporti tra "maschi", dilemmi esistenziali e morali, la famiglia.
Un lavoro da vero "maestro", in ogni particolare, ad ogni livello
.
lunedì, 05 novembre 2007, ore 15:55

MEGLIO LA BARBARIE



CHI SE LO FOSSE PERSO, GUARDI ED ASCOLTI LUTTAZZI SI G8, 17 NOVEMBRE, CHIESA, E PACCHETTO SICUREZZA.

Ora che ho la connessione a casa, non che abbia tantissimo da dire.  Più che altro mi dedico al download di film e musica  (number 23, grindhouse, planet terror,  la rassegna one shot '80 i primi tentativi)
Dovessi parlare di cose serie, potrei dedicarmi all'ineffabile Milziade Caprili, vicepresidente del senato, partito della Rifondazione Comunista .
Socialismo o Barbarie, insomma.
Meglio, molto meglio la barbarie.

lunedì, 26 marzo 2007, ore 14:58

BIBLIOGRAFIE

(CUCU...

SETTANTA..

SETTE...TE)

Rieccomi qui, dopo giorni di assenza. Il poco tempo dedicato al PC lo ho utilizzato per altro.
In ogni caso..direi che aver poco tempo per bloggare è confortante, no?

Corre il trentennale del '77. Sebbene tale "ricorrenza" si presti  ad una certa commercializzazione (basti guardare in libreria: anche la Annunziata c'ha fatto un libro su), non siamo in ogni caso ai livelli di "celebrazione" (e "celebrazione" per me non può che avere un significato negativo: mi pare che talvolta sia imbalsamazione) che si è soliti fare attorno al '68.

Alcunii giorni fa correva anche il trentennale dall'assassinio di Francesco Lo Russo,. Avrei voluto scriverci un post...ma ho lasciato stare:agli "anniversari" ed alle commemorazioni sono un po' allergico. Sarebbe tuttavia formativo leggere che cosa scriveva in quei giorni, su quei fatti,  "l'Unità".
Una delle cose poi che mi è più insopportabile, è leggere oggi interviste ad esponenti del PCI di allora che, facendo coccodrilleschi mea culpa parlando di quell'anno, se ne escono con cose tipo "eh..allora non avevamo capito".
Invece avevano capito benissimo, altro che.

"77" è in realtà un numero, una data che racchiude un qualcosa che va ben aldilà dell'esperienza dei 12 mesi di un anno solare.


C'è un libro che, a mio avviso, resta la migliore operazone editoriale su quegli anni, su quel percorso.

Un libro che ho letto tanti anni fa, nella edizione originale, ossia "Sugarco" (1988), e che è forse il testo che più è stato decisivo nella mia (se possiamo chiamarla così) evoluzione. (Potrebbe esser un motivo per non leggerlo, in effetti).

Lo ho riacquistato due giorni fa, nell'edizione Feltrinelli (uscita nel 1997 e nel 2003).

Parlo de "l'orda d'oro. 1968-1977. La grande ondata rivoluzionaria e creativa, politica ed esistenziale"

Nanni Balestrini, Primo Moroni
L'orda d'oro
Universale economica Feltrinelli
686 pp; euro 15,50

Scritto da Balestrini e da Primo Moroni (il grande fondatore della libreria Calusca:ero imberbe...ma quando lo conobbi rimasi affascinato) è un testo che, a partire dai fatti del luglio del '60 a Genova, tenta di ripercorrere il filo della memoria di un ciclo di lotte, sia dal punto di vista dei diversi approcci teorici e pratici, che dal punto di vista esistenziale, pur con quella "serietà" che evita quei ritratti caricaturali che vengon fatti sia da "destra" che, sopratutto "da sinistra" .

Un'opera rigorosa dal punto di vista storiografico, enciclopedica ma agile, leggibilissima, con tanti documenti e materiali, ed alcune integrazioni "postume". Un testo, a mio avviso, fondamentale. Non lo si può, insomma, non aver letto. Dovrebbero leggerlo sopratutto alcuni, che, aldilà delle posizioni che assumono, quando parlan di quelle esperienze mostrano davvero di non sapere di che parlano.

Altro libro - comprato anche questo - sicuramente meno "agile" ma non meno interessante, è "perchè il governo. Il laboratorio etico politico di Foucault", di Ottavio Marzocca, ed. manifestolibri, 24 eurini.

E' un testo che si concentra sulla fase del lavoro di Foucault attorno ai temi del "potere come guerra continuata con altri mezzi", della biopolitica, della "governamentalità", dell'autonomia delle pratiche di libertà, le forme di governo, l'autogoverno, eccetera.
Non lo ho ancora letto ma, dopo aver dato un'occhiata "random", mi pare che - tentendo conto del fatto che son temi ostici di per sè - sia un testo relativamente leggibile. Su quanto le intuizioni di Foucault siano incredibilmente attuali e costituiscano utensili straordinari, mi son già espresso più volte.

