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"da bambino giocavo con le pentole" convivente con 6 mici: Marx, Takeshi, Paride, Omero, Khalì e Micilla! diffondere conflitto-fare movimento-autonomia-ciclista urbano-militante gattofilo e fondamentalista anticlericale.

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lunedì, 30 ottobre 2006, ore 17:49

CRONACHE VARIE

Ed eccomi nuovamente ospite di un internet point. Questa volta è pakistano, devo dire che è quello dove mi trovo meglio. Ho poco tempo...amenità sparse.

***

Tornato  finalmente, sabato sera, al centro sociale. Ho rivisto le compagne ed i compagni...ho solennemente promesso che mi farò vivo in assemblea (manco da un po') e mi sono drogato assaje.

Bello.

***

Mi sono connesso di rado ma di questa cosa sui blog, mi pare,  si è parlato pochissimo: una coppia di talassemici ha fatto ricorso contro l'articolo della legge 40 che vieta l'analisi preimpianto. La Corte Costituzionale(si attendono le motivazioni) ha respinto il ricorso, è quindi costituzionale quanto segue: siete una coppia portatori sani di una malattia genetica? Avete fatto ricorso all'inseminazione artificiale? Vi è vietato fare l'analisi preimpianto (ossia verificare le condizioni dell'embrione prima che venga impiantato) e quindi si è obbligati all'impianto . Del tutto coerentemente e logicamente, però, qualche settimana più tardi , se dovesse verificarsi che il feto è malato, sarà possibile procedere all'aborto terapeutico. Sentenza discutibile sostanziata anche da una legge che ha del perverso e che contiene molte incongruenze, come quella appena descritta. Sarà questione meno importante di altre (per me, no) ma non mi risulta esserci un grande dibattito nel centrosinistra per modificare una legge che, ricordiamolo, non è stata votata solo dal centro destra ma anche da buona parte dei parlamentari del futuro "partito democratico".

Una legge che sarebbe stata modificata se quelli che si svegliano una volta ogni 5 anni "contro berlusconi",  fossero andati a votare l'anno scorso, che ci si esprimeva su una cosa concreta e dirimente. Ma si sa, riflettere e scegliere su quel referendum richiedeva uno sforzo sinaptico superiore a quello che basta per limitarsi a dire che berlusconi è cattivo.

***

Si narra che Israele in questi giorni abbia più volte violato lo spazio aereo libanese, ed abbia preso di mira, in acque internazionali (anche sparando) navi ed elicotteri tedeschi in misssione unifil. Però si son scusati: han sparato all'elicottero perchè non sapevano bene cosa fosse. Preventivi.

***

finanziaria: due cosette, dette da due che non è che siano la mia simpatia....chi mi ricorda che è aumentata la no tax area, legga, se gli son sfuggite.

non si può decidere dall'alto una redistribuzione dei redditi usando la leva fiscale e al tempo stesso togliere le risorse destinate ai servizi, perchè costringi i comuni ad agire su quelle stesse fasce di cittadini in maniera difforme o addirittura contraria rispetto a quello che hai fatto tu. Che lo facesse il centrodestra lo trovavo sbagliato ma non sorprendente, ma che lo faccia il centrosinistra proprio non mi va.

(vabbè ora questo si innnervosisce solo perchè c'ha paura di perder i voti e la poltrona di sindaco...)

Nel 2005 un lavoratore dipendente del settore industriale «guadagnava una retribuzione lorda media pari a 23.100 euro. In assenza di carichi familiari, con la nuova struttura dell'Irpef a parità di reddito nominale questo lavoratore risparmierebbe in termini di imposta circa 60 euro l'anno», che si riducono a 10 a causa dell'aumento dei contributi previdenziali. Ma «valutando anche l'impatto del drenaggio fiscale sul prelievo dell'Irpef» l'effetto complessivo «è un aggravio del prelievo tra il 2006 e 2007 di circa 120 euro».

Questo è Mario Draghi. Ora....sarà vero che "anche i ricchi piangono" (anche se non è che lo yacht del celeberrimo manifesto rifondarolo di lotta e di governo, lo abbia chi guadagna 45.000 euro all'anno), il problema è che continuano a pianger quelli di prima.

Votate il sondaggio..che al prossimo internet point lo cambio.

Besos.

giovedì, 08 giugno 2006, ore 21:54
La montagna ha partorito....

