"da bambino giocavo con le pentole" convivente con 6 mici: Marx, Takeshi, Paride, Omero, Khalì e Micilla! diffondere conflitto-fare movimento-autonomia-ciclista urbano-militante gattofilo e fondamentalista anticlericale.
Giorgio Napolitano ha, in occasione della "giornata della memoria per le vittime del terrorismo", rilasciato un paio di esternazioni che meritano attenzione.
La sintesi di un celebre quotidano è:"Napolitano: voce alle vittime, non tribune tv per i terroristi. Ancora segni dell'ideologismo nazista e comunista".
Ad una prima lettura, l'equiparazione col nazismo parrebbe riferita tout courtai comunisti tutti. Difficile che intendesse ciò, lui, cresciuto a Pravda e stalinismo, e noto sostenitore dei carri armati sovietici.
Leggendo l'intervista, infatti, si capisce che si riferiva a chi, negli anni '70, ha coltivato il "disegno rivoluzionario": sta in questo, "nell'intolleranza e nell'uso della violenza politica", il parallelo coi nazisti.
Su questo, mi interessa ragionare. Su questa banale rimozione della categoria della "violenza politica". Su questa mistificazione: la violenza politica non viene criticata tatticamente, strategicamente o eticamente, ma di per sè considerato elemento che rende "nazisti".
Come se l'elemento della violenza "politica", quali che siano le scelte fatte nei decenni, non fosse un elemento insito nel DNA del movimento operaio, marxista e comunista , storia dalla quale anche Napolitano proviene. Quanto sia culturalmente poco onesta, da parte di Napolitano, tale rimozione dall'album di famiglia "comunista" della categoria della "violenza" lo dimostra il dibattito congressuale di Rifondazione del 2003. Dibattito ben più appassionato di quello triste e burocratico che quel partito vive in questi giorni. Ora, aldilà degli aspetti strumentali per i quali quel dibattito fu promosso, fu non banale né scontato, a riprova della centralità di questo elemento nelle radici della sinistra novecentesca italiana.
Questo "parallelo", ha assai indispettito lo storico comunista Luciano Canfora (candidato nel pdci nel '99). Ma la reazione di Canfora (nella foto) è del tutto speculare delle esternazioni presidenziali.
Innanzi tutto Canfora avoca al PCI, al solo PCI, a quello uscito dal congresso del '26 a quello scioltosi alla bolognina, la legittimità esclusiva alla titolarità del "comunismo" in questo paese. Anche Canfora, insomma, rimuove.
Canfora interpreta le parole di Napolitano in modo estensivo: per lo storico, l'ex compagno parlava del comunismo tutto, dei comunismi tutti.
Ma non solo.
Per lo storico, Napolitano ha persino esagerato, ha attribuito troppa legittimità all'esperienza lottarmatista:"ma quale ideologismo comunista, ma quale disegno rivoluzionario, eran quattro imbecilli incolti forse prezzolati".
Col comunismo, con il PCI (dal quale la grandissima parte dei BR "storici" proviene) le Brigate Rosse non c'entravano nulla. Non un pezzo del movimento comunista italiano, pur minoritario, non un "disegno" magari condannabile ma nato comunque nel ventre della cultura e dell'immaginario "comunista" italiano.
Imbecilli, incolti. Rimossi.
E dire che pratica e cultura delle BR eran assai più simili a quelle del PCI di quanto non lo fossero quelle del "movimento". Ma questo Canfora lo "espelle". Lui è rimasto alle "sedicenti" Brigate Rosse, come scriveva l'Unità ai tempi.
Quanto al "diritto di parola". Sul piano "politico", che un capo di stato intenda negarlo a chi lo stato voleva abbatterlo, mi pare ovvio, banale, persino legittimo. Lo stato fa il suo mestiere, anche quando reprime.
Eppure, vintala "guerra", lo stato "repubblicano", DC e PCI, dal '48 al '53, furono generosi nel perdonare i reati politici (leggi: fascisti) dei decenni precedenti con una serie di amnistie che liberarono vertici militari del regime, collaborazionisti, torturatori, gerarchi.
D'altra parte, Violante (anticipando Berlusconi) già 10 anni fa rifletteva sul quanto fosse necessario comprendere le ragioni dei ragazzi di Salò. nel paradigma novecentesco, perlomeno in termini di opzione. Come se riguardasse altri, solo "i nazisti", e non la storia dalla quale anche Napolitano proviene. E' però sul piano culturale e intellettuale che questa affermazione viene da me criticata. L'indagine storica, la comprensione politica di quanto è accaduto negli anni '70 non posson esser condotte senza dare la parola a tutti i protagonisti di quegli anni, anni che ancora adesso, chissà come mai, si fa più fatica ad elaborare di quanto non fu facile elaborare (ed amnistiare) dopo 3 anni della vittoria dell'antifascismo.
Certo, sarà sempre una parola "manchevole": perchè le bombe nele piazze e nelle stazioni, i missili contro gli aerei civili, bè, tutto questo..non ha autore, non ha volto, non ha voce, e non intende averne. Nemmeno dobbiam porci il problema.
GOVERNO/PALAZZO
Tra i primi provvedimenti annunciati, uno grave: il taglio di una buona legge, la legge Gozzini.
Atto probabilmente popolare, ma sbagliato e ingiustificato. L'opposizione, per bocca di Chiamparino..protesta. Nel senso che si chiede se lo faranno veramente, mica ha da dire sul merito: "non sarebbe la prima volta che si fanno grandi annunci".
