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"da bambino giocavo con le pentole" convivente con 6 mici: Marx, Takeshi, Paride, Omero, Khalì e Micilla! diffondere conflitto-fare movimento-autonomia-ciclista urbano-militante gattofilo e fondamentalista anticlericale.

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domenica, 13 aprile 2008, ore 23:34
No, non parlo del risultato che tra qualche ora sarà noto.

Non so se vi sia mai capitato di fare gli scrutatori o i segretari durante le elezioni. Chi lo ha fatto sa che il lavoro può andare liscio come l'olio, in un simpatico clima di amicizia e concordia, così come sa che posson presentarsi tutta una serie di fattispecie critiche.

Per la soluzione di queste fattispecie, talvolta sono errori anche seri, esistono tutta una serie di soluzioni che posson esser o ineccepibili dal punto di vista della formalità e dei crismi ufficiali, o avere un connotato un po' più "informale" e pragmatico che permette di uscirne vivi in modo furbo, salvaguardando la regolarità del voto pur con qualche furbizia: necessario sotto questo aspetto esser anche flessibili, non rigidi ed avere nervi saldi concentrandosi sull'obiettivo...

Questa, la premessa.

Ora, sia ieri che oggi sono stati commessi dalle scrutatrici alcuni errori, alcuni anche discretamente palesi.

Come ho detto, a autto c'è comunque un rimedio. Va detto che se gli errori sono stati commessi per leggerezza o poca attenzione, la presidente in alcune occasioni è stata poco attenta nel dirigere i "lavori", dando indicazioni ferme da eseguire in modo pedissequo.

Il problema però è che innanzi all'errore conclamato la presidente non ha per nulla la lucidità e la tranquillità psicologica necessarie a risolvere nel modo più proficuo la situazione, e si irrigidisce nel recrimininare ed imputare gli errori, senza passare "oltre".

In mezzo, io, segretario (ruolo che non prevede alcuna autorità decisionale ufficiale, che solitamente svolgo con l'indole del "fantasista/consulente") che per quel poco di esperienza in più che posso avere vengo - da un lato - interpellato per individuare l'errore nella "filiera" o per consigliare la possibile soluzione - dall'altro sono cercato come figura "intermedia" di mediazione nella relazione tra le 5 mie compagne di avventure, gruppo nel quale oramai il clima è irrimediabilmente compromesso.

Gli errori sono marchiani (inanellati in una serie che ha del comico) ma tuttavia risolvibili, però in questo clima la vedo dura, molto dura, perchè mancan la serenità necessaria e perchè l'obiettivo delle varie parti in causa è perlopiù dimostrare la responsabilità altrui e non cercare rapida soluzione nell'interesse di tutti.

Sono seriamente preoccupato, dico davvero, e prevedo lungaggini che mi distoglieranno dal cianciare televisivo post elettorale.
martedì, 08 aprile 2008, ore 20:53
E intanto, ieri era il 7 aprile. Per molta gente, questa data, gente che c'era e gente che come me non c'era, ha un significato, ed ogni anno quando ci si sveglia ci si dice "toh, oggi è il 7 aprile".

Credo sarà il mio ultimo post pre elettorale.
Tento una serie di previsioni sui risultati (non di auspici) ben sapendo che previsioni del genere (metto le mani avanti) le si fanno per sbagliare.

a) In generale: questi due anni sono stati quelli della vulgata cosidetta "antipolitica".

Grillismi, generiche invettive "prepolitiche" contro "la casta" (non a caso, secondo me, alimentate in un certo modo da penne vicine ad alcuni poteri forti), a-ideologica sfiducia verso il sistema, eccetera.

Bene, la prima previsione che faccio è che non vedremo significative tracce di questa "antipolitica" nelle urne, un po' perchè a certe lamentatio eravamo abituati anche ai tempi della DC, che poi regolarmente faceva il pieno, un po' perchè per certi versi, nel turbolento maquillage elettorale (a soli due anni di distanza l'80% dei simboli sulla scheda sarà ancora una volta completamente diverso), i contendenti principali  sono  riusciti ad assorbirne in larga parte le pulsioni.

I segnali di una ricaduta elettorale di questo fenomeno a rigore dovrebbero essere due: un elevato astenionismo ed un risultato significativo delle liste e dei partiti in qualche modo (a torto od a ragione è altro discorso, parlo dell'immagine) riconducibili alla "protesta" o all'antisistema. Non credo ci sarà un astensionismo particolarmente sostenuto (due anni fa votò l'83,6%. A mio avviso ci si fermerà attorno al 79-81%), e non credo che nessuna delle liste cui alludevo realizzerà performance degne di nota (salvo in qualche misura "la Destra", che in ogni caso non penso supererà il 4%).