..un topolino: Giuliano Amato.
Da un po' di tempo non parlo del teatrino, faccio una pausa.
A Qualcuno forse è sfuggita l'importanza e la criticità di questa scelta: la creazione della Commissione interministeriale di bioetica presieduta dal dottor sottile.
Con ordine: 4 giorni di conclave e brain storming in una elegante residenza nel cuore dell'Umbria, presenti Prodi e tutti i 25 ministri. 24 su 24h di lavoro(...).
Uno si aspetterebbe chissà quale summa.
E invece...
L'unico frutto rilevante di questa 4 giorni è il varo della suddetta commissione.
Alcune osservazioni, di metodo (ossia di cornice, e oggettivamente suscettibili di perplessità da qualunque parte si sia schierati) ed una di merito.
1) non si capisce il senso di questa trovata, e spiego il perchè.
Presso la presidenza del consiglio dei ministri, esiste già il Comitato Nazionale di Bioetica, composto da tecnici e politici, con un ruolo di consulenza per il governo sui temi della bioetica.

Inutile dire che istituire una commissione analoga formata da ministri risulta un po' pletorico e pleonastico.
Ma andiamo oltre. Questa commissione sarà presieduta da Giuliano Amato.
Aldilà del merito (ci entro dopo) che senso ha?
E' il ministro degli Interni.
Competenza che con la bioetica c'entra poco, e ministero che credo che già di per sè dia il suo bel da fare ad Amato, non si capisce come possa trovare anche modo di guidare in modo efficace una commissione del genere con la rilevanza che questa ha.
Inoltre: capirei se si formasse un coordinamento tra i tre/quattro ministeri che a vario titolo toccano questa problematica (ministeri della salute, welfare, giustizia, famiglia). Questa commissione sulla bioetica è invece presieduta dal ministro degli interni (?) ed è aperta..ad iscrizione libera, ossia..se il sottosegretario alle attività produtttive, piuttosto che quello ai beni culturali, intende parteciparvi..vi partecipa.
mah.
Quel che parrebbe essere è un realtà una sorta di comissariamento del tema, per "imbavagliare" e privare di autonomia i ministeri specifici (a 'sto punto che ci stanno a fare?che margine hanno rispetto all'usuale agibilità di cui gode un ministro?), evitare insomma che Mussi possa fare nuovamente un'uscita come quella fatta a Bruxelles qualche giorno fa, creando un organismo che si sovrappone ad altri, e che crea confusione su titolarità dell'iniziativa in tal senso.

Anche perchè i singoli ministri godono già un un contesto naturale dove verificare e veder vagliato e coordinato il loro lavoro: banalmente....il Consiglio dei Ministri, presieduto da Romano Prodi, sede che "coordina" il lavoro dei ministeri in ossequio a quanto afferma la costituzione. Con questa logica, si può dar vita davvero a millanta commissioni fotocopia su ciascun problema.

Oltre poi al comitato di bioetica, che a questo punto pare svuotato, vi sono nelle camere le commissioni parlamentari , sede naturale di discussione dei vari provvedimenti legislativi.
Se l'intento non fose stato quello di "commissariare" in modo improprio i ministri creando un organismo che di fatto limita l'azione dei singoli ministeri , avrebbero potuto fare un ministero ad hoc (tanto 25 o 26..a 'sto punto...un paese che è così "serio" da nominare, unico caso al mondo , 100 tra ministri, vice e sottosegretari, può fare anche un ministero sulla bioetica) ,o -se proprio non facciamo a meno di moltiplicare organismi che si sovrappongo sino a non capire più chi deve decidere che cosa, creare un organismo specifico di coordinamento dei 4 ministeri interessati, invece che mandare il ministero degli interni a presiedere un organismo che c'entra nulla con ciò di cui questo si occupa.

La critica di merito.
..e qui si spiega secondo me la scelta di Amato.
Chi sa quali siano le posizioni di Amato sui temi bioetici, beh...capisce facilmente per quale motivo sia stato scelto proprio lui.
MANOVRA BIS
Non sto qui a disquisire sul merito della scelta, ammettiamo che sia necessaria (chissà chi pagherà..).
Anche qua..i passi sono preoccupanti. Sino al 4 giugno, sui giornali,a mega vertice umbro in corso, esponenti del governo assicuravano con formule all'indicativo e per nulla dubitative che la manovra non si sarebbe fatta. Tre giorni tre...e si scopre che si farà.
Delle due l'una:
O mentivano sapendo di mentire, e sarebbe grave;
Oppure, se invece era affermazione convinta, che dei ministri neghino qualcosa fermamente per poi...scoprire 3 giorni dopo che la manovra va fatta, c'è da preoccuparsi perlomeno in quanto a competenza e sale in zucca quando aprono bocca, e forse è ancora più grave.
Ovviamente era già chiaro da qualche giorno almeno che si sarebbe fatta. Tanto valeva dirlo....invece che spergiurare il contrario.