Ancora due segnalazioni.
Una è dedicata a qualcosa che è espressione di una sensibilità sicuramente diversa della mia, ma con la quale ho anche tanto in comune.
Interessante è l'ultimo numero della rivista "Libertaria, il piacere dell'utopia".  (www.libertaria.it)

Belli gli articoli sul "capitalismo di stato negli USA" e il pezzo/conversazione di Castells e Ibanez su "neoanarchismo e società contemporanea" .
Ecco un brano dell'introduzione all'articolo:  
"La diffusione capillare delle nuove tecnologie del World Wide Web offre alle istituzioni un mezzo potente per accrescere il loro dominio. Ma, nello stesso tempo, consente uno sviluppo dell'informazione e della comunicazione indipendenti, ordinate secondo modelli non gerarchici, che aprono la strada a forme inedite di critica e di lotta. Una tecnologia malleabile e svincolata dai fini impone la necessità di una nuova teoria del potere. Allo stesso tempo rivela la vulnerabilità dei sistemi di controllo sociale. Il dominio, oltre che nello stato, si esplica attraverso l'imposizione dei canali della comunicazione. Tra essi, certo, una crescente importanza è occupata dalla rete. Che però, per la sua stessa natura, tende all'eliminazione dello squilibrio di conoscenze tra dominante e dominati, con effetti potenzialmente dirompenti. Da qui sta nascendo un nuovo anarchismo"

INFINE.....BERTI/NOT IN MY NAME

Gustosa la contestazione fatta a Bertinotti stamane a Roma.
Aver visto le immagini al TG, aver notato l'imbarazzo del Fausto passato dalla disobbedienza alla preservazione dell'ordine dei lavori parlamentari campanellino alla mano, dalla ricerca del mondo "altro e possibile" alla costituzione di un partito con Mussi, osservarlo innanzi a quelli stessi che un anno fa blandiva e che ora lo contestano, vederlo irrigidirsi e rispondere "buffone a me? Chiedimi scusa", esattamente come quelli che lui stesso faceva contestare per gli stessi motivi solo 13 mesi fa...bhe, è triste ma divertente allo stesso tempo, veder come nel volger di pochi mesi ruoli e parametri mutino.
 

 

postato da moltitudini· archiviato in canzoni aforismi brani, moltitudine e impero·permalink · commenti (20)
giovedì, 01 marzo 2007, ore 19:45

APPLAUSI

La Voltapagine, di Denis  Dercourt (credo sia la sua opera prima. Esordio strabiliante . Bravissima Deborah Francois).
Come dico sempre..tra le poche cose che non son capace a fare (FrancoG invece ha un talento naturale) vi sono le recensioni, soprattutto se cinematografiche.

Dico solo che questo è senza ombra di dubbio il più bel film della stagione. Assoluto, superbo,  lirico. Da alzarsi in piedi alla fine ed applaudire un quarto d'ora.

Correte a vederlo.

SABATO 3 MARZO

Altra tappa, sabato, a Bologna.

Da Genova, partiremo in discreto numero. Con noi, anche un manipolo di giovani equadoriani, coi quali devo dire che il centro sociale sta facendo un grande lavoro, negli ultimi mesi.

A questo LINK, appello ed adesioni per la giornata di sabato (leggete entrambi, siate buoni).

 

Questi, orari treni e pulman speciali:

 

Milano - "No CPT Express" ore 10.30 Stazione Centrale
Parma - ore 11.50 Stazione ferroviaria
Reggio Emilia - ore 12.15
Rimini - ore 11.30 Stazione Ferroviaria
Forlì - ore 12.15
Imola - ore 12.45
Ferrara - ore 13.15
Firenze - ore 11.30 Stazione Santa Maria Novella
Nord-Est-
"No Border Train"
Marche - "No CPT Express"
Bari (Pullman) -
ore 01:30 da Largo Sorrentino
Napoli (Pullman) - ore 07.00 vicino Hotel Terminus (presso stazione centrale di Napoli).