Unico barlume di protesta seria, quella di Gonnella di Antigone "e' lo spirito illiberale figlio dei tempi in cui viviamo, in cui si cerca esasperatamente la protezione individuale perche' e' scomparsa la sicurezza sociale. Ne tenga conto Veltroni che ha lanciato per primo questa campagna a Roma".
Chi mi conosce sa che non amo né Travaglio né quel furbone di Grillo, che invita nelle piazze per apporre firme inutili sapendo che sono inutili.
Ho ascoltato ciò che ha detto Travaglio da Fazio. Non mi è nemmeno piaciuto. Ma ne risponde lui, ne risponderà se è il caso, ed ha il diritto di dirlo. La levata di scudi, le ruffiane scuse di Fazio, danno la nausea. Allo stesso modo la gogna bipartisan contro Santoro (altro che non adoro) colpevole di aver trasmesso brandelli di V-day. Quale è il problema? Quella è cronaca, è racconto. E le reazioni bipartisan, da Petruccioli al PDL, si chiamano censura.
Esprimo infine rammarico per moralisti, parrucconi e simili che non hanno avuto dala manifestazione di Torino ciò che tanto avrebbero voluto. Comprendo siano rimasti insoddisfatti.
PRIDE LAICO 17 maggio Ecco manifesto ed adesioni. Per aderire, pridelaico@dirittinrete.org
Per altre info (programma università, per esempio) cliccate QUI o contattateci (a me privatamente o via mail "pridelaico")
Per vedere manifesto ed adesioni....
No, non parlo del risultato che tra qualche ora sarà noto.
Non so se vi sia mai capitato di fare gli scrutatori o i segretari durante le elezioni. Chi lo ha fatto sa che il lavoro può andare liscio come l'olio, in un simpatico clima di amicizia e concordia, così come sa che posson presentarsi tutta una serie di fattispecie critiche.
Per la soluzione di queste fattispecie, talvolta sono errori anche seri, esistono tutta una serie di soluzioni che posson esser o ineccepibili dal punto di vista della formalità e dei crismi ufficiali, o avere un connotato un po' più "informale" e pragmatico che permette di uscirne vivi in modo furbo, salvaguardando la regolarità del voto pur con qualche furbizia: necessario sotto questo aspetto esser anche flessibili, non rigidi ed avere nervi saldi concentrandosi sull'obiettivo...
Questa, la premessa.
Ora, sia ieri che oggi sono stati commessi dalle scrutatrici alcuni errori, alcuni anche discretamente palesi.
Come ho detto, a autto c'è comunque un rimedio. Va detto che se gli errori sono stati commessi per leggerezza o poca attenzione, la presidente in alcune occasioni è stata poco attenta nel dirigere i "lavori", dando indicazioni ferme da eseguire in modo pedissequo.
Il problema però è che innanzi all'errore conclamato la presidente non ha per nulla la lucidità e la tranquillità psicologica necessarie a risolvere nel modo più proficuo la situazione, e si irrigidisce nel recrimininare ed imputare gli errori, senza passare "oltre".
In mezzo, io, segretario (ruolo che non prevede alcuna autorità decisionale ufficiale, che solitamente svolgo con l'indole del "fantasista/consulente") che per quel poco di esperienza in più che posso avere vengo - da un lato - interpellato per individuare l'errore nella "filiera" o per consigliare la possibile soluzione - dall'altro sono cercato come figura "intermedia" di mediazione nella relazione tra le 5 mie compagne di avventure, gruppo nel quale oramai il clima è irrimediabilmente compromesso.
Gli errori sono marchiani (inanellati in una serie che ha del comico) ma tuttavia risolvibili, però in questo clima la vedo dura, molto dura, perchè mancan la serenità necessaria e perchè l'obiettivo delle varie parti in causa è perlopiù dimostrare la responsabilità altrui e non cercare rapida soluzione nell'interesse di tutti.
Sono seriamente preoccupato, dico davvero, e prevedo lungaggini che mi distoglieranno dal cianciare televisivo post elettorale.
Molti blog hanno ironicamente sottolineato la stucchevolezza dell'inno "meno male che Silvio c'è".
Mi pare giusto, in ossequio alla par condicio, fare dare spazio anche al "I'M PD" sulle note di YMCA.
Questa grottesca gara (un insulto al buon gusto prima ancora che questione politica) è davvero simbolica, secondo me. Perchè non dovremo trovare "i'm pd" meno ridicolo dei buffi inni berlusconiani?
Evoca un immaginario, questa gara. Entrambi gli inni potrebbero essere, invece che canzoni a supporto, pezzi di irriverente satira scritti per coprirli di ridicolo. C'era poco da ridere quando, nel 2001, Guzzanti-Rutelli , al piano, tentava di buttare giù un inno dell'Ulivo..ricordate? Questi due video sembrano una presa per il culo. Drammaticamente, non lo sono. O forse si, dipende dai punti di vista.
Forse sbaglio, forse assegno troppa importanza a questioni secondarie, e dovrei evitare di notare una degradante osmosi estetica tra i due immaginari che si vorrebbero "alternativi".