Di certo, di fronte ad una repentina autosmentita su una roba che vale da sola 20.000 miliardi di lire di tagli, di fronte a fatto così oggettivo, qualsiasi dichiarazione che io dovessi leggere domani da parte del tal ministor, quale che sia l'argomento, avrà il valore di una barzelletta.

E dire che Prodi -tra le poche cose comprensibili che ha borbottato in campagna elettorale-predicava serietà.
Sotto questo aspetto, la serietà non mi pare affatto diversa dai precedenti.

Ci sarebbe poi da raccontare due succosi episodi relativi al senato, che da soli lasciano immaginare quanto sarà possibile che in quella camera venga approvata , tanto per dire, la finanziaria.
Ma ho già scritto troppo.
VOTATE IL SONDAGGIO: FAVOREVOLI ALL'AMNISTIA? (vedi a sinistra)

postato da moltitudini· archiviato in referendum, politicamente scrivendo, anticlericalismo·permalink · commenti (27)
sabato, 11 giugno 2005, ore 09:22

W L'OSTENTAZIONE DEL GAY PRIDE

Scrivo questo pezzo mentre ascolto "i'm too sexy", brano culto degli anni 80 modalioli e delle catwalk.

Mi è capitato di parlare in vari forum del tema omosessualità.

Uno dei concetti che viene spesso ribadito è " nessuna discriminazione verso i gay, però non mi piace l'ostentazione che viene fatta nelle "parade" in occasione dei pride".

E' un'affermazione che viene fatta spesso in buona fede.

Io invece quell'ostentazione la trovo bellA, giusta, legittima, e utilmente iconoclasta.

Tette culi e modelli etero vengono ostentati di continuo, anche sui tutt'ora democristanissimi canali di stato.

Finchè qualcuno affermerà perplessità neiu confronti delle sfilate gay edel loro...."folklore", significherà che ci sarà bisogno di esse.

Lo trovo uno splendido e gioioso modo di urlare al mondo il desiderio ed il diritto di gestire il proprio corpo come cavolo si desidera, un intelligente forma di autoironia (che poi è ciò che esattamente non viene capito),una modalità di "giocare" con la propria cosidetta, supposta, imposta...."diversità", che poi lo appiamo bene che la sera , coi viados, ci vanno onesti, affermati e stimati padri di famiglia.

E' una tecnica di comunicazione che sbatte in faccia ai bacchettoni la loro pruriginosa ipocrisia, le false pudicizie, che rimette in discussione modelli, culture, valori.

Soprattutto nella società biopolitica, il corpo, è un importante strumento di libertà e comunicazione.

in fondo sono una drag queen repressa anche io.

il 12 e 13 giugno

SI

postato da moltitudini· archiviato in referendum, politicamente scrivendo·permalink · commenti (5)
lunedì, 06 giugno 2005, ore 12:02

PROTESTANTESIMO, LA DONNA, INDIA

Ieri sera guardavo, su RAI2 "protestantesimo".

C'era un bel servizio sul lavoro delle chiese evangeliche in India.

Fondamentalmente sono in piedi tutta una serie di strutture, teologiche, sociali etc, che hanno fondato il loro lavoro sul tema di genere, sull'autodeterminazione femminile.

Hanno aiutato donne a elaborare il loro essere portatrici di diritti, hanno sostenuto progetti di imprenditoria femminile, hanno insomma messo in piedi tutto un lavoro sociale con l'obiettivo di affermare, in India, i diritti della donna, la parità, contro il patriarcato.

Anche sotto il punto di vista teologico, ovviamente. (interessante ciò che diceva una teologa indiana evanelica, sul "liberare le donne attraverso il testo, la Bibbia, che per colpa di alcuni ha rappresentato  la loro oppressione").