E' chiaro però che questa variabile (l'astensione) rischia di incidere parecchio.

Vincerà il PDL, ma c'è ovviamente l'incognita senato, rispetto all'attribuzione dei seggi (non tanto rispetto a chi prenderà più voti). Una camera eletta da una plateta per "statuto" non rapresentativa dell'intero corpo elettorale deciderà le sorti del prossimo governo. A me della rappresentanza parlamentare importa un fico secco, ma in termini di "scuola", di...filosofia costituzionale, ciò è inaccettabile: praticamente per virtù anagrafica c'è una parte di elettori che determina più dell'altra. In ogni caso la PDL una decina almeno  di senatori in più del PD li avrà. Poi, si sa: sono circa un centinaio ogni volta i parlamentari che cambiano schieramento (ma sono voltagabbana solo se vanno di là, se vengon di qui son galantuomini)
Una riflessione aggiuntiva: è curioso notare come pur nel mondo sempre più "globale", lo  spazio "europeo" e quello mondiale/internazionale siano state totalmente elusi, come se non ci riguardassero.

b) I partiti maggiori

Rispetto alla variabile di cui sopra, sarà interessante, aldilà delle percentuali, dare una occhiata ai voti assoluti. Il Partito Democratico parte dagli 11.928.362 (31,3%) raccolti dalla lista unitaria "Uniti nell'Ulivo", embrione dell'attuale PD. Il Popolo della Libertà dai 13.752.038 raccolti da F.I ed A.N. due anni fa (36%, più spiccioli di altre forze piccole ora confluite).
Nessun smottamento epocale: inusuale in Italia.
Entrambi hanno in parte dei prezzi da pagare in termini di immagine: i primi rispetto alla (in termini di percezione) non enorme popolarità del governo Prodi (alle scorse amministrative ciò fu pagato duramente), i  secondi perchè oggettivamente l'immagine di Berlusconi è più logora di un tempo, meno nuova, necessariamente meno mitopoietica degli anni scorsi (non a caso, per la prima volta il faccino del cavaliere non è stato utilizzato nei manifesti elettorali).
Questo per ciò che riguarda gli aspetti critici, c'è però un elemento che in dialettica con questi favorirà entrambi: quella sorta di costituzione "materiale" che trasforma un voto legislativo e per eleggere una rappresentanza parlamentare nell'elezione pseudopresidenziale di un presidente del consiglio. Ciò inevitabilmente inciderà e farà recuperare ad entrambi un po' di consensi. Franceschini ha praticamente invitato la sinistra arcobaleno a non presentarsi.

Ritengo tuttavia che - pur perdendo le elezioni- rispetto al voto "potenziale" sarà Veltroni a recuperare, ad ottimizzare di più, in termini relativi (è riuscito a rompere in termini di immaginario col governo precedente, non ne pagherà l'eredità), rispetto al cavaliere. Prevedo qualcosa attorno al 33-34% per il pd e qualcosa tra il 40 e poco meno per la PDL (parlo dele liste, non delle coalizioni. La Lega -e gli autonomisti di Lombardo-  crescerà rispetto al 4,6% di due anni fa preso assieme all'MPA).

Al loft i ben informati dicono si sia fissata come soglia il 35% (che sarebbe secondo me tantissimo), dato sotto il quale si aprirebbero le rese dei conti, eventuali dipartite, e volare di stracci.

c) i reietti
La Destra andrà benino. Sotto il 4%, ma benino. AN nei territori sta perdendo molti colonnelli e militanti. E' stato straordinario Fini: pochi mesi fa, lanciata l'idea del partito unico berlusconiano, liquidava la cosa parlando di "comiche finali", denunciando come giammai AN potesse confluire in chissà cosa dall'oggi al domani. Detto fatto. Qualche danno agli ex camerati,  al senato, "la destra" lo farà. Danno che comunque col tempo sarà relativo e che servirà al limite a stabilire nuovi equilibri nel centrodestra, del quale il partito di Storace continuerà comunque a fare parte. E' secondo me un po' più netta, aldilà delle contingenze,  la frattura tra sinistra arcobaleno e PD piuttosto che quella tra "la destra" e PdL.

Sulla "sarc" evito considerazioni personali per non innervosire gli eventuali compagni rifondati genovesi lettori in incognito, magari ancora col fiatone dopo la biciclettata elettorale (percorso: piazza Montano - Piazza Settembrini) di sabato scorso. Certo, difficile per i militanti di un partito convincere gli altri a votarlo quando il suo segretario regionale fa lo sciopero della fame contro i vertici nazionali.
Ora, il disastro previsto da certi sondaggi (addirittura 6%) non mi pare credibile. Certo, l'8% è seriamente a rischio. Immagino qualcosa tra il 7 e l'8. Elettoralmente comunque un brutto colpo, rispetto al 10,2% dei tre partiti due anni fa. Una milionata di voti persi, o giù di lì.