Forse do troppa importanza a Del Vecchio. Direi che il generale candidato del PD vince con pieno merito il premio per chi ha detto le stronzate più grosse. Anche perchè ha avuto lo stile non da poco di spararle tutte assieme, nella stessa intervista: i 16 enni al fronte, bordelli perchè il maschio soldato italico ha le sue italiche esigenze (d'annunziano, direi), occhio ai froci nelle caserme..e non poi così male il nonnismo, che ha un qualcosa di educativo. Una goleada di becera cultura machofascisoide da caserma.
Storace forse non avrebbe il coraggio di arrivare a tanto, non in pubblico, perlomeno.
Questo ed altre dichiarazioni vengon derubricate ad incidenti, esternazioni fuori linea, cosucce. Lascia perdere.
Sarò matto io a trovare abnorme che chi vorrebbe esser alternativo alle destre candidi gente così, sarò fuori dal mondo io a considerare questi segnali tracce di una deriva impietosa.
Concludo con la parte finale della risposta (più ampia) che ho dato, in un commento sottostante, a chi ti dice che se non voti Veltroni sei tutto sommato un fighetto intellettuale che festeggerà la vittoria di Berlusconi il 14 aprile, a chi ti dice..ma te che parli tanto, cosa fai , cosa proponi, se non "sti cazzi"? (che stile).
....
Non faccio nè il figo nè il filosofo: stai tranquilla che con 1000 euro al mese da socio lavoratore di una cooperativa rossissima, aderente alla Lega delle cooperative, organizzazione veltronianissima che non rinnova il contratto da 27 mesi, sarebbe un lusso che non posso permettermi.
... E' che io il 14 sera non festeggerò comunque, giocano due squadre per le quali non posso tifare, se mi si passa la metafora.
Io perdo in ogni caso. ...
Io proseguirò - sta tranquilla che il mio lo faccio, che poi tu non lo condivida come io non condivido ciò che fai tu è legittimissimo - a fare le modeste cose che faccio, ben consapevole che il tempo è gramo e che il convento passa poco, quel poco sufficiente a tener in piedi un semino di pensiero critico che magari germinerà domani, contro l'unico mondo possibile del pensiero unico.
Cosa farò...tenendo conto che per guadagnare quei 1000 euro democratici e di sinistra devo lavorare circa 200 ore al mese...e che da socio lavoratore una volta ogni 5 settimane mi capita di fare turni nel week end di 21 o 22 ore di fila senza poter fiatare (si, hai letto bene: 19 del sabato sino alle 16 di domenica, questo hanno partorito le democratiche e progressiste cooperative della lega) tempo ed energie non sono sempre sufficienti...
...farò le cose che ho fatto nel terreno tanto politico quanto sociale e culturale nel mio territorio per sostenere le battaglie per i diritti dei migranti, o per i diritti civili legati al corpo ed agli affetti.
Ai tempi del referendum sulla legge 40 mi son fatto un culo così tra stesura di volantini, attacchinaggi, volantinaggi: parte di quelli contro cui me lo son fatto, stanno nel tuo partito.
Sosterrò e parteciperò alle vertenze per la difesa del territorio, che non sono solo battaglie dei "no", ma vertenze PER un altro modello di sviluppo, di società (vedi anche decrescita).
Tenterò di salvaguardare, per quanto sia dura, qualche brandello di diritto sindacale nel posto di lavoro che occupo.
Ed infine, continuerò a fare il mio bel lavoro da 1000 euro al mese, tentando di dare ai ragazzini sfigati di cui mi occupo -nel limite del possibile- qualche strumento di emancicpazione per salvarsi dalla vita di merda che gli è toccata in dono.
Campagne elettorali ne ho seguite tante. E sempre con laico distacco, da non votante nel 90% dei casi. Questa forse è quella più inutile da commentare. Anche a volersene occupare, dire cose significative è davvero arduo.
L'unico elemento di dibattito è quello sul gioco oligarchico di attribuzione dei posti in lista. Tutta una serie di percorsi "di base" che animavano il processo unitario delle sinistre si sono dovuti scontrare con le ragion di nomenklatura (lo dicevo loro due mesi fa, mi rispondevano "vedrai!") e ora denunciano le pratiche dirigiste delle 4 segreterie affermando, come tutte le altre volte, che questa è l'ultima volta: li aspettiamo al varco!dicono.
Il resto è una dialettica statica che non c'è, tutto giocata su elementi effimeri che stavo per definire mitopoietici, ma poi mi son accorto che farei un complimento.
Veltroni, coerentemente, ci avvisa che il pd non è di sinistra. Ma mi dicono irritati che lo abbiam frainteso. Berlusconi riproduce ritritamente il sè stesso di 15 anni fa, evidentemente più stanco e sbiadito. Triste infine la gara ad aver l'operaio sopravissuto da metter sul bavero del cappotto elettorale.
I radicali poi che si candidano obbedendo dentro le liste di un partito che accusano di essere (parole sentite con le mie orecchie) mafioso, dittatoriale, violento, e contro il quale fanno lo sciopero della sete.
Non v'è traccia, nemmeno per finta, di grandi dibattiti culturali, di alternative sulle grandi questioni, su idee diverse della persona e delle contraddizioni sociali e globali. Una questione che appariva così "calda" come quella della laicità, è sparita dal dibattito. Non è curioso? No. L'alternativa si declina su chi farà meglio e per davvero l'unica politica possibile, con una sinistrina arcobaleno freddamente impegnata a salvare sè stessa.
L'unica cosa che mi resta da fare, è segnalarvi stancamente il sondaggio nella colonna a sinistra (sopra il banner di Liberadonna e sempre che il vostro browser lo visualizzi): voterete? e per chi?