Come si sa, il mondo delle chiese riformate, sui temi di genere e della parità , è anni luce pià avanzato che quello cattolico.

DI certo il servizio di ieri mostra uno..stridore con la figura di madre teresa di calcutta, che di certo ha basato il suo operare , da quelle parti, ijspirata ad altri valori...diciamo...non certo quelli dell'emancipazione.

a questo proposito, vi invito a dare un'occhiata a questo libro, che linko sotto...interessante, eh?

http://www.uaar.it/documenti/webmagazine/39.html

http://www.minimumfax.it/libro.asp?libroID=18

VOTA SI PER LA LIBERTA' I DIRITTI GLI AFFETTI

postato da moltitudini· archiviato in referendum, politicamente scrivendo·permalink · commenti (5)
venerdì, 03 giugno 2005, ore 23:30

RUTELLI E FASSINO: VERGOGNATEVI

SONO IN PAUSA (LEGGETE IL POST PRECEDENTE) MA QUESTA NON ME LA TENGO.

Rutelli " mi astengo, ma non è una posizione politica, è personale. Ma chi vota si sbaglia, la legge va cambiata in parlamento".

Ma cosa dici? ma quanto sei ignorante? Pigli per il culo?

e quando firmavi negli anni '80 gli appelli per la fecondazione assistita assieme ai radicali?

Non è una posizione politica? Una dichiarazione di voto?

Vuoi cambiare la legge in parlamento?

ma lo pensi veramente che se il referendum fallisce qualcuno si prenderà la briga di cambiare la legge? O scherzi?

come si potrà cambiare la legge se i tuoi amici papisti potranno farsi forza del fallimento del referendum?

e Fassino? "la posizione di rutelli è legittima".

Ma sta roba qua è roba di sinistra?

Ma a Fassino, qualcosa del referendum importerà?

Mi fate schifo, davvero, umanamente, ontologicamente.

postato da moltitudini· archiviato in referendum, politicamente scrivendo·permalink · commenti (10)
mercoledì, 01 giugno 2005, ore 16:41

questo è il testo di un volantino che ho scritto per il mio centro sociale e che distribuiremo in collaborazione con i medici dell'"ambulatorio internazionale citta' aperta"

 

IL 12 E 13 GIUGNO VOTA 4 SI AI REFERENDUM SULLA PROCREAZIONE ASSISTITA

SONO IN GIOCO I DIRITTI DELLE DONNE, LA LIBERTA’ DI SCELTA, LE POSSIBILITA’ DI CURA PER GRAVI MALATTIE, L’AMORE E GLI AFFETTI DELLE PERSONE

 

Con la legge 40 lo Stato irrompe nella vita privata delle persone imponendo come assoluta una morale che tale non è: le visioni etiche e culturali di alcuni, legittime ma personali, si incarnano in una legge che impone a tutti un precetto morale unico e universale

LA VITTORIA DEL SI INVECE SLVAGUARDEREBBE IL DIRITTO ALL’AUTODETERMINAZIONE IN MATERIA DI AFFETTI, DI SALUTE, DI  GENITORIALITA’ , DI FAMIGLIA E LA LEGGE SULL’ABORTO, LASCIANDO SPAZIO ALLA PLURALITA’ DI SCELTA.

PERCHE’ VOTARE SI Per permettere ai ricercatori di indagare le potenzialità terapeutiche delle cellule staminali  embrionali contro gravi malattie degenerative, che ora è vietato. Per evitare che, attraverso l’equiparazione dei diritti dell’embrione appena concepito a quelli della persona , si arrivi in modo conseguente ad attaccare la legge sull’aborto

 Per permettere la fecondazione eterologa: utilizzare un gamete esterno alla coppia e’ l’unica risposta a casi di grave sterilita’ o di gravi malattie. Con il SI si affermerebbe un’idea di genitorialià non legata solo al DNA ma all’amore, agli affetti, alla consapevolezza ed alla scelta

 

 Per evitare l’obbligo di impianto simultaneo di tre embrioni ed il divieto del loro congelamento, ciò mette a rischio la salute della donna, riduce le possibilità di successo del trattamento e obbliga alla ripetizione di invasivi e pericolosi cicli di trattamento, mentre con il congelamento è possibile procedere ad un ulteriore impianto senza effettuare ulteriori terapie. 