Interessanti, anche se non le condivido del tutto, alcune riflessioni di Ida Dominijanni sul "manifesto" di oggi, su astensione, rappresentanza, PD, Sin.arc. Procuratevele, se potete.
*ah, sempre su "il manifesto", domenica, Parlato scriveva:"
bisogna votare per i candidati della Sinistra l'Arcobaleno, scegliendo tra questi quelli che più stimate". Qualcuno lo avvisa che le preferenze non ci sono da qualche anno?

Mi è difficile fare previsioni sull'UDC: meno in ogni caso del 6,8% di due anni fa. 6%, se va bene.
L'incazzato Boselli, col suo Partito Socialista, presumo potrà rallegrarsi se riuscirà a superare l'1% buono per il rimborso elettorale.


d) ci abbiamo provato

Nulla di sconvolgente accadrà per le varie liste "outsider": per il bene comune, sinistra critica, unione democratica, PLI, aborto no grazie (più quelle che si presentano solo in alcune circoscrizioni).
Tutte sotto l'1% senza ombra di dubbio.

Vale per sinistra critica, malgrado i prestigiosi "endorsement" degli ultimi giorni (Chomsky, Onfray, Loach ed altri).

Vale per il partito comunista dei lavoratori di Ferrando (che pure viene da risultati relativamente soddisfacenti alle scorse amministrative). Anzi, pur se nella distanza i primi mi sono un poco più simpatici, credo che il PCL prenderà qualche voto in più dei cugini di Krivine. Incomprensibile (ma mai quanto quella tra pcl e pdac) alla gente "normale" questa divisione, incomprensibile, però,   quanto inevitabile.
Per quello che posso aver nasato in giro e per come conosco i miei "polli", sensibilmente diverso l'(esiguo) elettorato delle due forze.

A ruota (robe tipo 0,3..0,4 però non mi stupirei se superasse sinistra critica) la simpatica lista di Rossi-Montanari, Per il Bene Comune, sostenuta anche da Elio Veltri e soggettività grilliane più "di sinistra". Ho appreso di aver svolto una funzione informativa che non mi attendevo: alcuni han conosciuto l'esistenza di questa lista sul mio blog.

Lista "a-ideologica" che pure recupera molte tematiche di "movimento": dal disarmo, all'ambiente e territorio, dai cpt al precariato, ai diritti civili.

Previsioni fatte, pronto a "smarronare". Ma chi non fa..non sbaglia, eh, non fate i fighi a rimproverarmi tra una settimana gli eventuali errori.

Infine, io.

Io, che intando rimando ancora al bel documento di Sandro Mezzadra QUI
Volevo pubblicarne uno stralcio..ma evito, così magari lo leggete.

Per quanto riguarda me - pur non rinnegando la scelta individuale di voto per "sinistra critica" - ritengo questo passaggio del tutto irrilevante rispetto alle mie, alle "nostre" prospettive, alle prospettive di chi si sente parte di quel "materiale resistente" di cui parlava Mario in un commento  qui, e, di conseguenza, ritengo il non voto scelta "sana" da fare senza alcun senso di colpa, magari vittime  degli sterili ed astratti richiami al "diritto di voto", alle cose tipo "ma così decidono gli altri", perchè su quel terreno, decidono comunque gli altri, quegli altri, come questi due anni hanno dimostrato, quale che sia il vincitore.
Altrove ci muoviamo, aspettando l'onda.

Insomma, che dite delle mie previsioni, a parte che ho partorito un pippone assurdo?
Sbilanciatevi, tanto non vincete niente.
mercoledì, 02 aprile 2008, ore 23:40
Se ne parlava stasera a "l'infedele".
CHI, la nota rivista gossippara, ha dato il suo contributo nel dirimere la complicata matassa elettorale.
Scelte sei candidate, è stato somministrata loro una check list di questa natura: tacchi 12 o 7cm? Dove si mette il profumo? Armi di seduzione? Perizoma o slip? Trucco? Jeans o gonna? Gioiello più costoso?
Da "CHI" non ci si poteva certo aspettare qualcosa di diverso.
Troppo facile però derubricare il tutto a sciocchezza da giornale berlusconiano.
La cosa più curiosa infatti (o grave, od offensiva, o divertente, o deprimente, fate voi) è che sei candidate che invece che rispondere "guardi, la campagna elettorale è una cosa seria, non ho tempo per queste stronzate, non voglio trattare le donne come cretine, parlerei d'altro" a farsi trattare da cretine, a avvalorare che in fondo un giornale femminile se sfiora la politica di queste stronzate deve parlare, ci sono state.
Non che io pensi che la campagna elettorale sia una cosa seria, ma un candidato dovrebbe fingere di pensarlo.
Alessia Mosca, Dorina Bianchi e Anna Finocchiaro (PD) Chiara Moroni, Stefania Prestigiacomo e Laura Ravetto (PDL) hanno ritenuto serio ed importante pensare di raccontare dove si mettono il profumo, o che mutande portano.
Stendo un collant pietoso sulle risposte.