Avrei avuto in animo di fare anche un post sull'utilizzo..."disinvolto" di alcune parole, definizioni...che ogni tanto noto letteralmente violentate, in giro per la rete... Ma difficilmente terrei a freno una certa perfidia evitando di sfociare nel cattivo gusto.

mercoledì, 21 febbraio 2007, ore 17:59

INIQUI CANONI

rai, sondaggi,boccassini

edit

dal discreto numero di visite ricevuto...suppongo molti sian venuti a vedere che avrei scritto sulla scivolata di oggi.
Francamente..c'è già tanta gente che si dispera
..così come tanta che strombazza..che ragionare sarebbe davvero arduo, visti gli animi così eccitati. 
E' il momento del..tifo, e salvo poche eccezioni, i più sono impegnati non a ragionare ma nel fare la curva nord(anzi sinistra)e la curva sud (destra) , oppure -in una dele due curve- a sottodividersi dandosi vicendevolmente colpe. Il tutto..senza parlare di politica e di "cose". Ma di nomi, contenitori, e di ragion di..fede.
solo...dico solo che...cazzarola: 9 mesi, è durato. Così poco non me lo aspettavo, dico la verità. Comunque smettete di strapparvi i capelli e di paventare la ditatura berlusconiana:faranno , al 99%, un bel prodi bis, che durerà ancora un pochetto, facendo cose che svarieranno dal nulla immobilista (se non dicono e non fanno, non litigano) al fare cose avverse a quelle per cui l'80% degli elettori dell'unione ha votato
.  

Qui non si esulta, non ci si rattrista. Si prende atto, e si cerca di osservare come le articolazioni e le contraddizioni di ciò che avverso si riorganizzano.

INIQUO CANONE UNO

Nuovo sondaggio..che inserisco a lato: paghi il canone rai?
Io trovo che la RAi non sia altro che...una pay Tv obbligatoria. E' una tv commerciale (non lo dico in senso dispregiativo..ma..descrittivo) che sta sul mercato esattamente come mediaset, che punta allo stesso target con il medesimo fine di fare audience e raccogliere pubblicità, che paga le sue star altrettanti miliardi,  che rincoglionisce i più nella medesima misura, eccetera. Legittimissimo, eh...ma il canone??? la RAi non fa certo "servizio" più di mediaset.
Se proprio la vogliamo metter su questo piano..l'unica emittente che fa minimamente "servizio" è la7.
Non si capisce perchè dovrei pagare questo iniquo prelievo forzoso (per altro aumentato dal governo che redistribuisce. E non è che il canone RAI si paga per aliquote legate al reddito..).
Che poi io debba considerare una TV..plurale e libera semplicemente perchè "proprietari" sono i partiti tutti, invece che uno solo....beh.....scusate...

Ci sarebbe da dire su quanto questo "problemone" della TV abbia obnubilato il popolo progo-ulivista-unionista (assieme al tintinnar di manette).
Dico solo che francamente, sentirmi dire (e lo ho sentito dire da tanti e spesso) che il principale problema da risolvere è quello delle TV e del conflitto di interessi...beh, non so se mi fa più ridere o incazzare.

INIQUO CANONE DUE

Ecco i risultati del sondaggio....su di "me". E' evidente che ho assai da dire sul..canone con il quale son stato valutato. Sento odore di broglio...qualcosa nel software non ha funzionato...ma accetto democraticamente il risultato, del quale prendo atto..e che pubblico...in una scala da 1 a 10 secondo voi sono...

presuntuoso 7.40
bello 3.48
nozionistico 6.92
narcisista 7.93
porco 7.70
feticista 7.64
intelligente 3.52
cunnilinguista 3.36
colto 3.38
cocainomane 7.20
noioso 5.00
scemo 4.72
frocio 6.69
sexy 3.09
brutto 5.72
casto 2.66
ignorante 4.94
serio 2.47
falso 5.95
fedele 1.85
infedele 7.33
sensibile 3.12
freddo 4.61
strutturalista 3.66
altruista 2.63
attivo 4.03
passivo 4.60
sedentario 3.12
un coglione 6.02
scopabile 3.60


CANONE MIO

Questa foto ritrae una terrorista:

(Ilda Boccassini)

Massimiliano Murgo, è indagato per: banda armata, associazione sovversiva ed attentato.
Lunedì mattina, con passamontagna e pistole in mano, è stato-assieme alla sua compagna - svegliato brutalmente per una...piccola perquisizione.
Comprensibli lo spavento e lo sconcerto. Per altro..su quali basi sia indagato nemmeno si è tanto capito. Intanto..non ha più tessera sindacale, agibilità politico sindacale pari allo zero, zittito.