 

 Questa legge ci riguarda tutti, perché entra violentemente nella sfera privata delle persone, perché discrimina (chi può, accederà a tali tecniche all’estero), perché afferma per legge un unico modello di famiglia e di genitorialità.

 Questa legge è ipocrita e in contrasto con altre leggi (la 194 e la Costituzione),  è violenta contro il corpo delle donne: non è possibile revocare il consenso all’impianto degli embrioni, costringendo il medico ad effettuare contro la volontà della donna l’impianto, la legge non rende possibile fare sull’embrione ciò che viene normalmente fatto (con l’amniocentesi) durante la gravidanza: non è infatti possibile ricercare la presenza di eventuali patologie nell’embrione, che deve esser impiantato senza nemmeno valutarne la salute. Non si può toccare l’embrione…ma poi si può abortire?

 Se la legge rimarrà così com’è, ci sarà un solo modo per sanare questa contraddizione: introdurre i diritti del concepito anche in materia di interruzione di gravidanza, abolendo di fatto la legge sull’aborto.

 

 QUESTA LEGGE E’ DANNOSA E DISCRIMINATORIA, LEDE LA LIBERTA’ DI TUTTE E TUTTI, E’ CONTRO LA SALUTE DELLA DONNA E DEL BAMBINO

 VOTA  4 SI PER DIFENDERE I TUOI DIRITTI, QUELLI DEI MALATI, DELLE DONNE, E DELLE BAMBINE E BAMBINI A NASCERE BENE E MEGLIO.

 

 

 centro sociale occupato autogestito emiliano zapata, genova

 ambulatorio internazionale citta' aperta

 

 
postato da moltitudini· archiviato in referendum, politicamente scrivendo·permalink · commenti (10)
lunedì, 30 maggio 2005, ore 16:36

PENSIERI DISORGANIZZATI E SPARSI

REFERENDUM VARI, ULIVI, MOVIMENTI

In occasione di referendum come quello sulla legge 40, così come in occasione del dibattimento della legge stessa, gli schieramenti politici si incrinano, e nell'uno e nell'altro campo, vi sono prese di posizione anche significative e corpose divergenti dalla linea che si attribuirebbe allo schieramento d'appartenenza.

Solitamente ciò non crea troppo scalpore, si dice "su questi temi è in gioco la coscienza di ciascuno...c'è liberta di coscienza" etc. Ma io ogni volta mi dico: quale decisione politica non è una questione anche di coscienza? Una legge sull'immigrazione o sulle droghe, non è anche una questione di coscienza? E la partecipazione ad una guerra?

Eh no, Io non ci sto. Per me , su un tema come quello della legge 40, ci si divide, banalmente, in reazionari e progressisti. In chi crede nel rispetto delle libertà individuali e nella laicità dello stato e chi invece ritiene fondanti assoluti ed universali i propri convincimenti etici. In chi accetta, sempre con occhio critico, gli interrogativi e possibilità che la scienza pone e chi si rifugia nell'oscurantismo. In chi vuole negare libertà alla donna e chi invece ritiene fondamentale l'autodeterminazione nelle scelte che riguardano il corpo femminile.

Mi spiace, ma banalmente, ci si divide in destra e sinistra, culturalmente, prima che politicamente. E ritenere "orfano" un figlio nato con la donazione di una cellula uovo esterna alla coppia è una opzione culturale. Legittima e rispettabile, ma che non mi si può essere imposta. Io riterrei figlio mio senza dubbio alcuno un figlio nato eventualmente dalla donazione di uno spermatozoo non mio. Lo vedrei nascere, lo curerei dal primo istante. Chi ritiene fondante il vincolo biologico nella determinazione della paternità /maternità, ha il mio rispetto. Ma una sua convinzione morale (non scientifica e tecnica) non mi può essere imposta.

Il centro sinistra è pieno di gente che invita all'astensione e che ha votato questa legge.

Mezza "margherita", l'udeur: questa roba qui, in uno schieramento "progressista", non dovrebbe esserci. Uno schieramento che è diviso su un tema così...per me, non è tale. Non vedo motivi, alle prossime elezioni, per tornare a votare.

Qualcuno ha coniato una metafora assai felice: l'ulivo (ex) è un po' come il milan che, in vantaggio di 3 gol, si suicida. Lo ho già scritto.

Mi fa ridere ed inkazzare come , da anni, dentro il centro sinistra, si continui a discutere di contenitori: centro-sinistra con o senza trattino, Fed, Unione, Ulivo, partito riformista, democratico, Primaire (finte) si, primarie (vere, che si fa brutta figura) no,etc.