Mi attendo a questo punto un servizio di "men's health" o del "guerin sportivo" che a Casini, Calderoli, Ferrara, Bertinotti e Fassino chieda: pedalini o calze? Con la prostata tutto ok ? Come se la cavava con le gare di rutti da bambino? Piscia più lontano lei o Bossi? Guarda la cacca dopo che ha espletato? Quante ne ha castigate? Se lo scrolla? In doccia sopo la partitia di calcetto, guarda imbarazzato il pirllo dei compagni per fare confronti?
Sullo stesso giornale, la Madia, con uno sforzo a dire il vero un poco più impegnativo, asseriva di volere "una politica mamma" .
Stereotipi e archetipi bipartizan.

Tra le chicche rilasciate in questi giorni dai candidati, brilla la proposta di mandare in missione soldati volontari  sedicenni.
Proposta fatta nell'ambito di una serie di dichiarazioni che se uno le leggesse senza sapere che....vabè, ma non vi dico chi ha detto ciò, nè dove si è candidato: non vorrei influenzare il voto.

Insomma..non ho nulla di particolare contro la DC di Pizza: ma spero che non insista col proposito di far rinviare le elezioni, sennò l'intervista ai maschietti paventata qui potrebbe anche aver luogo, per riempire i tempi morti, e saremmo costretti a registrare altre interviste come quella cui alludo qui sopra. (anche se la batttuta di Vauro di qualche settimana fa "non cè più il governo Prodi...non c'è ancora quello Berlusconi..godiamocela" era efficace).

Anche quest'anno sarò impegnato ai seggi: segretario. Venerdì, riunione tecnico informativa.
Intanto ho notato che su molti blog (qui, qui) gira ancora convintamente la stronzata delle bianche "alla maggioranza". Chiaramente quelli a cui ho chiesto "ma scusa, se per prender il premio di maggioranza basta avere un voto in più dell'altro, mi spieghi che senso avrebbe aggiunger ai voti presi tot bianchi, dato che quello che ha un voto in più degli altri sempre pòrimo arriva, e gli stessi seggi piglia?" non hanno fornito delucidazioni di rilievo.

fainotizia
sabato, 08 marzo 2008, ore 13:42
Campagne elettorali ne ho seguite tante. E sempre con laico distacco, da non votante nel 90% dei casi.
Questa forse è quella più inutile da commentare. Anche a volersene occupare, dire cose significative è davvero arduo.
L'unico elemento di dibattito è quello sul gioco oligarchico di attribuzione dei posti in lista.  Tutta una serie di percorsi "di base" che animavano il processo unitario delle sinistre si sono dovuti scontrare con le ragion di nomenklatura (lo dicevo loro due mesi fa, mi rispondevano "vedrai!") e ora denunciano le pratiche dirigiste delle 4 segreterie affermando, come tutte le altre volte, che questa è l'ultima volta:  li aspettiamo al varco! dicono.
Il resto è una dialettica statica che non c'è, tutto giocata su elementi effimeri che stavo per definire mitopoietici, ma poi mi son accorto che farei un complimento.
Veltroni, coerentemente, ci avvisa che il pd non è di sinistra. Ma mi dicono irritati che lo abbiam frainteso. Berlusconi riproduce ritritamente il sè stesso di 15 anni fa, evidentemente più stanco e sbiadito. Triste infine la gara ad aver l'operaio sopravissuto da metter sul bavero del cappotto elettorale.
I radicali poi che si candidano obbedendo dentro le liste di un partito che accusano di essere (parole sentite con le mie orecchie) mafioso, dittatoriale, violento, e contro il quale fanno lo sciopero della sete.
Non v'è traccia, nemmeno per finta, di grandi dibattiti culturali, di alternative sulle grandi questioni, su idee diverse della persona e delle contraddizioni sociali e globali. Una questione che appariva così "calda" come quella della laicità, è sparita dal dibattito. Non è curioso? No. L'alternativa si declina su chi farà meglio e per davvero l'unica politica possibile, con una sinistrina arcobaleno freddamente impegnata a salvare sè stessa.
L'unica cosa che mi resta da fare, è segnalarvi stancamente il sondaggio nella colonna a sinistra (sopra il banner di Liberadonna e sempre che il vostro browser lo visualizzi): voterete? e per chi?
Provo ad inserire il sondaggio anche nel post:se non lo vedete, è perchè utilizzate explorer.