Urbanamente, visto che da qualche giorno è additato nazionalmente come pericolo terrorista bla bla bla, è andato ieri in procura a chieder lumi..anzi, a dare una dichiarazione spontanea "scusate signori..io son qua, m'avete sfasciato casa e svegliato alle sei del mattino..io vi ho accolto in mutande, voi vi siete autoinvitati mascherati a casa mia e , puntandomi la pistola alla tempia..m'avete saccheggiato casa. Avreste..gentilmente..qualcosaa da chiedermi o spiegarmi, visto che leggo sui giornali che sono un terrorista?? Io sarei qua..":
La magistrata democratica nonchè diessina Boccassini lo ha (non) gentilmente mandato a cagare dicendogli di fare una richiesta scritta, se vuole aver l'ardire di conferire con lei, e che non rompa i coglioni, che lei c'ha da fare.
Fate voi...chi è terrorista. Sempre che questa parola un significato lo abbia.
Certo, è perlomeno concetto spesso assai relativo.
Probabilmente, nel dire che la Boccassini è una terrorista...mi rendo terrorista io stesso agli occhi di qualcuno.
Della serie..."verrebbe da pensare che"...
beh..verrebbe quasi da pensare che la sinistra di stato intenda colpire i meno compatbili, sopratutto se impegnati sul luogo di lavoro, per zittirli e delegittimarli. Come se non lo avesse mai fatto..d'altra parte. Sicuramente è ciò che avviene ora con Murgo, che sul posto di lavoro qualche problema lo dava.
Poi fra qualche mese Murgo verrà prosciolto. Ma intanto è un terrorista, e tanta gente è stata prosciolta dopo esser stata definitivamente rovinata, se non ammazzata di carcere democratico grazie a quelli che in teoria sono i giudici progressisti (di Naria, ho già scritto.Ma mica è l'unico).

Piccola notiziola a margine: gli integralisti  stanno per cambiare capo. Il posto di Ruini verrà preso dall'attuale vescovo di Genova, Bagnasco, che resterà  tuttavia vescovo.
Parrebbe una scelta destinata a mutare il ruolo della CEI, che tornerebbe ad esser più pastorale (nel senso che Bagnasco è molto più..parroco di Ruini, che è sempre stato un politico) e meno politica..almeno di dice, ma che renderebbe ancor più rilevante, dal punto di vista prettamente politico, il ruolo di Bertone, e quindi del vaticano.

 

 

lunedì, 05 febbraio 2007, ore 18:47

SEI PER L'EUTANASIA?

ALLORA SEI

 UNO

STUDIOSO DELL'ISLAM.

Sono abbastanza maturo ed assennato per apprezzare l'importanza di un sistema di pensiero prescindendo dall'eventuale  condivisione di esso.
Anni fa (non so se esista ancora, ma credo di si) leggevo sovente una rivista di filosofia politica , "TRASGRESSIONI", legata ad ambienti a cavallo tra "nouvelle droite" e "rivoluzione conservatrice", diretta da Marco Tarchi.
Lungi, ovviamente, dallo sposare queste...scuole, di quelle letture non posso non riconoscere spessore culturale e dignità intellettuale...insomma: le leggevo tutto d'un fiato e le trovavo affascinanti, utili, da conoscere.


Quindi, il fatto che io ritenga sciocchezze le cose dette da marcello Pera qualche giorno fa, c'entra nulla col fatto che non le condivido.


Ho sentito -sabato pomeriggio- il celebre filosofo dar fiato ad una serie di sproloqui prettamente dal punto di vista..filosofico, piuttosto che non politico.Il senso del'intervento era quello di dare una impronta ideologica, teorica, a Forza Italia.

Innanzi tutto (di lemmi stiam parlando) l'utilizzo del vocabolo "islamista"(che in italiano significa studioso dell'islam) come sinonimo di filoislamico, o meglio, filo-fondamentalismo-islamico.


Siccome in italiano non esiste "islamologo", utilizzare "islamista" come se significasse...."tifoso dell'islam", è una scemata, ed un filosofo, più in generale un umanista,  lo dovrebbe sapere.


La relazione la ho scoltata tutta. Popper, si rivolgerebbe nella tomba, ove potesse. Di "società aperta", parlava. Mi pare anche che lo stesso filosofo tanto amato da Pera, teorizzasse l'intervento dello stato in economia, qualcosa di un po' diverso da quanto l'ex presidente del senato auspica.


Ciò che ho sentito è stato un frullato privo della minima coerenza teorica, dove islam-comunismo-anticlericalsimo-eutanasia-pacs, venivano poco abilmente mischiati al fine di tratteggiare una organica fisionomia di un monolitico nemico contro il quale scagliarsi. Un delirio davvero comico..a un certo punto c'era tutto un panegirico sul filo che lega sovietismo a disegno islamico..per arrivare-come è ovvio- ai pacs.
Credo che Pera non ignori che l'URSS invase l'Afghanistan - per altro giustificando ciò con una propaganda assai simile a quella occidentale di oggi, se andiamo a leggere i documenti di allora - non certo con l'obiettivo di sostenere l'islam. Dove stia il nesso tra l'esercitare un diritto individuale all'eutanasia e l' islam, ho tentato di provare a capirlo..ma non vi sono riuscito.