Non un reale confronto, non una reale proposta su temi concreti: fiscalità, reddito, diritti, crisi economica, lavoro, ambiente, scuola,mercato del lavoro. Non uno straccio di visione alternativa di società. L'unica presa di posizione che ho notato in questi giorni è stato il plauso verso confindustria. Auguri.

Come già scrissi tempo fa, votateveli.

Vedo barlumi di movimento riprendere vigore: a Roma, a Bologna, mi par di poter dire. Anche al sud, sulle tematiche ambientali. L'illuminato Cofferati, risponde con lo sterile strumento della legalità a chi pone , anche con mezzi di disobbedienza (che per altro sarebbero anche patrimonio del movimento sindacale) il problema della casa (già su temi così, l'unità del centro sinistra, non esiste).

Ma manca la spinta complessiva di qualche anno fa: anche nei movimenti esiste un ceto politico "burocratizzato", ed il capitale accumulato sino al 2001 e poco dopo..è andato praticamente disperso.

Francia: ha vinto il NO, come si sapeva. Io sarei stato in difficoltà a votare. Perchè il No può esser inteso come una regressiva difesa dell'idea di "nazione", in cui ovviamente non mi ritrovo.

Certo è che questo No ha il merito di porre sul piatto l'esigenza di un dibattito vero sull'Europa. Non si da un progetto politico subordinato all'unione monetaria, non si da una costituzione imposta astrattamente dal'alto e semisconosciuta.

E' vero che le grandi costituzioni sono state scritte da "costituenti" , membri delle nomenklature, ma con processi democratici assai più corposi alla base, e , di norma, a conclusione di grandi processi politici "costituenti" dal basso (guerre di liberazione, rivoluzioni etc.)

La costituzione europea è un oggetto sconosciuto, lontano, astratto ed imposto dall'alto, sconnesso da un "unione " politica affatto facile da pensare e costruire. Questo No costringe a parlare d'europa. E non è un male.

postato da moltitudini· archiviato in referendum, politicamente scrivendo·permalink · commenti (12)
martedì, 17 maggio 2005, ore 20:03

UN CRISTIANO E IL REFERENDUM SULLA PROCREAZIONE ASSISTITA

Vi invito a leggere, anche se lunghi, i due articoli in materia "referendum sulla legge 40".

Non sono stati scritti da ferventi atei materialisti, privi di etica e valori (insomma, come me..ehhehe), come viene considerato, da parte di alcuni cattolici, chi non ritiene di dover vivere in uno stato che scrive leggi sotto la dettatura di Ruini:

Sono di  un pastore evangelico battista, Salvatore Rapisarda, persona che, al contrario del sottoscritto, ha trovato nel Vangelo e

nella Fede una via grazie alla quale relazionarsi con "l'assoluto", una risposta al senso dell'esistenza, un sistema di valori grazie a cui compiere i propri passi.

Come senz'altro fanno molti cattolici.

Ma questi due brani mostrano, anche a noi "laici", come non vi sia un solo "modo" di essere cristiani, ma che ad una profonda religiosità ed a una Fede convinta, possono associarsi prese di posizione aperte al mondo, alle ragioni degli altri, ai problemi che la società di oggi ci pone. I brani sono tratti da : il primo, da "Riforma", periodico settimanale delle chiese battiste, metodista e valdese, pubblicato nel marzo 2005, il secondo da "Agire Solidale", nel mese di Aprile.

Per chi è interessato all'aspetto più religioso, per motivi di percorso personale o come curiosità intellettuale, consiglio: www.chiesavaldese.org e www.ucebi.it (unione chiese battiste).

Buona lettura.

A quindici giorni dalla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (n.
 45 del 24.2.'04) è entrata in vigore la legge n.40 del 19 febbraio
 2004, in materia di procreazione medicalmente assistita (pma). 