RIRECENSISCO.

Sandro Mezzadra
La condizione postcoloniale

Storia e politica nel presente globale". (edizioni Ombre Corte)

Ora che lo sto leggendo, posso ribadire. Libro a tratti ostico, lo confesso, che però sto apprezzando anche perchè mi ha aperto una breccia sugli "studi postcoloniali", ambito che non avevo mai troppo approfondito. Vi rimando, oltre che alla recensione nel post precedente,  alla recensione di copertina  QUI.


OCCHIO ALLE BUFALE
Non mi pare di averne mai parlato qui.
Gira - è la versione postmoderna di una fandonia che sentivo anche da bambino - in rete una leggenda metropolitana. I non votanti vengono invitati a non votare scheda bianca o nulla perchè le schede bianche e nulle verrebbero computate (ma de chè?) nel calcolo che attribuisce il premio di maggioranza.
Questo uno stralcio della simpatica notizia che gira nei forum, nelle mailing list, nei blog "
Le schede bianche e nulle, fanno si percentuale votanti, ma vengono ripartite, dopo la verifica in sede di collegio di garanzia che ne attesti  le caratteristiche di bianche o nulle, in un unico cumulo da ripartire nel cosiddetto premio di maggioranza....(per assurdo sempre votando bianca o nulla se alle prossime elezioni vincesse Berlusconi le suddette schede andrebbero attribuite nel premio di Forza Italia".
Di conseguenza, al fine di scongiurare ciò, si invita ad andare al seggio e far verbalizzare che non si intende votare (agli effetti pratici, ammesso e non concesso che la stronata di cui sopra sia vera, non si capisce la differenza pratica dallo starsene a casa). Se vorrete nei commenti pubblicherò il resto, ma mi sa che molti di voi questa stronzata la conoscano già.
Ora, dal punto di vista del segnale politico e culturale, sul voto,  sul non voto, o su come esprimere il non voto, si può dibattere sinchè si vuole,  questo non mi interessa.

Quello che mi premeva dire è che le bianche e nulla non vengon computate in alcun modo se non come schede bianche e nulle. Vengon computati i voti validamente espressi, quanti essi siano. Ne basta uno in più dell'altro per ottenere il premio di maggioranza.
Chi vuole fare la sana ed igienica scelta di non votare può evidentemente scegliere la modalità che ritiene più consona o simbolicamente rappresentativa, ma tutte quante (aldilà di eventuali illegalità fatte in sede di scrutinio), aldilà di modificare i dati meramente statistici di affluenza, bianche e nulle, non hanno alcun rilievo attivo nel determinare un risultato o l'altro.
Può sembrare banale rammentarlo, ma la sciocchezza di cui sopra sta follemente convincendo tanti che le bianche e nulle vadano "alla maggioranza".
Potere della rete.
martedì, 29 gennaio 2008, ore 23:03

Ho davvero intenzione di parlare sempre meno di politica "politicienne",  difficilmente ci riuscirò, ma farò il possibile.

Sebben si critichino tanto il teatrino e la "casta" alla fine il palazzo e i suoi riti "tirano", si continua a ragionare entro quegli schemi e per altro si arrivano a legittimare liturgie e riti da primissima repubblica...si ragiona come loro...ci si pongono le stesse domande che si pongon loro...come dei cloni, ciascuno prova a esser Napolitano per un giorno.
Di elezioni parlerò pochissimo, nelle prossime settimane. Sono ancora estenuato dalle discussioni di due anni fa. Se il tasso di lucidità medio quando si parla di politica è prossimo allo zero, in campagna elettorale le cose vanno ancor peggio...quindi, getto la spugna, anzi, il mouse.
Il ragionamento che voglio fare qui, è relativo alla tattica fallimentare scelta in autunno da Veltroni.
Con una premessa: trovo straordinaria l'enfasi con la quale alcuni (tutti) invitano gli altri a non ragionare secondo le proprie covenienze, a metterle responsabilmente da parte per il "bene del paese". Guarda caso poi, quello che ciascuno propone per il bene del paese è casualmente quel che viene meglio a lui nella contingenza, comicamente quello che seriosamente chiede all'altro di fare xoincide curiosamente con gli interessi nel breve periodo di chi fa il resposabile invito. Nessuno scandalo: è ovvio che ciascuno pensi che il proprio progetto ed il proprio interesse sia quello che vada meglio per il paese.
Sarebbe però igienico evitare (si può chieder che certi riti cessino?) di chieder in modo tronfio, enfatico ed ipocrita  all'altro di pensare al bene collettiv e non solo al proprio.
p.s. all'insegna del "viva il nuovo", pare che i candidati destinarsi a contendersi la poltrona di sindaco di Roma saranno Fini e Rutelli.
E' surreale. Non so più in che anno siamo.

