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"da bambino giocavo con le pentole" convivente con 6 mici: Marx, Takeshi, Paride, Omero, Khalì e Micilla! diffondere conflitto-fare movimento-autonomia-ciclista urbano-militante gattofilo e fondamentalista anticlericale.

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domenica, 13 aprile 2008, ore 23:34
No, non parlo del risultato che tra qualche ora sarà noto.

Non so se vi sia mai capitato di fare gli scrutatori o i segretari durante le elezioni. Chi lo ha fatto sa che il lavoro può andare liscio come l'olio, in un simpatico clima di amicizia e concordia, così come sa che posson presentarsi tutta una serie di fattispecie critiche.

Per la soluzione di queste fattispecie, talvolta sono errori anche seri, esistono tutta una serie di soluzioni che posson esser o ineccepibili dal punto di vista della formalità e dei crismi ufficiali, o avere un connotato un po' più "informale" e pragmatico che permette di uscirne vivi in modo furbo, salvaguardando la regolarità del voto pur con qualche furbizia: necessario sotto questo aspetto esser anche flessibili, non rigidi ed avere nervi saldi concentrandosi sull'obiettivo...

Questa, la premessa.

Ora, sia ieri che oggi sono stati commessi dalle scrutatrici alcuni errori, alcuni anche discretamente palesi.

Come ho detto, a autto c'è comunque un rimedio. Va detto che se gli errori sono stati commessi per leggerezza o poca attenzione, la presidente in alcune occasioni è stata poco attenta nel dirigere i "lavori", dando indicazioni ferme da eseguire in modo pedissequo.

Il problema però è che innanzi all'errore conclamato la presidente non ha per nulla la lucidità e la tranquillità psicologica necessarie a risolvere nel modo più proficuo la situazione, e si irrigidisce nel recrimininare ed imputare gli errori, senza passare "oltre".

In mezzo, io, segretario (ruolo che non prevede alcuna autorità decisionale ufficiale, che solitamente svolgo con l'indole del "fantasista/consulente") che per quel poco di esperienza in più che posso avere vengo - da un lato - interpellato per individuare l'errore nella "filiera" o per consigliare la possibile soluzione - dall'altro sono cercato come figura "intermedia" di mediazione nella relazione tra le 5 mie compagne di avventure, gruppo nel quale oramai il clima è irrimediabilmente compromesso.

Gli errori sono marchiani (inanellati in una serie che ha del comico) ma tuttavia risolvibili, però in questo clima la vedo dura, molto dura, perchè mancan la serenità necessaria e perchè l'obiettivo delle varie parti in causa è perlopiù dimostrare la responsabilità altrui e non cercare rapida soluzione nell'interesse di tutti.

Sono seriamente preoccupato, dico davvero, e prevedo lungaggini che mi distoglieranno dal cianciare televisivo post elettorale.
domenica, 06 aprile 2008, ore 22:02
Molti blog hanno ironicamente sottolineato la stucchevolezza dell'inno "meno male che Silvio c'è".
Mi pare giusto, in ossequio alla par condicio, fare dare spazio anche al "I'M PD" sulle note di YMCA.
Questa grottesca gara (un insulto al buon gusto prima ancora che questione politica) è davvero simbolica, secondo me. Perchè non dovremo trovare "i'm pd" meno ridicolo dei buffi inni berlusconiani?
Evoca un immaginario, questa gara. Entrambi gli inni potrebbero essere, invece che canzoni a supporto, pezzi di irriverente satira scritti per coprirli di ridicolo. C'era poco da ridere quando, nel 2001, Guzzanti-Rutelli , al piano, tentava di buttare giù un inno dell'Ulivo..ricordate? Questi due video sembrano una presa per il culo. Drammaticamente, non lo sono. O forse si, dipende dai punti di vista.

Forse sbaglio, forse assegno troppa importanza a questioni secondarie, e dovrei evitare di notare una degradante osmosi estetica tra i due immaginari che si vorrebbero "alternativi".
Forse do troppa importanza a Del Vecchio. Direi che il generale candidato del PD vince con pieno merito il premio per chi ha detto le stronzate più grosse. Anche perchè ha avuto lo stile non da poco di spararle tutte assieme, nella stessa intervista: i 16 enni al fronte, bordelli perchè il maschio soldato italico ha le sue italiche esigenze (d'annunziano, direi), occhio ai froci nelle caserme..e non poi così male il nonnismo, che ha un qualcosa di educativo. Una goleada di becera cultura machofascisoide da caserma.
Storace forse non avrebbe il coraggio di arrivare a tanto, non in pubblico, perlomeno.
Questo ed altre dichiarazioni vengon derubricate ad incidenti, esternazioni fuori linea, cosucce. Lascia perdere.
Sarò matto io a trovare abnorme che chi vorrebbe esser alternativo alle destre candidi gente così, sarò fuori dal mondo io a considerare questi segnali tracce di una deriva impietosa.
Concludo con la parte finale della risposta (più ampia) che ho dato, in un commento sottostante, a chi ti dice che se non voti Veltroni sei tutto sommato un fighetto intellettuale che festeggerà la vittoria di Berlusconi il 14 aprile, a chi ti dice..ma te che parli tanto, cosa fai , cosa proponi, se non "sti cazzi"? (che stile).
....
Non faccio nè il figo nè il filosofo: stai tranquilla che con 1000 euro al mese da socio lavoratore di una cooperativa rossissima, aderente alla Lega delle cooperative, organizzazione veltronianissima che non rinnova il contratto da 27 mesi, sarebbe un lusso che non posso permettermi.
...
E' che io il 14 sera non festeggerò comunque, giocano due squadre per le quali non posso tifare, se mi si passa la metafora.
Io perdo in ogni caso.