Provo ad inserire il sondaggio anche nel post:se non lo vedete, è perchè utilizzate explorer.
RIRECENSISCO.
Sandro Mezzadra
La condizione postcoloniale Storia e politica nel presente globale". (edizioni Ombre Corte)
Ora che lo sto leggendo, posso ribadire. Libro a tratti ostico, lo confesso, che però sto apprezzando anche perchè mi ha aperto una breccia sugli "studi postcoloniali", ambito che non avevo mai troppo approfondito. Vi rimando, oltre che alla recensione nel post precedente, alla recensione di copertina QUI.
OCCHIO ALLE BUFALE Non mi pare di averne mai parlato qui.
Gira - è la versione postmoderna di una fandonia che sentivo anche da bambino - in rete una leggenda metropolitana. I non votanti vengono invitati a non votare scheda bianca o nulla perchè le schede bianche e nulle verrebbero computate (ma de chè?) nel calcolo che attribuisce il premio di maggioranza.
Questo uno stralcio della simpatica notizia che gira nei forum, nelle mailing list, nei blog "Le schede bianche e nulle, fanno si percentuale votanti, ma vengono ripartite, dopo la verifica in sede di collegio di garanzia che ne attesti le caratteristiche di bianche o nulle, in un unico cumulo da ripartire nel cosiddetto premio di maggioranza....(per assurdo sempre votando bianca o nulla se alle prossime elezioni vincesse Berlusconi le suddette schede andrebbero attribuite nel premio di Forza Italia".
Di conseguenza, al fine di scongiurare ciò, si invita ad andare al seggio e far verbalizzare che non si intende votare (agli effetti pratici, ammesso e non concesso che la stronata di cui sopra sia vera, non si capisce la differenza pratica dallo starsene a casa). Se vorrete nei commenti pubblicherò il resto, ma mi sa che molti di voi questa stronzata la conoscano già.
Ora, dal punto di vista del segnale politico e culturale, sul voto, sul non voto, o su come esprimere il non voto, si può dibattere sinchè si vuole, questo non mi interessa.
Quello che mi premeva dire è che le bianche e nulla non vengon computate in alcun modo se non come schede bianche e nulle. Vengon computati i voti validamente espressi, quanti essi siano. Ne basta uno in più dell'altro per ottenere il premio di maggioranza. Chi vuole fare la sana ed igienica scelta di non votare può evidentemente scegliere la modalità che ritiene più consona o simbolicamente rappresentativa, ma tutte quante (aldilà di eventuali illegalità fatte in sede di scrutinio), aldilà di modificare i dati meramente statistici di affluenza, bianche e nulle, non hanno alcun rilievo attivo nel determinare un risultato o l'altro.
Può sembrare banale rammentarlo, ma la sciocchezza di cui sopra sta follemente convincendo tanti che le bianche e nulle vadano "alla maggioranza".
Potere della rete.
Post un po' lungo. Ma se volete commentare, aldilà dele prevedibili battute su Vespa, leggetelo tutto.
Qualche giorno fa, nel programma principe dello splatter pulp, ha avuto luogo un ameno siparietto.
Cornice, l'ennesima puntata dedicata a questo o quel fatto di cronaca nera, sezionato con buona dose di soddisfatta pruriginosità per saziare le pulsioni del pubblico guardone che oramai non distingue più la fiction dalla realtà: ben aldilà della mera voglia di informazione, si seguon queste vicende col pop corn in mano, si prende parte, ci si improvvisa detective scommettendo sull'assassino, ci si appassiona ai vizi ed alle virtù più private (morti e indagati non hanno privacy) dei protagonisti dati in pasto al teleutente con lo stesso animo con il quale si segue uno sceneggiato, o si legge un giallo.
Poi..è vero e non fantasia, o forse no, ma non importa.
Ospiti: l'ineffabile psichiatra Meluzzi, Simonetta Matone (professione opinionista fissa di Porta a Porta, magistrato del tribunale per i minori per hobby) ed Alessandra Graziottin, sessuologa e ginecologa.
Ad un certo punto della serata si parla del fatto che vittime e protagonisti del "giallo di Perugia" hanno/avevano un blog.
Bruno Vespa, attonito, si stupisce (per finta o per davvero?)e più o meno dice: io sarò preistorico...ma cos'è questa storia dei blog? Ma è vero che tutti i ragazzi li hanno? Ma perchè? Ma quale bisogno hanno di mettersi in mostra? Che tragedia!
Il resto del breve dibattito sul tema lo potete vedere nel video sopra (così non perdo tempo a riassumere).
Ho letto in giro per la blogosfera alcune reazioni: come mi aspettavo ci sono state, e, come mi aspettavo, dal mio punto di vista sono state reazioni "fuori bersaglio", reazioni permalose di bloggers che si son sentiti offesi in quanto tali.
Insomma, una reazione da sindacato di categoria. Una reazione nella quale non mi riconosco. Penso che Vespa ed i suoi siano stati "stronzi", ma per ragioni diverse da quelle che ho letto in giro....
Ciascuno ha le sue debolezze, le sue bizzarre passioni.
Io confesso che - pur vergognandomene un poco - resto ammirato da certi personaggi.
Mi affascinano, mi seducono. E' una forma di perversione.
E' il caso di tal Filomeno Viscido.