Veltroni, dicevamo: io avrei fatto così.


Veltroni, per me, ha preso una sola colossale.

Anche questo, lo vado dicendo da Novembre.
Questa "sola" ha avuto un peso determinante nela caduta del governo, così come la ha oggettivamente avuta l''accelerazione del progetto "partito democratico", che ha  destabilizzato la traballante Unione.

Il punto di partenza è che il referendum incombeva. Mastella da mesi diceva che a referendum ammesso, avrebbe fatto cadere il governo. Punto fermo, da tenere in vista, che rendeva assai probabile la caduta a Gennaio, e che poteva indurre qualcuno a render la disfatta il meno dannosa possibile, se questa si fosse rivelata ineluttabile.
Altro dato: autunno, non passa la spallata, Berlusconi e CDL, a detta di quasi tutti, finiti. Ricordo blog brindanti.
Berlusconi, dato per finito, lancia l'idea, lì per lì ritenuta risibile dai più, del "partito del popolo". Idea più che vincente, nella prospettiva facilmente intravedibile in quel contesto, sia nei confronti degli alleati (in caso di referendum elettorale il sistema che ne sarebe derivato li avrebe costretti ad esser sussunti) sia nei confronti del'Unione.

Bè, io avrei fatto così, al posto di Veltroni.
Faccio ragionamenti di natura davvero "politicienne", riflettendo dal punto di vista di chi avrebbe dovuto aver a cuore la tenuta del governo, in subordine la tenuta dell'alleanza, e, in terz'ordine, evitar di dare spago a Berlusconi per arrivare ad eventuali elezioni anticipate con un centrodestra perlomeno più indebolito dalle divisioni, con un Berlusconi non determinante.
In quelle settimane l'unione stava ragionando al suo interno su una riforma elettorale.
La sede di questo confronto era la "maggioranza", cerimoniere..il ministro Chiti.

La Bozza Chiti era  un punto di sintesi all'interno dell'Unione tutta: su quel progetto, in quella fase, tutta l'Unione si diceva pronta a discutere.

Nella precarietà strutturale della coalizione, era qualcosa da preservare, con la quale andare POI a trattare col "nemico". Trattativa dalla quale Veltroni poteva, essendoci già una sede naturale di tale confronto, stare lontano.

Avrei, al posto di Veltroni, lasciato proseguire quel discorso - in mano a governo e parlamento - andando a trattare con quella proposta con il centrodestra, e lasciando trattare Chiti ed il governo, su quella base.

Centrodestra che, ricordiamo cosa si scriveva su giornali e blog in quei qiorni, usciva distrutto dal primo voto positivo per la finanziaria al senato. Centrodestra che sulla bozza Chiti poteva, almeno in alcune sue parti, ragionare.

Berlusconi era dato da tutti per finito. La CDL in pezzi, Casini e Fini pronti a smarcarsi.

Fossi stato in Veltroni, viste comunque le grandi difficoltà, visto che tanto le possibilità di andare al referendum (e quindi di caduta del governo) erano grandi, visto che Berlusconi era in difficoltà enorme, visto che già nel '96 il csx tentò di dialogare con Berlusconi e sappiamo come egli finse di trattare per far saltare la bicamerale all'ultimo..bè: io avrei (probabilmente si sarebbe perso comunque, ma "meglio") lasciato andar avanti il discorso Chiti, ed avrei evitato - in questa situazione che è comunque di delirio - evitato di rilegittimare Berlusconi come interlocutore lasciando che la CDL proseguisse nel suo lavoro di...auto macerazione.
Il governo sarebbe caduto probabilmente lo stesso. Ma sarebbe caduto "meglio".
Invece che è accaduto?
Nel frattempo, il solerte Bertinotti faceva sparire dall'agenda della Camera il dibattito sul pdl in materia.
Veltroni è entrato a gamba tesa: ha tolto di mezzo la bozza "Chiti", elaborato con Vassallo una sua proposta, ed ha chiaramente scelto Berlusconi come interlocutore.
Come ho già detto, Veltroni, che di D'Alema è indubbiamente più scemo, ha tentato di fare 10 anni dopo ciò che non riuscì a baffino.
Ad un Berlusconi agonizzante e con gli alleati pronti a sfilarsi, è stata rimessa la corona in testa. Gli è anche stata data fiducia.
Nel frattempo - chissà Prodi quanto ha gradito - Veltroni se ne esce dicendo "mai più alleati". Che è come dire: ragazzi, la maggioranza che sorregge questo governo, non esiste più.
Ha sfiduciato Prodi prima lui..di Mastella.
Era del tutto ovvio che questo avrebbe dato luogo a più risultati, concatenati tra loro:
1) avrebbe innervosito alcuni alleati, indebolendo il governo (e anche deligittimandolo, eliminando la Bozza Chiti dal tavolo) .
2) Rimettere in sella Berlusconi come leader il quale, evidentemente, alla prima occasione utile, del "dialogo" se ne sarebbe fregato  ed avrebbe invocato le elezioni con QUESTA legge elettorale se fosse caduto il governo, con quella uscita dal referendum se si fosse eventualmente celebrato, costrinendo Fini e UDC ad allearsi con lui in ogni caso.
(ed ancora una volta..bye bye legge sul conflitto di interessi..:chissà se perlomeno durante la prossia campagna elettorale avranno il PUDORE di evitare di citare questo problema come bau bau?)