...
Io proseguirò - sta tranquilla che il mio lo faccio, che poi tu non lo condivida come io non condivido ciò che fai tu è legittimissimo - a fare le modeste cose che faccio, ben consapevole che il tempo è gramo e che il convento passa poco, quel poco sufficiente a tener in piedi un semino di pensiero critico che magari germinerà domani, contro l'unico mondo possibile del pensiero unico.

Cosa farò...tenendo conto che per guadagnare quei 1000 euro democratici e di sinistra devo lavorare circa 200 ore al mese...e che da socio lavoratore una volta ogni 5 settimane mi capita di fare turni nel week end di 21 o 22 ore di fila senza poter fiatare (si, hai letto bene: 19 del sabato sino alle 16 di domenica, questo hanno partorito le democratiche e progressiste cooperative della lega) tempo ed energie non sono sempre sufficienti...
...farò le cose che ho fatto nel terreno tanto politico quanto sociale e culturale nel mio territorio per sostenere le battaglie per i diritti dei migranti, o per i diritti civili legati al corpo ed agli affetti.

Ai tempi del referendum sulla legge 40 mi son fatto un culo così tra stesura di volantini, attacchinaggi, volantinaggi: parte di quelli contro cui me lo son fatto, stanno nel tuo partito.

Sosterrò e parteciperò alle vertenze per la difesa del territorio, che non sono solo battaglie dei "no", ma vertenze PER un altro modello di sviluppo, di società (vedi anche decrescita).

Tenterò di salvaguardare, per quanto sia dura, qualche brandello di diritto sindacale nel posto di lavoro che occupo.

Ed infine, continuerò a fare il mio bel lavoro da 1000 euro al mese, tentando di dare ai ragazzini sfigati di cui mi occupo -nel limite del possibile- qualche strumento di emancicpazione per salvarsi dalla vita di merda che gli è toccata in dono.

E' impegno politico pure questo, stai tranquilla.


domenica, 30 marzo 2008, ore 21:41
Ieri, sabato, giornata splendida e abbastanza sfaccendata.
Ne ho approfittato per fare un po' il turista. Ho raggiunto in bici il centro, preso un po' di sole, letto, passeggiato, fatto un salto in libreria (lo giuro, ho pagato) , chiacchierato di politica ai tavoli di un bar in una piazzetta  con una vecchia compagna ed un folle che più lo tratto male più mi si appiccica, fatto un bel po' di chilometri e risparmiato 2,40 euro di biglietti AMT.
Ho legato la bici ad una ringhiera all'Expo. Mi domando come mai, pur prestandosi assai l'area e aumentando sempre più i ciclisti urbani, nessuno abbia ancora pensato ad installare in quell'area qualcosa di dedicato al parcheggio della bici.

Le colorate catene utilizzate per mettere in sicurezza il mezzo, hanno attirato un bimbo, di due anni e mezzo al massimo, che a lungo vi si è intrattenuto, incuriosito.
Non ho mai fatto incidenti e cadute in bici.
Ad un certo punto, la portavo a mano, passeggiando nei caruggi.  Dei tizi portavano, con gran ritmo, un mobile a mano: non ho fatto in tempo a scansarmi e mi hanno rovinato addosso. La bici che vedete ritratta, è ora ricoverata dal ciclista: la ruota dietro è andata.







UNA CITTA' DI PALAZZI
Così la ha chiamata G., con una affermazione che può apparire banale, ed invece è azzeccatissima.
Con tutte le sue magagne, e scevro da qualsiasi provincialismo, credo che Genova sia tutto sommato per molti aspetti uno dei migliori posti dove stare. Parlo di città, ovviamente. In giornate col clima come quello di ieri, è godibile come poche altre. Parlo di qualità della vita "spicciola", di cose da poter fare, opportunità ambientali di cui godere, di ritmi, di spazi, di visioni, lungi da qualsiasi lettura di natura sociale, politica od economica.

Sottoripa (foto a sinistra e in basso a destra) è un SUQ con pochi paragoni, se non nel sud Italia, un portico medievale affollato di spezie, colori, panini ( il mitico "gran ristoro"), fritti, gente, forni e kebab. Tantissimi kebab, nelle varianti turche, marocchine, tunisine, palestinesi. Genova ne é piena, in ogni quartiere. Chissà come mai, nessuna città ne ha così tanti.