Un personaggio straordinario. Uno che, tra un post sul congresso del "partito comunista dei lavoratori" di Ferrando e uno sul subcomandante Marcos, conduce , accanto a Ferrara, Ratzinger e Bagnasco, una crociata per la tutela dell'embrione, in un blog che recita tale disclaimer " Siamo di sinistra, restiamo di sinistra, siamo fieri di essere di sinistra,pretendiamo ci sia la sinistra quissu'.Nel caso vogliate la destra, la rete è grande, non la troverete qui. Qui troverete il popolo di sinistra in movimento, con i suoi pro e i suoi contro".
In un post sulla legge 40, ci regala un pezzo di puro lirismo, che cito " SONO per una regolamentazione del settore piuttosto che lasciarlo de-regolamentato (se la Sinistra non fa le leggi , non è colpa mia!!) e che quindi avrei appoggiato leggi di ogni impronta cultura(fascia, liberal o cattolica) ".
Qualsiasi legge, anche..."fascia".
In altro post (lo linkerei ma non trovo il link..comunque è del 17 dicembre 2007) accusa l'istat di sessismo perchè non parla della violenza delle donne sguli uomini, e accusa di sessismo anche le parlamentari di SD che propongono leggi sulla vilenza di genere.
Ora, io trovo fastidioso che gli uomini si gettino come falchi sul tema "aborto". Io qui, più che del tema in sè, voglio parlare del caso antropologico, del blogger in questione.
Questo post(LINK) in particolare, andrebbe conservato e rammentato.
Un post che, si badi, è rivolto alle donne ed ai maschi..ma solo se antiabortisti. Anzi, alle kompagne ed ai maski, per citare la fonte.
Il succo (leggere per credere) è questo: la donna occidentale abortisce perchè edonista e pensa alla carriera. Lo fa così, con lo stesso spirito col quale va dal'estetista a fare il peeling.
D'altra parte, che l'aborto venga utilizzato come metodo contraccettivo dalla donna moderna che pensa solo al lavoro, secondo Filomeno, è provato dal fatto che "in Italia comincia qualche avvisaglio se la percentuale di aborto è rimasta costante in 30 anni nonostante l'aumento dell'indipendenza economica"
Io mi sono limitato, senza entrare nel merito del dibattito sulla 194 o sulla liceità o meno di interrompere una gravidanza, a fare educatamente notare che quella affermazione è oggettivamente sbagliata.
Le interruzioni di gravidanza sono in costante calo da 25 anni (da 234.801 a 130.033). Quasi dimezzate, anche contando le donne immigrate, che abortiscono di più delle italiane per ovvi motivi socioculturali (per'altro sconfessando la suggestiva tesi di Filomeno). Tra l'altro, in Italia - al contrario di altri paesi europei - diminuisce anche il dato delle IVG tra le ragazze sotto i 20 anni.
Ciò, da un punto di vista intellettuale, può tranquillamente non esser un motivo per difendere la 194 o NON dirsi antiabortisti, ed è in linea di principio legittimo pensare che quel calo non sia dovuto alla 194, questo non mi interessa. Semplicemente, non è vero che in 30 anni l'aborto è rimasto costante.
Mi sono preso del "troll", oltre ad insulti vari.
Mi è stato anche detto che dire ciò -cioè parlare di numeri - è "ideologizzare". Ohibò. Se anche fosse, che non è, non lo sarebbe di meno di affermare tout court che l'embrione è persona. Affermazione che non ho discusso di là e che non voglio trattare neanche qui, ma che è una - legittimissima - posizione prettamente ideologica.
Il post poi si chiude con un richiamo paternalista all'uomo antiabortista. Trattengo -come ho fatto nel suo blog- ciò che vorrei dire, e che spesso ho già detto, sulla genitorialità come scelta consapevole ed affettiva, come atto di volontà. Ora, che dire di un caso così?
Singolo caso di deragliamento umano? Oppure, se teniamo conto che è un uomo che si dice di "sinistra", e nemmeno moderata, uno che cita Marcos o Ferrando, un piccolo e buffo segnale di una più vasta questione della dialettica tra i generi ancora irrisolta, e che dice non solo dai Ferrara la donna deve guardarsi?
Non saprei.
Mi piace citare una frase di cui non conosco la reale maternità- o paternità: se l'uomo potesse restare incinto, si abortirebbe anche dal barbiere. Insomma, non più solo dall'estetista.
Già che ci siamo, un paio di segnalazioni in tema.
la "layca FROCESSIONE" , gioved' 17 gennaio, per salutare il papa che arriva in Sapienza per l'inaugurazione dell'anno accademico.
Dettagli maggiori su http://www.facciamobreccia.org.
Ancora, poi magari son segnalazioni inutili perchè le internaute che passan di qua già probabilmente conoscono....comunque: QUI (LINK)l'appello di "usciamo dal silenzio" dopo la riunione di Milano del 10 gennaio scorso. QUI il sito "ControViolenzaDonne". Ieri si è tenuta, a Roma, l'assemblea nazionale delle donne e delle lesbiche, che rilancia alcuni appuntamenti per i prossimi mesi.
Suppongo che sul sito verrà messo on line qualche materiale reativo all'assemblea di ieri, in ogni caso le date previste sono Roma 23 e 24 Gennaio - tavoli tematici - ed 8 marzo in tutta italia per mobilitazioni di piazza. QUI (LINK) il comunicato che indiceva l'assemblea di ieri, e, se qualcuna di voi che passa di qua è interessata e volesse seguire il dibattito, QUI il blog di controviolenzadonne.