Ancora una volta, è il principale partito del centrosinistra, ESATTAMENTE COME ACCADDE NEL '96, ad aver alimentato Berlusconi, mettendo in freezer il conflitto di interessi, cercando in lui una sponda per il dialogo sulle "riforme", dialogo dal quale (giustamente , dal suo punto di vista) Berlusconi si sfila quando gli conviene.
Pur ancora nella legislatura uscita dalle elezioni che ha (più o meno) perso, Berlusconi già "comanda": da solo è in grado di determinare se e quando si voterà. Non è straordinario? Conta più lui, di tutti gli altri.
Pronto ed in salute per l'ennesimo confronto elettorale.
Pronto con gli alleati in fila a vincer le elezioni.

E grazie tante al centrosinistra ( i veri alleati di Berlusconi) per la generosità profusa.

Io due anni fa mettevo in guardia ricordando il periodo "bicamerale" (scambiata con il conflitto di interessi). Mi chiedevo: non hanno risolto il problema l'altra volta, perchè dovrei creder che lo farebbero questa volta?
Mi dicevan quasi tutti "ma infatti, questa volta mica faranno lo stesso errore, han capito la lezione".
Ah ecco.


venerdì, 25 gennaio 2008, ore 01:38

Inizio dalla fine.
A tutta una serie di domande che affliggono molti elettori ed elettrici dell'Unione, caduti in crisi (di nervi) assieme a Prodi, non ho risposte. Come ho detto: bisogna cercare le domande giuste.

Praticare esodo, esser nomadi. Che in quella cornice, le risposte son tutte necessariamente sbagliate.


Il coccodrillo, il pezzo che nei giornali solitamente è pronto da tempo in attesa che muoia questo o quel VIP, lo ho pronto da due anni.
Posso fare un po' lo scemino ed imbrodarmi?
A parte che nel maggio 2006 parlai di una durata di due anni, ancora a settembre ( il 30, per l'esattezza), nei commenti ad un post qui, parlavo di una scadenza certa entro tre, massimo quattro mesi.
Ho sbagliato di 4 giorni.
Certo, affermare ora queste cose, può sembrar ribadire qualcosa di prevedibile e scontato. Eppure, che la memoria non la ho corta, va anche detto che queste  cose che a me  parevano scontate e banali, trovavano invece (a volte anche solo affermando " mi sento che andrà così") argomentata confutazione.
Non solo sulla durata, ma anche sul merito dell'operato di questo governo.
Perchè anche qui, sopratutto ora, sottolineare i tanti aspetti negativi o criticabili di questo governo pare scontato, ovvio.
Anche su questi elementi, 24 mesi fa, c'era chi mi dava del "prevenuto", chi mi diceva di "aspetttare".
Evito il pedante linkaggio..
Ma veniamo all'oggi.
Non esulto per questa caduta, non vado ovviamente nemmeno in crisi emotiva.
Vedo dei convertiti al "grillismo", che pochi mesi fa davan del "ladro " a destra ed a manca, o che magari riportavano nel blog il banner con la conta alla pensione dei parlamentari (come dire..state aspettando di maturar la pensione, bastardi) che, ora che il governo cade, si disperano. Ora invece voglion che ci arrivino, alla pensione. Curiosi, schizofrenici. Non sono d'accordo con loro stessi. Alcuni han riscoperto nel proprio blog la politica nazionale dopo due anni di quasi silenzio.
Non festeggio perchè non posso non dire che preferirei che un governo cadesse sulla spinta di un movimento, su una contraddizione sociale, in seguito al conflitto.
Qui cade per le manovre di palazzo. E se si fosse salvato al novantesimo, si sarebbe salvato per manovre di palazzo speculari. Sempre in ossequio a ciò, forse parte di rifondazione tollererebbe anche un Draghi, a fare da camerlengo, un facente funzioni,  se ciò valesse il mitico proporzionale teutonico.
In questo sfacelo, si profila il ritorno plausibile, bisogna vedere con quali tempi, di Berlusconi, del caimano.
Quanta gente un paio di mesi fa, lo dava per morto. E' finito, dicevano, la CDL è morta. Ed era quasi vero.
Il giorno dopo il voto sulla finanziaria, quando tanti lo davan per escluso dalla scena politica, io da qualche parte dissi: guardate che avete capito male. Ha il pallino in mano. Sarà il vero trionfatore, sopravviverà a Prodi, e l'assist glielo darà Veltroni.
E  per la seconda volta - dopo il '96/'01- si è messo da parte quello che in ogni campagna elettorale pareva la più grossa delle priorità, il "conflitto di interessi" è sparito dall'agenda anche di questo governo (anche qua, ricordo perfettamente che quando dicevo ciò prima delle elezioni, mi si diceva: e figurati, guarda che han capito..stavolta lo risolvono il problema, dai, stavolta mica ci cascano come durante la bicamerale). Non che a me interessi questo tema, ma era ciò che interessava a tanti che han votato Unione.
Avranno il coraggio di riproporlo quando si tornerà a votare?
Veltroni, che di D'alema è più scemo, ha tentato di fare in trentaduesimo quel che tentò, perdendo, di fare D'Alema dieci anni fa. Mica l'han capita. Poi se gli dici "coglioni", si offendono.