Nel palazzo a sinistra, nella foto dello scorcio qui sotto, all'ultimo piano, c'era la sede di Rifondazione, una volta (e di D.P. , ancor prima). Da quelle parti andavamo o a litigare o...nei momenti di tregua, a scroccare il ciclostile quando si rompeva il nostro (che ho celebrato QUI).

Ove abbiate perdonato il disimpegno di questo post, perdonerete una caduta vanesia. Apprezzo che nei bar, nei negozi, anche se formali, mi venga quasi sempre dato del tu. Parlo ovviamente dei posti che frequento la prima volta, non di quelli coi quali ho confidenza. Del tu, come ad un pivello. Le signore un po' più anziane, si lasciano sfuggire un "gioia", o il più genovese "nan", con cui vengon solitamente chiamati i bimbi ed i ragazzi.  Il fatto che ciò mi gratifichi, probabilmente è anche il sintomo del fatto che sto invecchiando.

postato da moltitudini· archiviato in cazzate, me e dintorni, bici, costume e societĂ ·permalink · commenti (64)
venerdì, 28 marzo 2008, ore 00:36

AGGIORNAMENTO.
UN LUCIDO, DISINCANTATO, E PER QUANTO MI RIGUARDA CONDIVISIBILE PUNTO DI VISTA SULLO SCENARIO POLiTICO FIRMATO DA SANDRO MEZZADRA: LEGGILO QUI.


Marianna Madia
è la giovane capolista (non perchè il cognome inizi per "a") del PD nella importante regione del Lazio.

Il futuro del principale partito "riformista", "progressista"..insomma, del partito che dovrebbe esser la principale alternativa al fronte conservatore, è in mano anche a valide giovani come lei.
Io ho ascoltato la cosa stamane a radio radicale, tra un colpo di tosse di Bordin e l'altro (ci sarebbe anche una splendida dichiarazione di Fanceschini, ascoltatata pochi minuti dopo). Della vicenda  ha parlato anche ELFO BRUNO

Intervistata da un quotidiano, la piddina risponde in modo assai deciso sulle questioni etiche. La domanda è sulla moratoria promossa da Ferrara. Non la sottoscriverebbe. Ma attenzione: non si pensi che non sia d'accordo:"...non la sottoscrivo non  perché non condivida (ah....sospiro di sollievo, grazie, ndr) le analisi di Giuliano Ferrara, anzi (anzi..e ci mancherebbe....non sia mai che si pensasse che non le condivida , ndr): mi pare che quello che dice su questo tema vada proprio verso quella riumanizzazione della vita disumanizzata che ritengo necessaria oggi.

Sono cattolica praticante, e credo che la vita la dà e la toglie Dio, noi non abbiamo diritto di farlo. Quindi dico no all’eutanasia (che poi tu non sia credente poco importa, anche perchè son scelte che per Marianna non posson esser prese "dal diretto interessato", come afferma nell'intervista, ndr).

"Se si parla di famiglia io penso a un uomo e una donna che si sposano e fanno dei figli. Scegliendo per la vita".
La vita, afferma poi Marianna, va tutelata dal concepimento. Altra posizione assai nota nel dibattito italiano.
Posizioni legittime, per carità. Non commento oltre. Chi nel Lazio vota PD ha questa ragazza come capolista. Registro solo che in qualunque paese normale, nessuno dei modernissimi, rifomistissimi, democraticissimi e per nulla estremisti partiti di centrosinistra (dal Portogallo alla Scandinavia) candiderebbe una che dice cose simili. Sono riformisti, riformeranno la 194. La legge 40 no, credo vada bene così com'è.

RISULTATI SONDAGGIO ELETTORALE
Ed ora gli scientificissimi risultati del mio sondaggio, fotografia elettorale dei cialtroni che mi hanno letto - o anche solo guardato le figure - in questi giorni.
Il 23, 14 % si asterrà , annullerà, lascerà in bianco.
Il 29,10% voterà "sinistra critica", il 4,48% il Partito Comunista dei Lavoratori, il 3,73% per i socialisti, l'1,49% la lista di Rossi, "Per il bene Comune", lo 0,75% altro partito.
E ora veniamo ai partiti collaborazionisti (sinistra arcobaleno, 21, 64%)  ed a quelli di centrodestra: Partito democratico 5,22%, Popolo delle Libertà 2,99%, La Destra 6,72%, Italia dei valori 0,75%.