Non banalizzo affatto quanto ho ascoltato  se affermo che, per Pera, chi chiede l'eutanasia o il riconoscimento delle coppie omosessuali, è strategicamente ed organicamente alleato degli "islamisti". Si badi...non è nemmeno che dicesse che chi propugna ciò, incosapevolmente, tenderebbe ad indebolire le radici della nostra società "cristiano-giudaica-occidentale" creando basi favorevoli per la conquista del mondo da parte dell'...Islam, che è ciò che alcuni dicono. Affatto: lui parla di un disegno organico , strategico, consapevole.

Lui, Pera, dice, testualmente "sono contro i pacs perchè sono laico..sono contro l'eutanasia perchè sono liberale (candidato anticlericale  nella lista Pannella nel '92, per altro, ma non solo: fu uno dei più feroci giustizialisti come Di Pietro iniziò a far tintinnare manette, per poi convertirsi nel '94 al più nobile dei garantismi..non è certo uno dal percorso lineare. Ma solo gli scemi non cambiano idea: è la scusa con la quale in questo paese si può dire e fare tutto e il contrario di tutto).

Poi dice anche, e qui è accademicamente corretto, che è liberale perchè è "contro lo stato proprietario".
E' senz'altro liberale questa impostazione, peccato che poco prima teorizzasse lo stato come proprietario del corpo e della vita, perchè è ciò che si sostiene,  nel momento in cui si oppone al diritto individuale di decidere per tempo se e come continuare a vivere , se ricevere o meno una cura, ove ci si trovasse in determinate condizioni sanitarie.
Esser contro lo stato proprietario...ed impedire di poter decidere da sè per sè...lo trovo curioso, dichiararsi "laico" e stabilire che gli affetti omosessuali valgano meno di quelli eterosessuali, è altrettanto singolare (eh si, perchè ora ciò che qualche tempo fa significava laico...è "laicista", e con tono tutt'altro che positivo:va infatti di moda dire che è molto laico legiferare secondo dettame si romana chiesa, se ti opponi a ciò, non sei un laico, ma un laicista. Laicista..islamista, ovviamente). Nella parabola da egli raccontata, vie  fuori che pure il PCI era un partito anticlericale: mi chiedo in quale paese vivesse, Pera, nei lustri passati.


Quindi, il problema di Pera non sta tanto, per me, nel fatto che arrivi a quelle posizioni, ma nell'insipiente (voluta, non voluta?) incoerenza superficiale che presuppone la sintesi a cui giunge.
Popper era  un pensatore critico verso i "totalitarismi".
Aldilà che sia giusto o sbagliato, pensare che debba esservi coincidenza tra diritti e libertà dell'individuo e una morale religiosa, non è forse un embrione di totalitarismo? Pera ha ovviamente tutto il diritto di opporsi a ciò che vuole, ma non si dica "laico" o "liberale", perchè non è che le parole possan sempre signfiicare ciò che ci pare.
E questo vizio di analfabetismo è assai diffuso, da un lato, e dall'altro.

 

Due segnalazioni.

A questo LINK trovate la recensione scritta da Sandro Mezzadra dell'ultima fatica di Saskia Sassen (ora uscito in inglese, dovrebbe uscire per il saggiatore nei prossimi mesi).
Qui  sempre dal manifesto, un.."dialogo" polemico, che mi ha divertito, tra Carla Ravaioli e Valentino Parlato. Inutile dire quale delle due posizioni, pur nei suoi limiti, mi trovi più vicino.

 

Intanto, si avvicina il corteo del 17 a Vicenza (ci sarò). Come ha detto qualcuno sabato..non sarà un corteo contro ignoti.

postato da moltitudini· archiviato in canzoni aforismi brani, moltitudine e impero, lemmi·permalink · commenti (34)
domenica, 21 gennaio 2007, ore 16:10
RIFORMISTA
(LE PAROLE SONO
IMPORTANTI?)


La povertà del dibattito politico italiano di palazzo porta spesso alla riesumazione di termini che, recitati a lungo come fossero mantra, perdono il loro significato originario, vengon sconnessi da un legame con il loro contenuto sino a perdere senso,o addirittura ne acquistano uno di segno inverso a quello iniziale.

La parola magica di questi mesi, direttamente riesumata dalla II internazionale è "riformista". Curioso: i cultori del "nuovo" hanno bisogno - per darsi una identità - di recuperare una antica diatriba ottocentesca. Sentiamo questa parola ogni giorno, hanno pure fondato un quotidiano, con quel nome.