Oohh....era l'ora che qualcuno mi nominasse nel "thinking blogger award",una catena grazie alla quale i blogger nominano i blog che li fanno "pensare". E quale blog, se non il mio, meritava una simile nomination? Ekkekkazzo.
A citarmi, onore che reca anche con sè l'onere di dover a propria volta indicare 5 blog forieri di riflessione, è stata "elenamaria".(grazie)
Compito mica semplice.
Anche perchè...
RingrazioNEGATIVE per il confronto in calce al post precedente. Avrei auspicato qualche altra voce dissonante con la quale confrontarmi
In ogni caso chi volesse è sempre in tempo a dire la sua.
Parliamo d'altro.
Mentre - all'inizio la proposta è spuntata, poi è rientrata (LEGGI QUI) a causa di qualche polemica, poi è rispuntata (LEGGI QUI) quasi nel silenzio nel cosiddetto " mille proporghe" approvato dai ministri il 28 dicembre - Prodi rilancia la rottamazione (ma quanto costa?), riesumo un post che scrissi in un forum qualche mese fa.
Erano i giorni di EICMA 2007, e sulla base di dati, riflessioni e proposte emerse in quella sede, scrissi il post seguente. La brillante decisione del governo, me lo ha fatto tornare in mente.
Una bicicletta ci salverà Alcuni dati e riflessioni sulla qualità della nostra vita, su come le scelte di chi amministra possano essere più o meno lungimiranti, e di come le nostre scelte quotidiane possano imporre l'agenda agli amministratori di cui sopra.
L'italia è il terz'ultimo paese in europa in quanto a diffusione della biciletta: 3,4 ogni 100 abitanti (più del doppio in olanda). Fanno peggio solo Portogallo e Spagna (i paesi col clima più adatto...sono quelli con meno biciclette. Curioso). Dato singolare, non solo per il clima, ma se pensiamo che il bel paese è uno dei principali produttori mondiali di bicicletta (le ditte più gloriose sono italiane) e se pensiamo a quanti appassionati abbia il ciclismo.
Ciò è ancora più singolare se lo confrontiamo con un altro dato: girano meno biciclette che negli altri paesi...eppure si muore in bici più in Italia che altrove (300 morti e più di 10.000 feriti l'anno). La metà , grossomodo, degli incidenti avviene in città. Che vorrà dire? Vorrà presumibilmente dire che siamo un popolo che tendenzialmente guida male ed in modo pericoloso (anche chi va in bici, eh) , e che le nostre strade sono pensate in modo tale da essere assassine, che chi pensa la mobilità urbana la pensa male.
Altre ragioni, non ne vedo.
Le tre grandi città italiane hanno piste ciclabili da far ridere. Irridono la bici, invece di valorizzarla. A Copenaghen...ci sono 300 km di piste ciclabili!!! Olanda e Danimarca, che non sono soddisfatte, stanno attuando politiche per aumentare questi dati, e, grazie ad interventi mirati, diminuiscono persino gli incidenti (che qui aumentano). Altri dati interessanti: in tutta Europa, la metà degli spostamenti fatti in auto è inferiore a 5 km. Il 30 %...è inferiore a due km!!!! E dire che entro queste distanze è provato che la bici è assolutamente il mezzo più veloce. Chi ha girato un pochino, sa che altrove la bici la usano tutti:dal bimbo di tre anni al pensionato. In paesi dove il clima è senz'altro più sfavorevole. Quindi, dovremmo iniziare ad esser tutti meno pigri, perchè è certo più piacevole e pratico usare la bici in Italia, che non in Danimarca.
Ne guadagneremmo tutti, singolarmente, e socialmente.
In Olanda e Danimarca il 40% dei lavoratori va al lavoro in bici. In quei paesi ci sono parcheggi per bici da 10 mila posti. E qui? Benefici, dicevo..quali? I ciclisti abituali hanno un organismo di 10 anni più giovane della media. E' stato calcolato che in Inghilterra, , dove la bici è esplosa a causa delle scelta di penalizzare fortemente l'auto in città, sopratutto a londra (raddoppiate le bici in un anno o due)..., chi si è convertito alla bici risparmia 400 sterline l'anno. Un aumento dell'uso della bici entro il 2012 farebbe risparmiare al servizio sanitario nazionale cifre incredibili, per non parlare della riduzione delle emissioni di CO2, della diminuzione del fabbisogno di petrolio (risorsa oramai allo stremo e sempre più cara). Dovremmo riappropriarci dello spazio urbano. La città non può esser pensata in funzione della macchina, cosa che invece avviene adesso, a danno di tutti, i più deboli innanzi tutto. Un SUV occupa lo spazio di venti persone in piedi. Violentano le città, e noi ci arrabbiamo pure se un timido balzello ne scoraggia l'uso. Pensate allo spazio che occupano le 3 o 4 auto che abbiamo in famiglia. La città è loro. Passo spesso su di un ponte vicino casa mia che, in certe ore, è un serpentone di auto ferme. Se guardo dentro...c'è una persona per auto, perlopiù. E allora penso allo spazio che occupano quelle automobili in proprozione alle persone che ci stanno dentro, ed al CO2 che stanno sputando nell'aria. E' follia.