Parlando di sondaggi (forse) più seri: tutti oramai danno la "sarc" abbondantemente sotto l'8%, soglia considerata quella sufficiente a parlare di buon risultato, ma che in realtà sarebbe comunque una batosta, tenendo conto che i soci fondatori presero il 10,2 due anni fa..e la sola rifondazione l'8,6% nel 1996. Mi domando come mai.
Ameno fine settimana a tutt*.

fainotizia
martedì, 25 marzo 2008, ore 19:06
Fine settimana pasquale (con intermezzo lavorativo il sabato) perfetto.
Dormito tanto, letto, mangiato, sole, mare...e tutto il resto.
Durissima riprender il lavoro dopo due giorni di totale stacco. Mi pare sia passata una vita. E tutto il bello delle ultime 72 ore pare altrettanto lontano nell'impotenza e insensatezza di un lavoro che a volte ti sembra davvero inutile.
Prima di passare ad altre amenità, segnalo due visioni.
Non avevo mai (colpevolmente) visto HAIR, il musical. Ho felicemente rimediato.

Altra chicca vista negli ultimi giorni: sleuth - gli insospettabili.
Film del 2007, unici interpreti Micheal Caine e Jude Law, regia di Branagh ed opera a cui ha messo mano Pinter. Ho poi scoperto trattasi del remake di un film del '72, a sua volta tratto da una piece teatrale.
Le critiche parlano di film sull'egocentrismo maschile. Che roba è? ;)

E' un film (un thriller surreale) che sa davvero di "teatro", grazie all'interpretazione ed alla corporeità  dei due bravissimi attori. i quali sembrano stare più su di un palco che dentro ad un set.

Non sono bravo con le recensioni, lo penso davvero, ma ci ho provato.

Evito, come mi ha detto qualcuno, di ciurlare torbidamente nel manico, come usualmente faccio, quindi salto a piè pari la politica e pago un piccolo pegno accettando la catena passatami da da0a10 e tytty.

Che sia chiaro: è l'ultima catena cui mi annodo, caschi il mondo..non provateci più!
Dovrei raccontarvi sette cose che non sapete di me.

Evito di dire cose davvero succose, che restan segrete proprio perchè sono tali.
(p.s. pingue nana, prendi nota, eh)

1) gran parte della mia sconfinata cultura è frutto del furto. Ebbene: tra i 17 ed i 20 anni, pochi soldi in tasca ma miglior lettore di quanto sia adesso, saccheggiavo (ma con discrezione) una nota libreria del centro che ora non c'è più, acquistando ogni tanto per non destare troppi sospetti. Ho sempre pensato, forse per autoassolvermi, che i commessi sapessero (anche perchè mi conoscevano) cosa stessi facendo.

2) Qualche anno fa mi fu proposto di partecipare ad una specie di reality, ma rifiutai.

3) Ho qualche piccola condanna di natura penale.

4) Tanti anni fa ho provato, per errore e pensando fosse altro, l'eroina. Un tirino solo, eh.

5) Una decina di anni fa, sul treno Milano-Genova, conobbi una persona facendo (o facendomi fare) piedino.
Scesi dal treno e fatte le presentazioni di rito, scoprimmo di esser vicini di casa.
Ora c'è internet, queste cose non si fanno più.
Sulla stessa linea, in quel periodo, me ne son successe di ogni, alcune se me le raccontassero non ci crederei...ma taccio, sennò racconterei più di 7 "segreti".

6) Da piccolo trovavo sexy la Laurito. Lo so, è inquietante. Ma ero piccolo.

7) A 14 anni andavo a veder le partite contro la Juve con la sciarpa del Liverpool inneggiando alla tragedia dell'Heysel.

ok..sono arrivato a 7 prima di dover dire cose peggiori.




postato da moltitudini· archiviato in me e dintorni, canzoni aforismi brani·permalink · commenti (50)
venerdì, 21 marzo 2008, ore 12:38
Breve passaggio, giusto per lasciare un cenno. Lavoro, e, per fortuna, ho anche una vita privata.

DEMOCRATICI, MA ANCHE FASCISTI
non so se sia più grave che un partito di centrodestra candidi un anziano signore con scivolamenti nostaglici, o che un partito..democratico, alternativo al primo, candidi un fascista.
E' il caso di tal Arcivieri Paolo. Dirigente nel Lazio del partito di Alessandra Mussolini. Leader degli irriducibili ,  transistato in galera per questioni legate ad estorsioni e ricatti. Candidato alle amministrative, a Roma, per il PD. Forse si ritirerà..ma mi risulta che le liste siano chiuse e depositate.
Non se ne parla granchè di questa..."svista" (possibile sia una svista?). D'altra parte, quando il vecchio con scivolamenti nostalgici di cui sopra pareva vicino ad entrare nel PD, frequentava i meeting democratici e lodava il progetto, nessuno si scandalizzò.

LA BUFALA DELLE BIANCHE "ALLA MAGGIORANZA".