Banalizzando un po', sembra che esser "riformisti" significhi ridurre la spesa pensionistica, alleggerire il welfare e privatizzare/liberalizzare.
Eppure,,."riformismo" non è che significhi  il mero atto di "riformare" qualcosa. Questo è semmai "cambiare", perchè rifomista in politica avrebbe un significato preciso connesso al fine.
Altrimenti, tanto per dirne una, la Lega Nord sarebbe un eccellente partito riformista, visto che ha in agenda una riforma assai profonda dell'assetto istituzionale.
Eppure, nel dibattito della "sinistra", nella storia del movimento operaio, riformista aveva un significato un po' diverso da quello odierno.
Lo dico non in modo valutativo (nel mio ambiente dare del "rifomista " a qualcuno non è un complimento) ma banalmente descrittivo: è davvero uno scherzo fatto al vocabolario che una Bindi, una Binetti, un Fioroni...si definiscano "riformisti".
Sintetizzando:  "riformista" - nell'ambito del dibattito tra sinistre - nasce come parola che definisce quella parte del mondo marxista e socialista di fine 800 teso a giungere alla trasformazione del "capitalismo" mediante l'azione legale e democratica, in contrapposizione con coloro i quali - tesi al medesimo obiettivo, il superamento del capitalismo -  proponevano lo strumento rivoluzionario.
Oggi "riformista" pare esser quasi sinonimo di liberista. E' curioso.
In molti blog vedo un banner "io sto cone le riforme". Si, quali?

Volessimo utilizzare in modo rigoroso questo termine, rifondazione comunista è un partito riformista.
Persino i movimenti, in realtà, sono "riformisti".

Difficilmente si può..."scientificamente" utilizzare questa parola per descrivere la "margherita", erede della DC: è roba da analfabetismo politico. Si può in effetti parlare anche di un certo riformismo cattolico, in Italia: ma credo che ciò si possa dire di quei 4 signori che vanno sotto il nome di "cristiano sociali", per i Carniti, per gli Ermanno Gorrieri...non di De Mita, o di flagellanti dell'Opus Dei, o per quei settori politici cattolici strettamente legati alla CEI.

Eppure questa riesumazione lessicale va a braccetto con la creazione del partito democratico (quello che un annetto fa descrissi come partito "tautologico", ironizzando sulla indefinitezza del nome. Per altro in europa c'è un embrione di partito democratico,promotori, oltre alla margherita, sono i democristiani francesi dell'UDF, nulla a che vedere con il "riformismo").

Tralasciando il basso senso del ridicolo che ha Fassino quando sul'espresso paragona l'impresa alla riunificazione delle Germanie od alla gestione spagnola della prima fase post franchista (è insomma convinto che tra 50 anni leggeremo di lui sui libri di storia..pazzesco), la riesumazione del termine è in larga parte legata a ciò: al cammino verso questa informa creatura..nemmeno politica, ma elettorale.

In sostanza, il PDS/Ds non è riuscito nell'impresa sognata alla bolognina: creare un partito socialdemocratico di dimensioni europee. In 16 anni, ci si è barcamenati attorno a percentuali del 17 o 18%.

Praticamente la Quercia non ha mai guadagnato un consenso in più che non fosse la risultanza dei voti del PCI meno quelli persi con la scissione.

Come ovviare a questo deficit tutto politico? Attraverso una operazione meramente algebrica: serve un grosso partito di centrosinistra che arrivi al 30%? Si fondano gli eredi del PCI e quelli della DC (che stanno più o meno al 10) ed il gioco è fatto. (Pensate..DC e PCI destinati a fondersi...che paese strano)..Siccome tale creatura è indefinibile e priva di collocazione nello spazio e nello storia, la si chiama "democratica" (che vuol dire niente, un partito parlamentare è democratico per definizione) e si dice che è riformista.

Ma senza esser scienziati della politologia...definire partito riformista una forza che ha come deputati quelli citati sopra, o il fondatore di AN, Fisichella...è semplicemente... improprio.

La crisi del linguaggio copre una crisi di identità e di senso. Ma ha radici antiche, questa crisi: nemmeno un partito socialdemocratico in senso proprio, è mai esistito, in Italia.

Ora torno ad esser valutativo e non descrittivo, dicevamo..le pensioni, quelle che i "riformisti" vogliono tagliare. (eh si, perchè quando sentite i TG che parlano di "rivedere i coefficienti" quello vuol dire: siccome vivrai di più, ti daremo un assegno più basso, bastardo).
Premesso che grazie alla riforma DINI ( quello che -altra cosa curiosa- fu in grado di essere tanto un ministro del governo Berlusconi quanto primo ministro di un governo di centrosinistra....poi mi dite che son diversi, mah) del '95, chi ha la mia età andrà in pensione grossomodo con 400-500 euro al mese.
Ma se - perchè non è detto - la pensione è un diritto, come tale, può tale diritto vertere attorno al concetto di profitto?