Strano come a  poco più 
di un mese dal dibattito parlamentare per la sua approvazione, e dalle 
polemiche che l'hanno accompagnata, la questione sembra caduta nel 
dimenticatoio, soppiantata dal fervore di una lunghissima campagna 
elettorale che ci accompagnerà fino a giugno. Eppure la materia  trattata 
dalla legge in questione continuerà ad avere i suoi effetti sulle  persone 
singole, sulle coppie e sulla società.
La legge sembra essere dettata da uno spirito autoritario (è praticamente 
volta più a vietare che a regolamentare); inoltre, sembra destinata a  creare 
più problemi di quelli che vorrebbe  risolvere. Un qualche merito, comunque, 
la legge lo mostra. Trovo positiva la tutela dei "diritti di tutti
 i soggetti coinvolti, compreso il concepito" (art. 1). Messa così,  non 
sembrano esserci gerarchie tra i soggetti e la valutazione dei diritti 
diventa materia di meditazione e di valutazione, cosa che già la l. 194 
prevede. Trovo anche positiva la messa al bando della clonazione umana
 (art.12 ), nonché la produzione di ibridi (art. 13), nel rispetto  dell'unicità 
della persona e al fine di liberare la procreazione dal rischio di 
produzione industriale. Positiva mi appare l'attenzione allo  "stato di 
salute della donna" (art. 14), che può consigliare il rinvio del 
trasferimento in utero degli embrioni e la loro crioconservazione. Che cosa 
ne sarà degli embrioni così conservati, permanendo lo stato di salute non 
favorevole, sarà una faccenda da discutere. Finché non sarà toccata la 194 
lo stato di salute della donna avrà un peso considerevole. Tuttavia,  come si 
accennava,  problemi non ne mancano. Tra questi quelli relativi alla 
crioconservazione (dove ? per quanto tempo ?). Per finire, mi appare 
positivo l'avere escluso il disconoscimento del figlio nato tramite 

pma con seme eterologo (art. 9).Nel complesso la legge è intesa ad 

affermare l'esercizio della  paternità e 
della maternità  sul modello della famiglia di tipo tradizionale, di 
ispirazione cattolica. Pesante, in questa materia, è stata  l'influenza del 
magistero ecclesiastico, che in più occasioni ha fatto conoscere il suo 
parere conservatore  circa il ricorso alle tecniche scientifiche in materia 
di procreazione o di controllo delle nascite. Questo aspetto emerge in 
maniera prepotente nell'art. 5. Vi si legge che possono accedere  alla pma 
"coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi,  in età 
potenzialmente fertile, entrambi viventi". Questo articolo, come  si vede, 
circoscrive la possibilità di pma ad alcuni soggetti e ne esclude altri, 
quali le persone singole o le coppie omosessuali, nonché le coppie non 
conviventi. Inoltre vieta la pma che faccia ricorso a seme di donatore 
esterno alla coppia (pma eterologa). Con questa legge le donne, siano  esse 
single, sposate o conviventi, vengono discriminate. La donna non può  godere 
della pma se non tutelata da un uomo, marito o partner. Qui la legge  mostra 
il punto di maggiore debolezza, discriminando i cittadini e le cittadine, e 
invadendo una sfera che deve essere lasciata alla libera scelta dei singoli, 
senza invadenze esterne per motivi politici, etici o religiosi. Se a  nessuno 
verrebbe in mente di vietare la maternità a una single, perché, dunque,
 le viene vietata la pma ? Perché non si vuol pensare ad una banca del seme, 
alimentata da donatori sani e anonimi, come avviene con le banche del 
sangue, elemento quanto mai vitale ?
Si è saputo che la legge è stata approvata da uno schieramento
 
trasversale, a cui non hanno partecipato le donne parlamentari, con una sola
 eccezione. L 'hanno votata parlamentari dei due schieramenti che, evidentemente,
 hanno fatta propria la visione cattolica, nonché  la visione tradizionale
 della famiglia, del rapporto genitori e figli, dell'educazione della prole. A noi 
non è dato sindacare sulla coscienza dei singoli, ma ci sia consentito 
ricordare che una cosa è la dottrina religiosa, con le sue
 prescrizioni, altra cosa è la legge di uno Stato. L'infrazione della norma
 religiosa cattolica si risolve nel confessionale, l'infrazione della legge
 dello Stato ha gravi ripercussioni pecuniarie e professionali. 