Anche in questo campo, siamo incredibilmente più involuti, maldeucati, ineducati ed arretrati di qualsiasi altro paese nostro vicino. E siamo noi gli stupidi, mica chi gestisce e sceglie come gestire le città.
Perchè è inutile il generico epiteto rivolto a chi ci amministra, il cui cretinismo ben rispetta le scelte che facciamo noi ogni giorno.
Considero il "travaglismo" uno dei grossi mali di quest'era politico mediatica. Travaglio è uno che starebbe dignitosamente a destra, se le buffe contingenze italiche non ci avessero condotto ad una dialettica per cui, a causa delle pelosità della destra, la cultura "garantista" pare prerogativa della destra politica mentre a sinistra - anche "estrema" - si tifa a prescindere per i giudici (nei DS il clima è mutato solo di recente, non a caso) con abbondanti dosi di becero forcaiolismo.
Le legittime opinioni del Travaglio, o le iperboli caricaturali, vengono prese per cronaca e dati di fatto (ad esempio la buffa novella per la quale un uxoricida condannato a 30 anni per omicidio volontario in Italia non metterebbe piede in galera un giorno:alcuni boccaloni credono che ciò sia una fattispecie giuridica verosmile).
D'altra parte, dalla destra proviene: nasce giornalista de "il giornale", e sul periodico di destra "il borghese" condusse - in linea con AN - una battaglia contro la grazia a Sofri. La vicenda Sofri come è noto è giuridicamente assai controversa, ma c'è una sentenza, ed a Travaglio basta.
Prendiamo il caso "Contrada"...
Io, francamente, sul caso in sé ho nulla da dire o per cui tifare. Se la vedano loro: per me Contrada, se anche fosse provato legalmente indiscutibilmente "onesto", resterebbe ontologicamente un nemico in quanto agente del sisde, organismo dal mio punto di vista illegale in quanto tale. Per il resto:
....se poi devo ragionare con le categorie del diritto "democratico", in quanto persona, credo abbia i diritti spettanti ad ogni detenuto. ..sulla grazia non mi esprimo: tutti questi tromboni che straparlano di "stato di diritto" mi insegnano che è prerogativa specifica del Capo dello Stato, decida lui. Per gli stessi "tromboni", che magari difendono a parole la "costituzione" come valore in sé, probabilmente la "grazia" andrebbe eliminata come istituto dalla Costituzione stessa, visto che non nasce certo come strumento per sanare eventuali errori giudiziari e non si capirebbe quando e come applicarla. Sarebbe una legittima battaglia di chiarezza, niente da dire. Però -e per me non lo è - non è che la"costituzione" può esser un giorno valore assoluto, astratto e l'altro no.
Poi, al contrario di quelli che si schierano contro od a favore, senza conoscer nulla, in virtù di cosa dice l'opinionista preferito, non mi esprimo perchè non so nulla del processo, per cui taccio.
Potrebbe bastarmi che c'è una sentenza definitiva, è vero: ma sono tante le sentenze anche definitive proclamate grazie a affidabilissimi pentiti poi dimostratesi sbagliate, magari a condannato già morto di carcere.
So che la categoria del "concorso esterno" in reato associativo ( basterebbe il favoreggiamento) è una categoria tutta italiana del procedimento penale e so che l'ordinanza del 12 dicembre che respinge l'istanza di differimento della pena, aldilà di quel che riportano parzialmente ed erroneamente testate come repubblica.it, afferma una cosa ed il suo contrario.
Insomma, della grazia a Contrada non mi importa un fico secco e non ho neanche tutti gli elementi per esprimere un parere. Mi importa certo dei tanti disperati che stanno in carceri con il supplemento di pena di una situazione disumana, ma non è che queste coordinate culturali possano lasciar ben sperare, in quanto a sensibilità diffusa.
Mi preoccupa la sottocultura che personaggi come Travaglio diffondono sopratutto in ambienti di "sinistra", anche "radicale", come, ad esempio, in un forum cui partecipo.
Un concetto, letto in questi giorni, mi ha colpito in particolar modo.
Per Travaglio, la "grazia" non è una terapia antidiabete (certamente: però vorrei sapere cosa è secondo Travaglio la "grazia", come istituto previsto dal nostro ordinamento), ed aggiunge: ...lo Stato di diritto è chiamato a garantire la certezza della pena, non l’immortalità dei condannati. Se questi, un brutto giorno, speriamo il più tardi possibile, muoiono, è un evento naturale: dispiace, ma non ci si può fare nulla. Sventuratamente, muoiono anche gli incensurati. E non è colpa dello Stato, ma della natura....
Ora: qui si parla , in generale, dei condannati. Si va oltre la fattispecie del caso Contrada. Qui passa con superficialità un ragionamento becero, forcaiolo.
Questa -falsa e mistificante - contrapposizione tra il diritto alla salute dei "condannati" e degli "incensurati" (basta esser stati oggetto di azione penale, a prescindere, per esser degni di riprovazione e aver diritto a qualche diritto fondamentale in meno).
Ma sopratutto, perchè ripeto...Travaglio parla in generale, il concetto del primo rigo è allucinante: se uno sta in carcere ed è malato...è la natura, allo Stato cosa deve interessare, salvo l'esecuzione della pena?
Proprio i tromboni dello "Stato di Diritto" con tutte le maiuscole del caso, quindi presumibilmente un po' più avanti del codice di Hammurabi, dovrebbero insegnarmi che uno Stato di Diritto si cura della salute della persona a prescindere dal suo certificato penale e che nulla c'entra con la cultura dello "stato di diritto" un discorso dove il malato "incensurato" venga contrapposto al malato "condannato".