Ne ho già parlato, ma sollecitato da alcuni amici, replico: schede bianche e nulle non vengono conteggiate in alcun altro modo se non come bianche e nulle.
Non c'è alcuna modalità di espressone del non voto che - come invece suggeriscono alcuni ambienti grillian/travaglieschi - determina in qualche modo una diversa attribuzione di seggi o, addirittura, la non elezione di parlamentari.
Si contan i voti validamente espressi, quanti e quali essi siano. Che poi si possan fare brogli, è altro discorso, ma si posson fare a prescindere da quale tecnica di non voto si utilizzi.
Stare a casa, annullare, recarsi al seggio e rifiutarsi di votare o lasciare in bianco sono azioni con i medesimi effetti, scegliere un comportamento piuttosto che un altro è al limite una scelta simbolico politica, senza alcun rilievo o effetto materiale.

TIBET
una riflessione di Danilo del Bello. Audio e testo QUI
Stralcio.
È su questo che si nota l’ipocrisia dell’America e dell’Occidente, la logica del denaro, quella capitalistica, nella sua massima espressione della globalizzazione, va oltre alla questione dei diritti dell’uomo e la loro gestione e difesa da parte del comando imperiale è pura e semplice ipocrisia per mascherare la logica degli affari. La Cina è diventata una potenza mondiale dal punto di vista della produzione di merci, perciò non le si possono imporre alcun tipo di sanzioni che invece vengono sistematicamente applicate in altre parti del mondo....

CASARINI SCRITTORE
Non è una recensione, la mia, ma una risposta ad un commento al post precedente: no, non trovo contraddittorio che Casarini "narratore" pubblichi un romanzo con mondadori, (la parte della fortuna, strade blu - Mondadori). Perchè se la pensassi così non dovrei nemmeno farmi ospitare da splinder o usare la mail di alice per diffondere il mio pensiero, comprare i libri di Chuck Palahniuk, fare tante altre cose. Trovare ciò irricevibile forse è ciò che farebbe un "duro e puro". Bè, non lo sono, al contrario di quel che pensa ZiaLaura. :P
IRONIE DELLA MORTE
Stuntman che lavorava alle riprese della fiction "vite sospese" muore cadendo da una impalcatura durante le riprese, alle acciaierie Falk di Sesto San Giovanni. Muore cadendo da una impalcatura mentre recita la parte di un operaio che muore cadendo da una impalcatura.
domenica, 16 marzo 2008, ore 22:08

LUDDISTA FORZATO


Dopo i due mesi senza frigo, altro periodo di luddismo forzato. Sono senza cellulare da tre mesi (eehhmm....sorvoliamo sui motivi).
Dovrei rimediare entro un paio di giorni. E' banale osservare (ma anche no ) quanto abbia vissuto tutto sommato  benissimo.
Qualche disagio sul lavoro (ma non son mica tenuto ad aver un cellulare di servizio. Scemo io che davo quello privato), qualche problema nel farmi trovare dai compagni per quel brandello di attività politica che posso fare, mia madre che mi immaginava in stato avanzato di decomposizione in casa, con i gatti a vegliare sulla mia salma.
Ma si può stare senza cellulare. Scontato osservarlo, forse. Oggi ho utilizzato una SIM provvisoria e inviare un sms mi sembrava impresa titanica.
E parla uno che era tra i digitatori più veloci del west.

TUTTO E' RELATIVO.

L'Abbè Hervè Gresland accusa l'Opus Dei di suscitare "nella società  una mentalità laica , contraria alla realtà sociale di Nostro Signore Gesù Cristo". Afferma ciò nel numero 77 di Nouvelles de chrétientè, rivista della Fraternità sacerdotale San Pio X.


IO AMO IO ODIO

Presente quel giochino che molti pubblicano sul loro blog, nei profili? Odio "la falsità, l'ipocrisia, la cattiveria"..ed altre sconvolgenti originalità?
Lo faccio pure io, senza ambire ad esser particolarmente originale: mi manda in besta la piaggeria. Se mi si passa la forma aulica..mi manda la merda al cervello. Sebben il confine possa apparire sottile, dimostrare stima, apprezzamento, rispetto ed affetto, è ben altro.
I cavalieri li disprezzo un poco meno. Se poi uno è dotato di entrambe le qualità...

GIOVENTU' ALLO SBANDO.


il 90% dice che ritiene accettabile il sesso prima del matrimonio o andare con gente sposata. Per il 39% è legittimo abortire, per il 47% farsi le canne, per l'89% ubriacarsi. Va bene anche la pirateria informatica.
Sesso, droga, corna e rock'n'roll.
A onor del vero, non è una ricerca fatta su giovani generici, ma su  una nicchia ben precisa, una fetta di disagio giovanile, ecco perchè dati così preoccupanti, per fortuna non tutti i giovani sono così: la ricerca è stata condotta tra gli scout tra i 16 ed i 21 anni. Si, gli ultras del "santo subito" e "benedetto facci un gol".
Non c'è più religione.

ONORA IL PADRE E LA MADRE

Un capolavoro. Nella mia classifica 2007/08, scalza "non è un paese per vecchi " dal primo posto.