Dai parlamentari di uno Stato moderno abbiamo il diritto 

di aspettarci rispetto per la laicità
 dello Stato, dunque ci aspettiamo che essi non trasferiscano nella  legislazione 
pubblica quelli che sono i principi della religione individuale ( se i 
nostri parlamentari fossero Testimoni di Geova, ci vieterebbero anche
 le trasfusioni ?).
Allo schieramento trasversale non è balenato in mente che il figlio o
 la figlia possa essere in primo luogo una persona da amare e che
 l'amore per il figlio o la figlia non passa attraverso il rapporto di coppia, 

ma è in  primo 
luogo un rapporto io - tu. Buffo è poi fare in modo che se una persona
(coppia) desidera fortemente un figlio o una figlia, tanto da sottoporsi 
alle pratiche della pma, alla fine si potrà ritrovare con tre figli, tanti 
quanto saranno gli embrioni da impiantare per legge.
Alla luce di quanto evidenziato, non ci resta che partecipare a tutte
 quelle iniziative volte, se non ad abrogare del tutto la legge, almeno a 
modificarla nei suoi punti più inaccettabili, a cominciare
 dall'art. 5.
Salvatore Rapisarda
 

(secondo articolo)
Dico subito che intendo votare SI a tutti e quattro i quesiti che il 
referendum del 12 e 13 giugno ci pone.
Parlo come cristiano evangelico e come pastore della chiesa evangelica 
battista. In questa mia veste parlo a titolo personale; non parlo a  nome di 
altri evangelici né a nome delle persone che frequentano la chiesa di  cui 
sono pastore. Nel mondo protestante nessuno parla o prende decisioni  per gli 
altri; la responsabilità personale e la libertà di coscienza sono  principi ai quali 

non intendiamo venir meno. 

Voterò SI perché ho firmato tutte e cinque le richieste e sono deluso  del 
fatto che non ci sia stato concesso di votare per l'abrogazione  della legge 
nel suo insieme. Essa è una pessima legge, che risponde  a una visione 
autoritaria e maschilista della società. Risponde anche a una visione 
cattolica, tanto che il card Ruini preferisce far fallire il
 referendum, per 
mantenere lo status quo, cioè per mantenere la legge così com'è.
 Desidero ricordare che l'Italia è uno Stato laico, non c'è più alcuna  religione di 
Stato, anche se l'occupazione cattolica della società ha raggiunto ormai 
livelli di integrismo da paese teocratico, come dimostrano leggi come  la 40, 
l'asfissiante presenza sui mass-media, la mancanza di pluralismo  religioso
 
che fa apparire i cattolici come gli unici depositari della verità,  negando 
spazio e visibilità a chi è portatore di cultura, di spiritualità e di 
proposte che vogliono portare del bene alla società nel suo insieme. 

La 40 è una legge che non rispetta il diritto della donna alla gestione  del 
proprio corpo, alla libertà di scelta in qualsiasi momento della  propria 
esistenza, alla ricerca della propria salute e della propria felicità,  all'
affermazione della propria emancipazione dalla tutela del coniuge o 
convivente (quesiti 2, 3 e 4). Una legge che non rispetta così la donna, una 
persona adulta e vitale, si incammina per una strada pericolosa in cui
 i diritti di tutti, a cominciare da quelli dei più deboli, vengono negati.
Infatti, siamo di fronte a una legge che pone seri ostacoli alla  ricerca 
scientifica a favore di chi è affetto da gravi malattie (quesito n. 1).
 Ci troviamo di fronte a una legge che favorisce il "turismo
 ginecologico" per 
chi se lo può permettere. Anche in questo caso crea discriminazioni a danno 
dei più poveri ed espone le donne al rischio di imbattersi in quei loschi 
individui che prima della 194 si chiamavano "mammane" o  "cucchiai d'oro", 
persone che agiscono al di fuori di ogni controllo e senza alcuna  garanzia di professionalità. 

Abrogando quanto più si può di questa legge, cioè votando SI a tutti e 
quattro i quesiti, avremo compiuto un passo nella direzione di una  società 
più civile, in cui si potrà dare speranza a chi oggi non ha possibilità  di 
guarire, a chi non può permettersi costosissime e pesantissime cure per una 
gravidanza medicalmente assistita, a chi potrà coronare il sogno di un 
figlio, anche senza la tutela di un partner, o facendo ricorso a una banca 
seme. Una società che saprà dare speranza e che non si muoverà nella 
direzione di minacciare sanzioni saprà educare i suoi cittadini in un
 clima di fiducia e di apertura alla vita. Di questo vento nuovo si sente un
 gran 
bisogno.
 


postato da moltitudini· archiviato in referendum, politicamente scrivendo·permalink · commenti (5)