Anzi, potrebbero insegnarmi che magari il livello di uno "Stato di Diritto" si misura proprio dalle condizioni di reclusione. Perchè in modo affatto naturale in Italia-checchè ne dica Travaglio - in carcere si muore di carcere.
Ed ai "sinistri" che se scrive due stronzate Travaglio saltano in piedi col cappio in mano, consiglio magari di seguire - tanto per aver una visione diversa - il meritorio lavoro di associazioni come "ANTIGONE". Non hanno le posizioni di Travaglio o Diliberto: ma ve lo giuro, non sono berlusconiani.
Ancora due parole sulla vicenda racchiusa nel post sottostante e sulla dura polemica che ne è scaturita. Pacatamente, serenamente. L'universo sostanze stupefacenti è un qualcosa che, discutendone, rimesta nei nostri più profondi sistemi valoriali. Si parla in parte di ciò che è bene o male, di cosa sia legittimo o meno, di libertà e di sino a che punto si può disporre di sé.
Poi, c'è tutto il discorso sempre valoriale ma anche politico, sociale e concreto, sul ruolo delle sostanze nelle nostre società, sulla loro funzione sociale (anni fa in piazza urlavamo "eroina, fascisti e polizia, uno per uno vi spazzeremo via", da lì vengo e addebitarmi certi pensieri è operazione deficiente), su quale messaggio sia più utile per fermare la tossicodipendenza, sui modeli e sugli approcci terapeutici.
Questo è ciò che mi interessa, e questo -con la provocazione sottostante- volevo toccare, ben conscio che un paio di post qui non solo non posson risolvere un problema, ma nemmeno basterebbero a parlarne in modo esaustivo.
Dice bene, secondo me, o comunque si pone correttamente, newkid in questo POST.
Si è ovviamente liberi di parlare o no, di rispondere o no, di rispondere in un modo piuttosto che in un altro. Colei che tutto sa e comprende, aldilà del divenire, del bene o del male, colei che è al contempo così giovane ma anche secolare perchè tutto comprende nella sua saggezza, (amen), ciò che ha scelto di dire è affermare che le avrei detto di "essere fascista, che è di sinistra drogarsi, che da è stupidi non aver mai provato".
Qualsiasi persona assennata si rende conto che non v'è traccia di ragionamenti analoghi da parte mia qui ed altrove, e che sopratutto sarebbero pensieri così sciocchi, insensati e risibili che addebitarli a qualcuno è cosa perlomeno audace. Ho chiesto evidenze di queste mie affermazioni. Nulla mi è stato detto, né da lei né dal suo esegeta, se non "anche altri hanno interpretato così". Ottimo argomento. E allora...altri invece han capito come me. Pappappero. Tiè.
Eppure, se davvero ho detto quelle cose, basta poco per dirmi "le hai dette qui e qui".
Per altro, è davero senza snso dire a qualcuno che è stupido a non provare: per vaneggiare non necessariamente ciò serve.
IN DECRETVM... QUI(LINK) parlai del decreto 181, il decreto "antirumeni" voluto da Veltroni (eh? Il sindaco? Ma no..il sindaco di Roma è Ruini, ignoranti) e Amato. Un decreto che in buona parte estende la bossi-fini ai comunitari. E meno male che la bossi-fini l'unione voleva superarla.
Come è andata, lo sappiamo: il decreto stava per esser convertito in legge. La "sinistra" lo ha votato pur non apprezzandolo, per lealtà alla coalizione. Le viene concesso un contentino: un riferimento alla punibilità del'omofobia, riferimento scritto da qualche analfabeta giuridico, poichè sbagliato è il riferimento normativo europeo citato. Al contempo, la Binetti strepita: si punisce l'omofobia? Non voto la fiducia. Risultato: il decreto verrà lasciato decadere e non sarà convertito in legge.
Qualche giorno fa, quando ancora sembrava plausibile una modifica del testo e la conversione in legge, la "sinistra" minacciò: se salta il riferimento all'omofobia, noi non votiamo.
Bè, vedremo: il governo varerà un nuovo decreto, simile a questo che sta per decadere.
Intanto, che stiano attenti: hano già dimostrato di non saperci fare con gli aspetti tecnico giuridici, io auguro loro di ricordarsi che la consulta nel '96 con una sentenza molto chiara sancì che è illegittimo che un governo reiteri un d.l. o ne presenti un altro che scopiazza il precedente non convertito.
Lo afferma in modo netto e chiaro: non è data facoltà al governo di riprodurre, con un nuovo decreto, il contenuto normativo dell'intero testo o di singole disposizioni del decreto non convertito, ove il nuovo decreto non risulti fondato su autonomi (e pur sempre straordinari) motivi di necessità ed urgenza, motivi che in ogni caso non potranno essere ricondotti al solo fatto del ritardo derivante dalla mancata conversione del precedente decreto.
Il nuovo testo, tuttavia, non conterrà il riferimento all'omofobia.
Stando alle parole, la sinistra non dovrebbe votarlo: che faccio, scommetto?
IL MONOLOGO CENSURATO
Volete legger parte del testo dei monologhi della puntata di "decameron" che mai vedrete?
Leggerli è ben diverso dal vederli recitati, tuttavia (da il manifesto) se continuate a leggere, ecco uno stralcio