SONDAGGIO
giuro...è l'ultimo invito: votate al sondaggio QUI.

postato da moltitudini· archiviato in me e dintorni, anticlericalismo, costume e societĂ ·permalink · commenti (54)
lunedì, 03 marzo 2008, ore 13:20

Un noto filosofo, psicoterapeuta e studioso della comunicazione, in un suo libro afferma che chi va a cercare aiuto dallo psicoterapeuta in qualche modo " soffre del suo rapporto con il mondo, soffre per la sua immagine del mondo e per la contraddizione irrisolta tra il modo in cui le cose sono e come, secondo la sua immagine del mondo,  dovrebbero essere. Davanti a lui si aprono due possibilità: o un intervento attivo che assimili il mondo all'immagine che ha di esso oppure l'adattamento della sua immagine ai dati immutabili".


Tutti, più o meno, in misura diversa, hanno ragioni per trovare brutto il mondo così com'è, perlopiù poi si sceglie la seconda delle due opzioni, facendosi assimilare, più o meno controvoglia, più o meno consapevolmente.

I pochi che si collocano in un orizzonte culturale come il mio sono destinati ad una depressione ontologica  inguaribile, vittime anche della pochezza e insufficienza delle proprie risposte e delle risorse a disposizione per prefigurare il cambiamento.

Sconfitti da un avversario troppo forte e dall'analfabetismo politico dilagante, dalla consapevolezza di...veder "giusto" nel pessimismo tanto della volontà quanto della ragione.

Rifluire, adattarsi, accettare. Si starebbe meglio.

Prendere parte,appassionarsi davvero alle false alternative proposte dai partiti, accettarne le palesi e goffe contraddizioni, fingere che non sia finita la funzione di mediazione della rappresentanza parlamentare, esser persuasi fortemente che sia davvero "normale" e "nuovo" il progetto di Veltroni ( un po' invidio chi lo crede davvero), che la falsa competizione tra i due sia qualcosa di importante nell'ambito di cui prender parte, che ci sia un'anima ed un senso dietro il fatto che Bertinotti possa portare 3 parlamentari in più o in meno. Fingere di non vedere che quel voto al limite serve al più per non lasciare disoccupati Folena  o altri, impegnati nella rappresentazione di sé stessi, nel grande gioco di ruolo elettorale.

Un gioco nel quale si può promettere il contrario di ciò che si è votato un mese fa.

Oppure...ancora...sarebbe meglio...
...non curarsi del dramma senza soluzione di Gaza, o rifugiarsi nelle proprie sterili certezze.
Che risposte vuoi dare, di fronte a una tragedia così?
Cosa scrivere su un blog e perchè, se non per farsi dare ragione dagli uni, o torto dagli altri, o fare/ricevere invettive?

Qualsiasi cosa scrivessimo, anche animati dalla più grossa buona fede, sarebbe  strumentalizzare la concreta possibilità che migliaia di persone hanno di non arrivare a questa sera, o di arrivarci senza una casa, utilizzare per partigianeria un dramma più grosso di noi tutti. In poche ore, in queste ore, ho letto un bel libro. Lucido e drammatico. L'attentatrice, di Yasmina Khadra. Ne esci peggio di come stavi quando lo hai iniziato. Era forse meglio non accettarlo, questo regalo. In ogni caso, grazie.

Stamane ho comprato "la condizione post coloniale. Storia e politica nel presente globale". (edizioni Ombre Corte), di Sandro Mezzadra.

Mezzadra è un intellettuale - di ortodossa fede blucerchiata - la cui ricerca possiamo -senza fargli torto - situare nel solco dell'operaismo.

"La condizione post coloniale" è un volume sull'impero, un percorso di ricerca sui paradigmi contemporanei dell'accumulazone capitalistica, sul controllo delle migrazioni e sulla produzione di soggettività nel conflitto globale, un testo nel quale il concetto di confine e la ridefinizione dello stesso gioca un ruolo fondamentale, anche alla luce del contributo degli studi "postcoloniali": qualche coordinata per orientarsi nel mare agitato della trasformazione globale,  per una teoria critica radicale della globalizzazione, del conflitto e del capitalismo contemporaneo.
Per leggere le trasformazioni, per seminare critica e conflitto, servono strumenti adeguati, bagagli aggiornati, attrezzi all'altezza della complessità che ci circonda. Questo libro occupa sicuramente un posto importante, in questa cassetta degli attrezzi.

Sarà  un libro che troverò utile, che luciderà le lenti con le quali guardo il mondo.
Avrò qualche strumento in più di cui però poi non saprò che fare.


Segnalo questi due blog:
http://planbbureau.splinder.com/
http://quetzalcoatl.splinder.com/



giovedì, 21 febbraio 2008, ore 14:21


Lo confesso: inserire nel mio blog il simbolo di una lista elettorale mi costa. Lo faccio con un certo imbarazzo, mi faccio una piccola violenza, davvero.
Ma rispetto alla Mia presa di posizione ufficiale in vista delle elezioni, così attesa dalle agenzie e dagli organi di stampa, sciolgo la riserva.
Voterò "sinistra critica" (LINK)
Come è noto, della "falce e martello" poco mi importa. Anzi, quella scelta da "sin. crit" graficamente rimanda troppo al PCI, per i miei gusti, e trovo invece graficamente assai carina la "stellina/omino" simbolo usuale del gruppo di Cannavò e Turgliatto.
Comprendo la scelta anche un po' politicista di inserirla nel logo, ma per me è secondaria: voterei "sinistra critica" anche senza falce e martello, argomento sul quale si è consumato un dibattito abbastanza sterile e fuorviante, e sul quale non torno.