Cioè, è possibile che un diritto come la pensione deba esser subordinato al fatto che generi un attivo per lo stato? E' riformista subordinare l'entità dell'assegno, e quindi la qualità della vita del pensionato, all'esigenza di avere un saldo attivo? Quindi, alla lunga, sarà valido anche per la sanità: vi curiamo se possiamo guadagnarci. Che differenza c'è, in fondo?

A me pare odioso. Così come mi pare odioso che a parlare di ciò, in tv, (con quell'espressione infastidita al solo pensiero che si debbano quasi regalare due soldi ai vecchi)e che a sottolineare come problema fondamentale quello di spendere meno per le pensioni, siano esponenti di confindustria o parlamentari che avranno una pensione di 15000 euro dopo soli due anni di legislatura.

DUE SEGNALAZIONI
Una, per i genovesi : si sta lavorando all'organizzazione della presentazione a Genova di "good bye mr socialism", sarà presente..l'autore. Mi han detto che a la7 Toni è stato in forma, spero di trovare on line la trasmissione...che mi sono perso.
L'altra, per tutti: questo film è straordinario. Correte a vederlo.


domenica, 07 gennaio 2007, ore 01:52

BUON ANNO

Dall'inizio del 2007 in Afghanistan sono morte 45 persone, tra cui un bambino morto per l'esplosione di un ordigno nella città di Khos.
Incursioni NATO, incursioni dell'esercito afgano, attentati, azioni ad opera dei talebani, vendette eccetera: uno scenario non dissimile da quello che si verifica nell'altro feudo oggetto di contesa nello scenario imperiale di guerra globale permanente,  l'Iraq, e frutto delle medesime logiche di "polizia" con le quali l'impero cerca di tenere a bada il ribollire delle province.
Un risultato però lo si sta ottenendo: nel 2006 i campi di papavero sono aumentati rispetto al 2005 del 59%.
Afghanistan ed Iraq, scenari analoghi, come in realtà avviene da secoli. Da un lato il pupo Maliki, dall'altro Karzai. Come in  Iraq, in Afghanistan non è cambiato nulla. La sharia è legge tanto nel sud pashtun quanto nel nord.
Anche Karzai, come Maliki, è a capo di un governo che impicca e lapida.
Chissà perchè....da qualche tempo, diciamo...da aprile a questa parte, di Karzai e dell'Afghanistan si parla di meno. O meglio, se si vuole sapere e conoscere si sa e si conosce, a livello però di superficie...risulta più facile parlare di Iraq, e dei cattivi americani che hanno deposto un tiranno sostituendolo con altri tiranni.
Con retorico impeto si accusano ogni giorno gli USA per quanto avviene in Iraq.
Un po' meno per il medesimo operato in terra afghana.
Questa estate ho letto questa puntuale descrizione di quanto stanno facendo le forze occidentali in quelle terre:
"Il Comando dell'operazione è affidato al Comando Centrale americano (USCENTCOM) situato a Tampa (Florida, USA)... L'operazione militare è parte della guerra globale che impegna la grande coalizione nella lotta contro il terrorismo, denominata Global War Against Terrorism (GWAT)".
E' in atto la terza fase, che prevede l'impiego di unità di terra... Circa le attività volte a neutralizzare le sacche di terrorismo ancora presenti, le possibili basi logistiche ed i centri di reclutamento, la fase, dopo un periodo iniziale di intensi combattimenti, sta evolvendo in operazioni di interdizione di area per la completa bonifica del territorio. Sono operazioni condotte mediante pattugliamenti, posti di blocco ed eliminazione delle residue presenze di Al Qaida, sulla base dell'attività di "intelligence"
Operazioni a cui "contribuiscono 70 Paesi dei quali 27, tra cui l'Italia, hanno offerto "pacchetti di forze" da impiegare, per la condotta dell'operazione militare vera e propria".


Giusto...sbagliato...non lo so. Ciò che so..è che con tutta la ragionevolezza del mondo non comprendo come si possa frignare per la guerra in Iraq..ed appoggiare un governo che fa questo in Afghanistan. O tutte due..o nessuna delle due.
Ah,non ho tratto queste parole dal sito di quei cattivoni dell'esercito americano.
Ma dal sito del ministero della difesa del governo Prodi.