Fermiamoci qui.
Mi dicono "ora sarà peggio". Risposta a domande sbagliate fatte internamente alla logica del palazzo che tanto si critica. La logica delle finte alternative.
Si continua a stare nella logica del teatrino.
Intanto, dopo due anni, non una delle leggi tanto vituperate è stata cancellata, alcuni principi della legislatura scorsa son stati ribaditi da questa maggioranza (la nuova versione del decreto "sicurezza" recupera il temporaneo testo Pisanu anti terrorismo, altra chicca), l'età pensionabile è stata aumentata, i lavoratori stan peggio di due anni fa, le perfomance lodate dai banchieri son state raggiunte colpendo i soliti noti, profitti e rendite stan più in salute di due anni fa, i salari stanno peggio.
Ma il vero problema..pare esser: ma si vota? E con che legge elettorale?
E ci si continueranno a porre le medesime domande di due anni fa.
Che non ci siano rivoluzioni dietro l'angolo, lo so.
Quel che è possibile fare, è resistenza, sabotaggio, ribellione, conquista di spazi di autogoverno, autorganizzazione dei soggetti sociali della metropoli globale per difendere i diritti di cittadinanza, al reddito,i diritti dei corpi, e del lavoro.
Contro il saccheggio e la devastazione quotidiana della vita e del desiderio.

Una delle domande che mi faccio in questo senso è come dar forza a tutto ciò.
giovedì, 13 dicembre 2007, ore 10:18
Il 28 novembre mi chiedevo, in questo POST, che senso avesse la richiesta di verifica da parte del PRc, dopo la sconfitta sul protocollo. Il 2 dicembre, in QUESTO, affermavo che aldilà delle ciance tale richiesta puntava ad un unico risultato: subordinare ogni altra vertenza e questione (cazzate tipo la guerra, la base di Vicenza, il pacchetto sicurezza, i diritti degli individui, reddito , questione sociale ed ambientale) all'unica cosa che interessa davvero al PRC, la legge elettorale.
Poteva sembrare una accusa ingrata, eccessiva. Suvvia, affermare che a rifondazione preme più la legge elettorale che ostacolare le guerre o difendere le pensioni è davvero troppo.
Sabato 8 dicembre, Bertinotti....
domenica, 02 dicembre 2007, ore 14:11


In questo SCRITTO mi/vi domandavo che senso avesse la richiesta di una verifica da parte di rifondazione comunista dopo la sconfitta sul protocollo, argomentando che la vicenda stessa conclusasi pochi giorni fa è, in quanto tale, una verifica (negativa, per il PRC) su quegli stessi temi che si vorrebbero verificare tra un mesetto.
In realtà, io una risposta la ho.
mercoledì, 21 novembre 2007, ore 23:07

Figurine del "manifesto":stamane, tra un Nagy ed un Nenni, tra un Bordiga ed una Clare Zetkin, mi spunta lui....