Non è certo l'arcobaleno il problema della sinistra arcobaleno. Anzi, l'immaginario che evoca l'arcobaleno a me piace pure (aldilà che graficamente il simbolo della sinistra arcobaleno è bruttino). Piccolo inciso, da un punto di vista eminentemente grafico, i simboli più belli della storia partitica italiana sono, a mio avviso, la vecchia "rosa nel pugno" prestata da Mitterand ai radicali, ed il logo che fu di "democrazia proletaria".

Voterò "sinistra critica" e pregherei i miei net-amici di evitare, visto che io di sinistra critica non sono - di dar luogo qui a polemiche di bottega nell'ambito della querelle tra PCL e i nipotini di Livio Maitan. E' un aspetto che non mi interessa ed anzi, faccio alle compagne ed ai compagni del PCL i migliori e sinceri auguri.

Leggo in giro le indignate proteste di chi si sente vicino alla sinistra arcobaleno contro il "voto utile" che PD e PDL reclamano per sè stessi (invitando anche a votare l'avversario). Proteste fondate, salvo che poi a livello concettuale la stessa arroganza viene rivolta dalla sinistra arcobaleno verso esperienze come sinistra critica o il partito di Ferrando. Se è arrogante l'invito al "voto utile" , lo è a prescindere dalle dimensioni di chi lo invoca. Mussi e i suoi se si presentassero prenderebbero forse meno dei due gruppetti di estrema sinistra. Avranno 7 od 8 deputati solo perchè tutelati dall'abbracio con Bertinotti, non certo perchè rappresentativi di qualcosa in maggior misura di sinistra critica.
Leggo appelli che parlano delle due piccole esperienze a sinistra del PRC come di "guardiani del cimitero", avocando a se lo spirito di "Genova", per esempio. Loro, che stavan nel governo che ha promosso tutti, da De Gennaro in giù.
Questa si, è una forma di arroganza. La mia polemica non è tanto rivolta a chi voterà per la sinistra iridata, ma verso i suoi dirigenti, grandi, piccoli, o in carriera in attesa del loro posticino al caldo. Con lo spirito di Genova, voi, non c'entrate più nulla.
I necrofori della politica intesa come prassi di cambiamento che irrora la società, i quartieri, i luoghi del lavoro, del pensiero ed il territorio siete voi, che avete monetizzato sogni e desideri di centinaia di migliaia di persone per anestetizzarli nelle logiche di palazzo, ossequiosi della governamentalità. Salvo vedersi far saltare il giochino da un Mastella uno.
Siete voi, che proseguite nell'unica strada che vi si apre davanti: un cartello che vive su una scheda elettorale con una legittimazione che viene dall'alto delle sue nomenklature che riproducono loro stesse.

Un cartello che con le stesse pratiche verticistiche continua ad allearsi col PD nei comuni, decidendolo dall'alto ed imponendolo alla tanto blandita "base", a "prescindere",  magari animando in modo improbabile comitati di quartiere contro le scelte fatte dalle giunte dentro le quali si sta comodamente. Decisioni che coi singili territori, con le specificità locali c'entrano nulla, perchè le stabiliscono veltroni e bertinotti nazionalmente nell'ambito del loro gioco delle parti.
La fine che farà "sinistra arcobaleno" a me è chiara, è scritta nel suo DNA. Non la ribadisco qui, ma mi pare di aver dimostrato che di rado mi sbaglio quando prefiguro scenari.
Leggo un Bertinotti , stamane, che orgogliosamente rivendica che la lista che guida non è un cartello elettorale, ma soggetto politico.
Peccato che stamane si votava sul rifinanziamento delle missioni, ed il soggetto è così tanto solo elettorale (anzi, elettoralistico) e così poco soggettività politica, che i 4 gruppi si son comportati in "anarchico" ordine sparso: chi ha detto NO, chi si è astenuto, chi ha lasciato libertà di voto (quindi su un tema simile uno di sinistra democratica poteva tranquillamente votare SI, No o astenersi), chissà cos'altro. Tanto per dare l'dea (contestualmente l'Italia riconosce il Kossovo sconfessando un pronunciamento ufficiale del parlamento di soli pochi mesi fa: come si diceva una volta?Questo palazzo non serve ad un...)
Questo è il cimitero, questa è la morte della politica, pensare a quella cosa  che si intende per "sinistra" come un marchio che vive in una scheda e si autorappresenta nel palazzo al solo fine di autorappresentarsi, che tanto le contingenze renderanno possibili scelte di un tipo quanto il loro contrario, in spregio di quanto affermato magari pochi giorni prima. Rifondazione a Roma è stata persino capace di votare con la destra la rimozione di Simeone dal ruolo di vicepresidente del consiglio provinciale (ruolo istituzionale, non politico). La sua colpa? Per le destre, aver concesso la sala ad una iniziativa No-Bush. Per Smeriglio e i suoi, non esser un allineato (qui la storia)
Voterò sinistra critica perchè è l'unico voto che in coscienza posso dare, perchè ho elementi materiali sufficienti per pensare che la sinistra arcobaleno è un fugace cartello tecnico privo di una idea di società, di un progetto, incapace di esser strumento di rappresentanza nello spazio della compatibilità cui si piega, i cui eletti potranno - trovando adeguate ed indiscutibili motivazioni contingenti - rivotare l'invotabile domani, magari.
Tanto, comunque vada, il terreno della resistenza e del cambiamento, è in altri luoghi. E se non è chiaro dopo questi due anni, credo che non lo sarà mai.