Oggi, sempre in tema di Iraq, mi hanno colplito queste righe:


"in Mesopotamia [Iraq] gli inglesi sono stati attirati in una trappola dalla quale sarà difficile che riescano ad uscire con dignità ed onore. Ci sono stati trascinati con l'inganno e la costante occultazione di informazioni. I comunicati da baghdad sono tardivi ed insinceri. Le cose stanno andando molto peggio di come ci dicono. La nostra amministrazione è più sanguinaria e inefficiente di quel che sa il pubblico. Non siamo lontani, oramai, dal disastro."


No...non sono parole dette da qualche esponente della sinistra laburista o da qualche parlamentare liberaldemocratico e rivolte a Blair. Sono parole scritte nel 1920 per il Sunday Times da..T.E. Lawrence, alias..Lawrence d'Arabia.

EDIT!!!!

Per far si che non si pensi che di certe guerre è bene parlar meno per non correre il rischio di criticare il governo "amico", Tisbe, nei commenti al post precedente, mi dice, illuminandomi: E tanto per essere completa e definitiva, non parlo dell'Afghanistan non perché io sia filogovernativa ma perché non sopporto i talebani: mi sono antipatici anzi mi stanno sul caxxo!

Cavolo. Non fa una piega. Ovvio che io parli e critichi la guerra in Afghanistan o abbia criticato in estate le scelte israeliane nel corso del conflitto isarelo/libanese, non certo per una critica alla logica di guerra imperiale, al modello di rapporto oriente/occidente ed alle logiche di dominio che animano questi conflitti, nonchè per i disastri e le migliaia di vittime civili che provocano: ne parlo perchè è chiaro che io sia un fan dei talebani , mi sono un sacco simpatici quei giovanotti, ed adoro il loro modello di società, e anche perchè, di recente convertitomi, sia convinto seguace di Nasrallah, del quale conservo gelosamente una foto sul comodino. Analogamene...se di Afghanistan non parliamo perchè ci stan antipatici i Talebani, suppongo che di Iraq invece si scriva perchè Saddam era nu bravo guaglione.
Mi inchino deferente.


tagli sociali

Mentre il 2007 vedrà un aumento delle spese militari (siamo settimo paese al mondo), come è noto diminuisce la spesa sociale. Mi pare coerente, ed è certamente ciò che tutti desideravano con l'anelato cambio di governo, l'importante  è il rapporto defici/PIL. Come..non importa.
Una piccola storia genovese. Primo gennaio 2007: chiude "il trampolino", un centro diurno (l'unico in liguria nel suo genere) che si rivolge a tossicodipendenti, e con ottimi , pare, risultati: l'88% degli utenti seguiti non ha avuto ricadute, l'89% degli utenti ha aderito al percorso presentandosi al centro ogni giorno, più del 50% degli utenti ha trovato un lavoro. Poche storie: si chiude. Decine e decine di persone non avranno più questo centro come punto di riferimento, e 4 operatori sono disoccupati.
Ma c'è di più: gli operatori scrissero un mese fa -visto che stava per scadere il contratto -agli assessori regionali Montaldo e Costa (Ulivo), al direttore della ASL, al direttore del dipartimento delle utenze. Devono ancora rispondere. Intanto il centro ha chiuso.

Spendere qualche soldo in meno in armi o per le scuole private...e non tassare il pronto soccorso e chiudere centri come questo..no, eh?
Grazie giunta regionale di centrosinistra, grazie Padoa Schioppa, grazie Turco.

CINEMA


Passiamo ad argomenti più ameni.

Ho visto "la sconosciuta", di Tornatore. Come un po' sospettavo..lo ho trovato mediocre. Ho trovato ottimi gli attori, superbo - benchè non lo sopporti -Michele Placido. Abbastanza banale il resto. A tratti...davvero stucchevolmente didascalico...in altri momenti, un film che si guarda allo specchio, come se il regista di dicesse "quanto sono bravo".
Godibilissimo invece "il mio migliore amico", di Patrice Lecomte.
E qui, intendo fare un'ode a quello che secondo me è il migliore attore attualmente presente nel globo: Daniel Auteuil. E' incredibile come egli sappia passare dal ruolo del duro,  spietato, quasi malavitoso poliziotto (in "36") a quello dell'atarassico ed insensibile liutaio in "un cuore in inverno", dall'impiegatuccio privo di personalità che deve salvarsi il posto di lavoro in "l'apparenza inganna", al folle psicotico padre di famiglia in "l'avversario", e così via.
A me basta che ci sia lui...ed io corro. Son quelle cose che uno fa anche fatica a descrivere con le parole, o comunque io non sono capace: mi piace.
Spero di riuscire a vedere nei prossimi giorni "il grande capo" di Lars von Trier, "le luci della sera " di Kaurismaki, e "Cuori", di Resnais.