giovedì, 14 febbraio 2008, ore 13:43



Post cazzaro che ho poco tempo.

Intanto, vi saluto: per il mio imminente compleanno usufruirò di ameno soggiorno in un "wine resort" con tanto di circuito benessere che, tra gli altri benefici trattamenti, prevede persino la "vino terapia". Un salubre bagno nel vino dalle proprietà, pare, straordinarie.

Veltroni lascia il Campidoglio, non per andare in Africa come promesso solennemente anni fa ma per far finta di tentare l'approdo a Palazzo Chigi.
Anche qui, un po' di ritorno dell'eguale: non siamo in effetti all'ennesima riproposizione di un leader (Berlusconi) che pur avendo partecipato alle elezioni per "X" volte ci riprova, ma siamo in ogni caso innanzi ad uno che riesce a fare retorica nuovista pur avendo già provato, un paio di lustri fa, a guidare il principale partito di "centrosinistra" con risultati depressivi (segretario dei Ds è già stato) ed essendo già stato vicepremier.
Lascia il Campidoglio dopo aver approvato un PRG assai criticato dai movimenti di lotta per la casa, da urbanisti e dagli ambientalisti, e abbastanza gradito da palazzinari vari (uno su tutti, Bonifaci, editore di destra) che potranno usufruire di deroghe e varianti varie.
Ma ciò meriterebbe lungo e pesante post, lascio perdere. (due suggestioni, QUI e QUI)
Alludevo, nello scritto precedente, al discorso di Spello, che masochisticamente ho seguito in diretta su SKY.
Lo ho trovato davvero stucchevole. Non parlo dei contenuti ma della precisa scelta scenografica e comunicativa: un "finto" comizio. Un discorso all'aperto ma per la TV, con inquadratura immobile (40 minuti immagine ferma come sopra), innanzi a qualche decina di sostenitore comparsa rigorosamente under 20 e centinaia di fotografi e cameraman (l'inquadratura sul pubblico non è mai stata più ampia di quella che ritraggo sopra, tanto per capirci. Eran 20, ma potevan esser 50 mila). Un comizio post moderno, asettico ed artificiale. Con tanto di manifestini formato a4, in orizzontale, in stile caucus USA. Un discorso pr la Tv che poteva esser fatto in studio ma che è stato fatto all'aperto per simulare un comizio.
A me, che lo ho seguito, ha fatto davvero una certa impressione, questa freddezza. Ma senza averlo osservato e difficile capire ciò che intendo. Mi rendo però perfettamente conto che queste scelte sceniche rispondano ad una logica dominante di "rappresentazione" della politica, ahimè, vincente.
Le scelte fatte in queste ore rendon più chiara la strategia Veltroniana (quella che ho criticato in "se fossi Veltroni avrei fatto così"), che non è stata un errore, dal suo punto di vista, ma una scelta precisa: sacrificare la maggioranza -accelerandone la crisi -al fine di accreditare il PD, aldilà della sconfitta, come unico interlocutore della destra e saldare meglio i rapporto coi poteri forti. Non è stata perdente perchè Veltroni non aveva certo l'obiettivo di battere politicamente Berlusconi (conflitto di interessi, bla bla bla) e salvare Prodi, ma difar uscire di scena quest'ultimo per costruire un nuovo consociativismo con il primo, funzionale alle reciproche contingenze ossequiose di un pensiero unico che mal tollera le alterità.
Operazione che per altro -nelle sue ricadute elettorali - da luogo a effetti del tutto simili a quelli che sarebbero stati determinati dal referendum Guzzetta. A esser ingenui, uno si chiederebbe come mai alla lista "one man party" di Di Pietro è stato concesso ciò che non è invece permesso a Radicali e Socialisti, ma non siamo ingenui, e non ce lo chiediamo.

Per finire, un tardivo saluto ad Angese, scomparso alcuni giorni fa. A lla settimana prossima!





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